Golf History, “evita la pandemia e vai a giocare a golf”

Pandemia e golf, corsi ricorsi storici in questa puntata di Golf History.

a cura di Carlo Busto

La storia a volte si ripete ma le reazioni cambiano da un’epoca all’altra.

Golf History

Foto di Connor T. Lewis

Nel 1918 l’influenza ribattezzata “spagnola” anch’essa pandemica infettò nei soli Stati Uniti 28 milioni di persone. Circa 600.000 di loro morirono. Fu una cosa enorme, possiamo ben capirlo anche noi oggi.

Qui potete vedere alcuni ritagli di giornali dell’epoca. In quel periodo il golf veniva addirittura consigliato come “antidoto” all’influenza.

Per comodità ho tradotto in italiano i passaggi più significativi lasciando a voi la lettura completa.

Chi avrà avuto ragione? Loro o noi chiusi in casa?

Pur scalpitando come tutti voi per essere il prima possibile in campo , è sicuramente meglio la prudenza, anche un eccesso di prudenza.

#iorestoacasa

“Play golf and can the flu”

Da un quotidiano di Portland del 1918: “Un modo per evitare l’influenza è l’aria fresca. È pieno di aria fresca sui tre campi da golf di Spokane. Gioca a golf e stai all’aria aperta il più possibile. I golfisti di Portland immuni. Seicento golfisti del Portland Golf Club immuni, altrettanto al Waverley Golf Club e si suppone lo stesso numero al Tualatin Golf Club risultano immuni.

I membri di questi golf dichiarano ufficialmente di essere sfuggiti all’influenza spagnola per merito del golf.”

 

Da una pubblicità della Knight & Wall

Golf History

Foto di Connor T. Lewis

Knight & Wall Company era un rivenditore di attrezzature da golf – “Fai un sacco di esercizio all’aperto ed evita l’influenza, vai a pescare, gioca a golf ora è il momento… che tu possa goderti il tuo tempo libero sui golf links”.


Chi è Carlo Busto

L’autore di “Golf History”, esperto di mazze da golf rare ed inusuali prodotte fino al 1930, è stato il primo italiano ammesso su presentazione nella “British Golf Collector’s Society” ed è in contatto regolarmente con collezionisti e storici in tutto il mondo.

Mosso da grande passione per l’epoca d’oro del golf Carlo Busto ha costituito la più importante collezione italiana di rare mazze “hickory”. Appassionato di golf a 360 gradi partecipa a gare di golf hickory ed ha vinto il primo Italian Hickory Open tenutosi nel 2019.

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4 risposte a “Golf History, “evita la pandemia e vai a giocare a golf”

  1. Avevano ragione loro, così come hanno ragione i campi da golf che sono aperti negli Stati Uniti anche adesso. Ci sono delle regole (in primis distanziamento sociale di 2 metri! Sapete contarli 2 metri circa o no?), basta rispettarle e punire chi non si adegua alle stesse (i soliti furbetti). Un po’ come si dovrebbe sempre punire chi non ripara i pitch mark.

    Ci sono le ricerche di numerosi scienziati, oltre ai numeri nudi e crudi di questi due terribili mesi, che dimostrano come le persone si siano infettate di coronavirus spesso e volentieri in ambienti chiusi, a stretto contatto con asintomatici, senza alcuna protezione (e senza rendersene conto). La gente si è ammalata principalmente in casa, in ospedale, in ristoranti e/o bar, nelle aziende, nei mezzi di trasporto pubblici, in palazzetti e negli stadi.

    Inoltre ci hanno (giustamente) detto per secoli che l’attività sportiva aiuta a proteggerci dai malanni, perché praticando sport si fortificano le difese immunitarie. Chiudendo in casa non solo i golfisti, ma tutti gli sportivi si è agito in modo diametralmente opposto, nonché illogico…tra l’altro lasciando, invece, aperte le tabaccherie (pur sapendo che i fumatori rischiano molto di più le complicazioni gravi che può portare il covid19).

    Questo perché, temo, in Italia mancava e manca ancora oggi una vera cultura sportiva (lo si vede soprattutto nel presunto “tifo”)…anzi in questo caso c’è stata una corsa (termine usato sarcasticamente) all’untore runner, ad esempio, poco prima del lockdown. Leggo ancora oggi i timori di non andare a giocare, anche da parte di golfisti.

    Posso capire l’osservazione di non farlo per il rispetto alla gente che sta lavorando alacremente negli ospedali per salvare quanti più malati possibili…ma non c’è una vera motivazione medica, anzi come ho detto sopra rimanendo nelle quattro mura di casa (magari con asintomatici o malati veri e propri) si spiana solo la strada al virus (o ad altre patologie, come depressione, etc…).

    Se qualcuno ha delle argomentazioni serie, cioè perorate da insigni esperti della materia medica (che tra l’altro, in questo dramma, hanno spesso e volentieri confuso le idee più di dare indicazioni precise), sono sempre pronto a sostenere un dibattito e/o rivedere la mia posizione. Attendo con ansia…tanto solo questo ci è stato concesso di fare…attendere.

    P.S. Un governo serio, una nazione seria, alla fine di questa drammatica pandemia, dovrebbe incentivare ogni giorno una sana pratica sportiva, ogni singolo giorno. Nelle scuole, ma anche e soprattutto nel tempo libero. Più sport, meno malanni, più salute, meno spese mediche. Questo dramma epocale ci permette di ripartire cambiando le cose che non funzionano nella società moderna. Vediamo di non lasciarci scappare quest’occasione.

    • Purtroppo di governi seri in Italia non me ne ricordo, in particolar modo per una qualche importanza data allo sport come scuola di vita e di salute. Direi zero…e non sono proprio giovanissimo. Ma in questi casi è anche compito delle singole federazioni (o del CONI) rimarcare il ruolo chiave dell’attività sportiva. I latini dicevano: “Mens sana in corpore sano”, ed avevano ragione!

  2. se diversi articoli, medici sportivi,
    rivelano che la pratica sportiva del golfallunga la vita,di almeno 5 anni, questa discipplina dovrebbe essere la prima a partire.
    Non dovrebbe neanche avere limiti di età, (dato che si pensa a ritardare il via libera agli anziani) visto che la gran parte di golfisti ha più di 60 anni.

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