Chimenti: il golf italiano cresce da Nord a Sud, +6% di tesserati e tante neofite

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Franco Chimenti

Il golf italiano dà i numeri e sono numeri belli. A comunicarli è Franco Chimenti, presidente di Federgolf che oggi verrà insignito del Collare d’Oro, massimo riconoscimento sportivo nel nostro Paese.

In un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Ansa, Chimenti scatta un’istantanea del movimento golfistico italiano. Ad oggi i tesserati sfiorano quota 93.000, in aumento del 6% rispetto al 2020, trend anticipato su Golfando da Dario Boeris. “Presto supereremo quota centomila ma l’obiettivo è molto più grande – spiega il presidente della Federazione-. Ed è riscontrabile nei numeri. Con diecimila nuovi iscritti e 3.713 golfiste neofite (l’anno scorso erano 1.845)”.

Il golf cresce al Nord (a partire da Lombardia, Liguria e Friuli) ma quello che fa ancora più sperare sono i numeri del Sud. “In Puglia – sottolinea – i tesserati sono cresciuti del 25,3%. Si tratta della Regione con il più alto incremento. E a questo, ne sono certo, hanno contribuito anche i risultati di Francesco Laporta, pugliese doc. Insieme a Guido Migliozzi e a tanti altri golfisti di valore, rappresenta il presente e il futuro del golf. Vorrei però sottolineare anche l’aumento dei tesserati in Calabria (+14,6%) e nel Lazio (+9,6%)”. 

“Il mio Collare d’Oro è la Ryder Cup 2023”


“Far registrare numeri simili, visto anche il perdurare dell’emergenza Covid-19, rappresenta un successo epico. E la Ryder Cup del 2023 è il mio Collare d’Oro” chiosa il numero uno della Federazione.

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Il Marco Simone

Il presidente, oggi all’Auditorium Parco della Musica di Roma, sarà tra gli uomini di sport – atleti, tecnici, dirigenti – premiati nell’anno d’oro per l’Italia con la massima onorificenza Coni. Il riconoscimento arriva a coronamento di una lunga carriera da dirigente. Tra la Lazio calcio (ne è stato anche presidente) e il Coni, passando per la Federgolf.   “Tutto potevo aspettarmi – spiega – fuorché ricevere il Collare d’Oro. Un titolo che viene assegnato ai più grandi campioni dello sport. Ci tengo a ringraziare Giovanni Malagò, presidente del Coni, per l’apprezzamento riservato alla mia lunga carriera alla guida di una Federazione così difficile e importante. La Ryder Cup del 2023 è stata una mia invenzione, aver contribuito a portarla in Italia rappresenta il mio più grande risultato da dirigente sportivo. E’ un patrimonio della federazione e di nessun altro. E adesso si vedono i frutti di un lavoro che parte da lontano. Quella che si disputerà tra meno di due anni a Roma tra Europa e Stati Uniti sarà la sfida più importante nella storia della competizione”.

Gli occhi sono già puntati sul 2023. “Gli abbonamenti settimanali sono già andati esauriti e il Marco Simone sarà sold out. Con la Città Eterna al centro di tutto, a rendere ancora più unico questo evento che lascerà una grande legacy al Paese”.

Il golf da Francesco Molinari a Tiger Woods

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POTOMAC Molinari dopo la vittoria al Quicken Loans National (unico italiano a vincere sul PGA) con Woods sorridente. Era il primo luglio 2018 (Foto di Rob Carr/Getty Images/AFP).

Poi, da Chimenti, anche un passaggio su Francesco Molinari che, dopo un 2018 fenomenale, sta faticando. “Sono certo che si rialzerà e quello che ha fatto e vinto nessuno potrà cancellarlo. Ha scritto pagine importanti dello sport a livello globale”.

Quindi un focus sul ritorno in campo di Tiger Woods. “Il rientro di Woods non è solo importante ma fondamentale. Ricordo quando, nel 1997 alla Ryder Cup di Sotogrande, in Spagna, fu battuto da Costantino Rocca davanti a un pubblico incredibile. Woods è il golf, ieri come oggi. E spero davvero di vederlo in campo tra due anni a Roma”.

5 risposte a “Chimenti: il golf italiano cresce da Nord a Sud, +6% di tesserati e tante neofite

  1. Mah!!!
    Non conosco i numeri pero’ nutro qualche dubbio su un aumento di tal fatta nell’arco di tempo preso in considerazione.
    Non dimentichiamo che si e’ in piena crisi pandemica con una economia che fatica a tenere il passo degli anni precedenti e molte persone hanno visto diminuire il proprio reddito annuo.
    Inoltre, fasce di popolazione sempre piu’ ampie hanno perso il lavoro ovvero dovuto riconvertirsi ad altre attivita’ produttive non sempre piu’ remunerative delle precedenti.
    Peraltro, pur con isolate iniziative di opposta tendenza, quasi tutti i circoli sono stati costretti ad aumentare le quote associative : quindi tutti questi neofiti (neo iscritti) da dove provengono?

    • Dai “tesserifici”, prima il più grande era Lignano oggi è Crema. Con 150€ ti danno la tessera federale e l’affiliazione e puoi partecipare a circuiti low cost o andare a giocare pagando il green fee. E’ gente che gioca poco, al movimento golfistico italiano dà zero ma fa numero

        • Scusa hai ragione. Era Jesolo, nel 2019 aveva 2824 soci. Quest anno Jesolo è sceso a 198, mentre Crema che nel 2019 ne aveva 648 quest anno magicamente arriva 3622 soci. La rovina dei circoli seri. Grazie Chimenti

  2. Sono anni che i numeri stagnano tra i 90.000 ed i 100.000 ! Tra l’altro per ottenere la Ryder Cup si era impegnato a raggiungere numeri vicini ai 130.000 / 140.0000 con programmi ad hoc che non sono mai stati ne identificati ne avviati nonostante i grandi proclami fatti. Non mi sento di plaudire a questa Federazione che ha dimostrato in oramai vent’anni di non avere ne la lucidità ne la capacità ne la visone a lungo termine per poter gestire una crescita potenziale e possibile del movimento golfistico in Italia. La Ryder Cup sarà anche un evento importante ma solo per la carriera di qualcuno e non per il Golf in Italia considerato che dovremo pagarne i costi per gli anni a venire.

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