La buca 1 nel golf: perché il primo tee shot manda in crisi i golfisti

La buca 1 dell’Aronimink Golf Club

Molti architetti di campi da golf studiano un avvio soft per i golfisti. In America la chiamano “una stretta di mano gentile”, ossia una buca 1 facile e accessibile. Quasi rassicurante. Qualcun altro invece preferisce una partenza in salita, di quella a forte rischio X sullo score e relativa arrabbiatura. Quale via è la migliore?

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Il maestro Alfredo Da Corte: “Il golf? E’ tecnico e difficile, richiede tempo, non per tutte le tasche”

Alfredo Da Corte

Sempre più intenso il dibattito sul ruolo del maestro di golf nell’era dei social e dei tutorial su Youtube. Il maestro professionista Alfredo Da Corte interviene con alcune osservazioni.

“Buongiorno,
il discorso sui maestri di golf è molto ampio, ma cercherò di non essere prolisso e scontato. 

di Alfredo Da Corte

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Jacqueline Pecoitz: “Ai maestri non serve difendersi. Ma forse serve capirsi meglio”

Jacqueline Pecoitz

Dal professionista canadese che ha imparato a giocare a golf guardando Youtube all’essere maestro oggi. Il dibattito tra appassionati e addetti ai lavori è sempre più vivo. La professionista Jacqueline Pecoitz torna a dire la sua.

“Ho letto con attenzione il commento del lettore e, più che una critica, ci ho visto una sensazione oggi è molto diffusa: quella che un maestro non sia più così necessario. Capisco da dove nasce.

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“Il tempo è ancora nostro”, il film sul golf che punta anche ai non golfisti

C’è un istante, su ogni campo da golf, in cui il tempo sembra fermarsi per poi accelerare all’improvviso. Come nello swing perfetto. Come in “Il tempo è ancora nostro”, film sul golf che trasforma il nostro sport in metafora di vita. “Mi piacerebbe che ogni golfista portasse al cinema un non golfista” ci confida Ascanio Pacelli, uno dei protagonisti della pellicola. Il debutto in sala è fissato per il 7 maggio

di Sauro Legramandi
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Ryder Cup 2027, prezzi shock: 500 euro al giorno per un biglietto

BETHPAGE – La fila di appassionati di golf in attesa di un autografo alla Ryder Cup 2025 (foto EPA/CRISGTOBAL HERRERA-ULASHKEVICH)

A sedici mesi dal primo tee shot la Ryder Cup 2027 in Irlanda si annuncia già da record, quello dei prezzi dei biglietti. Per l’edizione del centenario, all’Adare Manor Resort dal 13 al 19 settembre 2027, gli ingressi hanno raggiunto prezzi mai visti in Europa. Quanto costano i biglietti della Ryder Cup 2027? Assistere a un solo giorno di gara costa 500 euro.

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L’email: “Il golf continua a difendersi invece di cambiare”

L’intervento su golf e Youtube della professionista Jacqueline Pecoitz ha aperto il dibattito sul ruolo del maestro oggi. Un lettore, Danilo Di Vita Russo, mette nero su bianco dubbi e certezze. Aspetto i vostri commenti, a partire dai diretti interessati.

Da Pecoitz a Mannelli: il golf italiano continua a difendersi invece di cambiare. Il problema non è il maestro, ma il modello di insegnamento: ancora troppo statico, legato al circolo e lontano dal giocatore di oggi. Il problema non è il maestro. È il modello del maestro.

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Il pro e YouTube, “Io, maestra di golf, mi chiedo: serve ancora un maestro di golf?”

La storia di Sudarshan Yellamaraju, il giocatore del PGA Tour che ha imparato il golf guardando YouTube , non è passata inosservata. Jacqueline Pecoitz, maestra professionista PGAI, ci scrive e si pone una domanda per nulla scontata: “Nel 2026 serve avere un maestro di golf?”

“Ho letto con grande interesse la storia di Sudarshan Yellamaraju, il ragazzo che “non ha mai avuto un maestro” e che oggi compete ai massimi livelli grazie a YouTube. È una storia che colpisce. Perché è moderna, diretta, quasi rivoluzionaria. E inevitabilmente fa nascere una domanda: oggi, per imparare davvero a giocare a golf, serve ancora un maestro?

di Jacqueline Pecoitz

Da professionista – e da figlia di maestro di golf- la mia risposta non è così semplice.

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Issa Nlareb, il golfista senza gambe e senza dita: oggi gioca ma senza sponsor

BALLYMENA (Irlanda del Nord) Issa Nlareb in partenza all’ISPS HANDA World Invitational (Foto di Octavio Passos/Getty Images – The European Disabled Golf Association).

È possibile giocare a golf senza gambe e, di fatto, senza mani? La risposta è sì. E ha un nome e un cognome: Issa Nlareb. Il 37enne camerunense, oggi residente in Francia, è un professionista che scende in campo con due protesi sotto le ginocchia e una cinghia che tiene il bastone legato alla mano sinistra, priva delle dita.

di Sauro Legramandi
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