Golf e salute: giocare allunga la vita e previene almeno 40 malattie diverse

Sport per vecchi? Uno dei luoghi comuni più diffusi su golf e salute viene spazzato via da uno studio inglese: chi si dedica regolarmente a fairway e drive ottiene una serie di benefici fisici e mentali. Il tutto indipendentemente dalla propria età. Le ore passate in campo aiutano a prevenire almeno quaranta malattie. Quali? Il diabete di tipo 2, problemi cardiaci, depressione, anche alcuni tipi di cancro, in particolare al seno e al colon.GOLF-EPGA-UAE Continua a leggere

Certificato medico, ora è ufficiale: non è più obbligatorio per il golf

La Federgolf si allinea alle misure predisposte dal Ministero della Salute in materia di certificazione sanitaria riferita all’attività sportiva non agonistica. Come noto il golf è stato inserito tra le attività sportive i cui tesserati non agonisti non sono tenuti all’obbligo di certificazione sanitaria. E il Consiglio Federale del 19 luglio, ha fatto proprie le disposizioni ministeriale modificando gli artt. 9 e 10 del Regolamento Sanitario Federale.Generica_to_golf

Chimenti però non vuole chiudere del tutto con la prassi precedente e nella nota mette nero su bianco un consiglio, una specie di promemoria:”Viene raccomandato – c’è scritto – tuttavia, un controllo medico prima dell’avvio dell’attività sportiva”.

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Golfisti avvisati: niente più obbligo di certificato medico (come per pesca e dama)

Per chi fa il medico di professione si tratta di una cattiva notizia. Per chi gioca a golf forse si tratta di una notizia bella. Nei giorni scorsi è stata emessa una circolare (testo integrale in PDF)  che di fatto non rende più obbligatorio il certificato medico per giocare a golf. E Federgolf? L’analisi del testo è prevista per il prossimo consiglio federale e per ora nessun commento da Chimenti o dal suo staff.

Il documento, approvato dal ministero della Salute, è firmato dalla Fmsi, federazione medico sportiva italiana recita esattamente quanto segue: chi pratica sport che non prevedono una grande attività fisica non ha bisogno del certificato medico non agonistico.  Continua a leggere

Il golf alle Olimpiadi, un ritorno agrodolce In sei rinunciano: per Zika o per soldi?

di Sauro Legramandi
@Sauro71

De Coubertin si metta il cuore in pace: a meno cento giorni dall’inizio dei Giochi di Rio che segneranno il ritorno del golf all’Olimpiade dopo 112 anni di ostracismo il suo motto “l’importante è partecipare” appare anacronistico come una cabina telefonica. I professionisti sembrano preferirgli Nanni Moretti, attanagliati dall’indecisione cronica di un “mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”. Come temuto da chi conosce l’ambiente, delle due opzioni molti big hanno scelto la seconda. Sono già sei i forfait eccellenti: tre non vanno “per sfruttare quelle due settimane in vista del finale di stagione” tra tornei milionari e Ryder Cup, due hanno umanamente paura del virus Zika, uno per motivi non precisati.Olimpiadi_tee

PAURA DI ZIKA – L’ultimo (per ora) a chiamarsi fuori dalla lotta olimpica è stato Marc Leishman, n.35 del mondo: per le gare l’australiano gira il mondo con donna e due figli piccoli ma in Brasile non ci andrà. “La mia compagna Audrey ha un sistema immunitario molto debole – ha detto nelle scorse ore – al punto che l’anno scorso abbiamo rischiato di perderla a causa di un shock tossico causato da un batterio.

AUGUSTA – Marc Leishman al Masters Tournament (foto Afp)

A Rio i rischi per lei sarebbero ancora maggiori, e se anche lei non venisse e io gareggiassi poi potrei trasmetterle l’infezione” (con i rapporti sessuali). Lo stesso virus aveva in precedenza fatto desistere il fijiano Vijay Singh, ex numero uno al mondo.

Prima di loro avevano ad aver passato la mano erano stati Adam Scott (ex n.1 del World Ranking, vincitore di 29 tornei tra cui un Augusta Masters), i sudafricani Charl Schwartzel (ha vinto Augusta 2011) e Louis Oosthuizen (vincitore di un Open Championship), oltre all’iconico spagnolo Miguel Angel Jimenez.

