Obama, Jordan e Tiger Woods insieme su un campo da golf

Il più grande giocatore della storia del golf, il più grande giocatore di basket e uno dei presidenti Usa più amati. Ad unirli è il golf: Tiger Woods, Michael Jordan e Barack Obama si sono sfidati lo scorso weekend sulle 18 buche del Floridian National Golf Course a Palm City, Florida.

Presidents Cup

JERSEY CITY Una foto dello scorso settembre alla President Cup con Obama e Tiger Woods

Facile definire un simile giro come uno scontro fra titani. L’idea è arrivata dall’ex presidente americano, come sappiamo grande appassionato di golf. Per Obama non si tratta della prima volta con l’ex cestista e con Big Cat. E in precedenza non mancarono le polemiche: per garantire la sicurezza dell’allora presidente pare non si badò a spese.
Jordan, ex bandiera dei Chicago Bulls (squadra di cui Obama è tifosissimo), durante il mandato presidenziale del predecessore di Trump, è stato ospite fisso alla Casa Bianca anche con qualche caduta di stile.

Quella passione dalla Casa Bianca…

E’ una passione viscerale, quella dei politici americani, per questo sport. Per la prima volta dal 1994 lo scorso 29 settembre Obama, Bill Clinton e George Bush hanno presenziato alla cerimonia di apertura della President Cup.

Non ultimo Donald Trump, altro giocatore che prima criticava Barack Obama per le sue (troppe) ore in campo e poi è finito nell’occhio del ciclone per la stessa ragione.

La nuova polemica s’è consumata nel pieno dell’emergenza alle Hawaii per l’allarme missilistico, con il tycoon che ha poi trascorso il Martin Luther King Day sul green. Quel giorno, nella tradizione recente degli States, avrebbe invece dovuto essere riservato all’impegno per il prossimo.

Tutti pazzi per il golf, verrebbe da dire. Con Obama che questa volta si è davvero superato. Scegliendo due partner sicuramente eccezionali. Tra questi appunto anche Tiger Woods, che dopo aver giocato (e bene) l’Hero Challenge lo scorso novembre tornerà in campo la prossima settimana al Farmers Insurance Open di Torrey Pines (San Diego). Che il giro con Obama e Jordan gli faccia respirare aria di alta quota? Per saperlo è necessario attendere il 25 gennaio. Di certo, ancora oggi, il mondo del golf ha tanto bisogno del “suo” Tiger Woods.


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