Phil Mickelson contro PGA e arabi: e lo sponsor lo scarica

Phil Mickelson
SOUTHAMPTON Phil Mickelson (foto di Ross Kinnaird/Getty Images/AFP)

Lefty stavolta l’ha davvero combinata grossa: il suo parlare (troppo) a ruota libera su Arabia Saudita e sul PGA Tour gli è costato caro. Il colosso di consulenze finanziarie KPMG ha infatti scaricato Phil Mickelson dopo anni di sponsorizzazione.


Il 51enne di San Diego, icona del golf a stelle e strisce, ha criticato l’operato del circuito americano, sollecitando “un disperato bisogno di cambiamenti”. Mickelson ha parlato anche di “avidità, di tattiche manipolative, coercitive”. Come se non bastasse, Lefty ha rincarato la dose parlando di un “PGA Tour che afferma di essere un ente democratico ma rappresenta una dittatura“. Frasi durissime da parte di Mickelson che ha anche spiegato di aver usato la Superlega araba per provare a far cambiare le strategie dell’organizzazione statunitense.

Phil Mickelson


Capitolo arabi. Sul futuro della superlega di golf Phil Mickelson aveva usato parole ancora più forti. “Sono dei balordi con cui fare affari, hanno ammazzato il giornalista Khashoggi e, in materia di diritti umani, hanno una reputazione orribile. Inoltre compiono esecuzioni sulle persone perché gay. Ma le loro ricchezze rappresentano un’opportunità unica anche per noi golfisti”.

Phil Mickelson ha capito di essere andato oltre. E ora, attraverso una lunga dichiarazione, fa mea culpa.   “Ho usato parole di cui mi pento, che non rappresentavano le mie vere intenzioni. Ho offeso tante persone e ne sono deluso. Ora ho un disperato bisogno di prendermi del tempo per riflettere. Negli ultimi 31 anni ho vissuto una vita piuttosto pubblica e mi sono sempre sforzato di essere all’altezza delle aspettative”.

E ora il californiano rischia una fuga da parte da altri suoi sponsor…


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