I TEMPI E IL CONCETTO DI “NAZIONALE” – Se quella legata all’emergenza sanitaria è una motivazione al di sopra di ogni ragionevole dubbio, molto meno nobile la scelta di farsi da parte per non compromettere la stagione. Sono sospetti i tempi dei vari annunci: da anni si conoscono le date della competizione a cinque cerchi (11-14 agosto per i pro, 17-20 per le proette): possibile per chi è in odore di convocazione non ritagliarsi due settimane e partecipare a Rio? Perché dirlo a tre mesi dal primo tee shot? Continua a leggere

Doping nel golf, la Wada sanziona sei professionisti: tre sono italiani

L’ombra del doping si allunga sul mondo del golf: nel “2014 Anti-Doping Rule Violations”, il rapporto annuale della Wada (ecco la versione Pdf), ci sono sei casi di professionisti sanzionati per doping. Tra loro tre italiani, un francese, un sudcoreano e un sudafricano. Due nostri connazionali hanno fatto uso di sostanze vietate, un terzo è stato scoperto probabilmente “senza dover ricorrere ai test clinici”. Nel 2013 un solo professionista, un colombiano, era stato sanzionato per aver violato il codice. Massimo il riserbo sui nominativi emersi su 507 atleti controllati nel 2014.

Dopo aver diffuso i dati, l’Agenzia Mondiale per la lotta al Doping, ha inoltre fatto sapere che a tredici settimane dalle Olimpiadi, intensificherà i controlli sui giocatori nel giro olimpico: certo che tornare ai Giochi dopo 112 anni di assenza e farsi notare per il doping non sarebbe proprio il massimo…pallina genericaDi fatto questi dati riportano in prima pagina la relazione tra golf, doping e controlli,  un rapporto secondo molti ancora da incrementare. Ne è convinto anche Dick Pound, ex numero uno proprio della Wada che, in Scozia, Continua a leggere

Vijay Singh non andrà alle Olimpiadi di Rio: “Ho paura del virus Zika”

Vijay Singh esce allo scoperto e avvisa la federazione delle Isole Fiji e anche il mondo intero: lui alle Olimpiadi di Rio 2016 non giocherà. Non lo farà per soldi (a Rio in palio solo medaglie, non assegni), non lo farà per impegni già presi bensì perché ha paura: Singh ha paura del virus Zika. Lo ha candidamente ammesso ai microfoni di Golf Channel: “Le Olimpiadi? In quel periodo giocherò sul PGA, è un periodo con molte gare. E poi, sapete con quel virus, il virus Zika… non mi fido a portare la mia famiglia da quelle parti“.

Vijay Singh

Vijay Singh (Foto Afp)

Proprio il Brasile è stata la culla di Zika che si trasmette con la puntura delle zanzare , insetto particolarmente “a suo agio” tra stagni e laghi. Proprio come quelli che ci sono nel campo di gara olimpico brasiliano: due artificiali nel percorso, altri naturali al suo esterno. Continua a leggere

Doping, il golf batte ciclismo e nuoto

Esiste il doping nel golf? La risposta, nemmeno tanto a sorpresa, è sì. Esiste il doping nel golf in Italia? La risposta è identica. A dirlo è il rapporto della Commissione Antidoping del ministero della Salute sui primi sei mesi del 2014 che ha messo nero su bianco l’attività di controllo su tutte le discipline sportive agonistiche. Sui risultati ognuno è libero però di trarre le sue conclusioni visto che i golfisti sono risultati più positivi a sostanze dopanti di chi corre in bici.Golf e doping

Positivo all’antidoping il 12.5 % di chi impugna una mazza,  il 9% di chi fa chilometri su un sellino. La prospettiva cambia se si guardano i valori assoluti: in sei mesi controllati  16 golfisti (due positivi) contro 222 corridori (22 positivi). Per assurdo negli sport dove l’incidenza del doping è evidentemente maggiore (nuoto e atletica) la percentuale dei positivi è inferiore a quella dei golfisti. Matematica e percentuali non sono opinioni ma il risultato è alquanto discutibile.

L’identikit del dopato – Uomo, con più 39 anni è lo sportivo più incline a fare uso di sostanze dopanti, utilizzate da ben il 4% degli atleti. Nel corso dei primi sei mesi del 2014, secondo il report degli 834 atleti controllati nel corso di 159 eventi sportivi, 37 casi, pari al 4,4% sono risultati positivi. Di questi, il 91,9% sono uomini e l’8,1% donne.

L’incidenza maggiore è tra i culturisti: su 3 atleti analizzati, uno era positivo, seguono hockey e pattinaggio (con uno su 4), canottaggio e golf si attestano al 12,5%.  Tra i più virtuosi nuoto (1,6%) e atletica leggera (1,2).

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