Due hole-in-one di fila sulla stessa buca da due giocatori di golf? Fatto

Hole-in-one, il sogno più o meno segreto di ogni giocatore di golf. Imbucare al volo dal tee di partenza, marcare “uno” sullo score e far firmare la pallina appena raccolta dalla buca. A futura memoria. Chi ha ha avuto la fortuna e la bravura di metterne a segno una (o più di una) non se lo scorderà mai. Quante volte accade in una stagione di imbucare al volo? Quasi mai. E quante volte accade di vedere due hole-in-one sulla stessa buca nello stesso team? La risposta esatta non è “mai”.

Hole-in-one

Mark Mcleod e la foto postata su Twitter poco dopo la doppia hole-in-one

L’impensabile è però accaduto. Due hole-in-one sulla stessa buca in una gara. E per di più in un match play, quando l’importante è fare un colpo in meno dell’avversario. E’ successo il 20 giugno scorso in Scozia in una gara tra amateur al Lanark Golf Club. Il ruolo della “vittima” è toccato a Mark Mcleod, primo a tirare dal tee della buca dieci. Nella fattispecie un par 3 da 136 metri. Non c’eravamo ma non è difficile immaginare la scena. Mark si addressa, si concentra, lascia andare le braccia e colpisce la pallina. La pallina vola. Vola e finisce dritta in buca. Scontate esultanza e gioia, compreso il sapore dolce che si ha quando si pregusta la vittoria della buca.

Il suo avversario non concede la buca e non si scoraggia. Fa la stesso di Mark. E quando si dice lo stesso si intende lo stesso: address, concentrazione, swing, colpo e pallina che vola. Dove? Esatto: in buca pure lui. 

Così Mark e avversario pareggiano la buca con due hole-in-one. Chi gioca a golf comprende l’eccezionalità dell’evento ma anche chi non ha mai provato può intuire quanto sia rara una sequenza simile. E resta anche il dubbio amletico: chi dei due offrirà da bere a fine giro?

Hole-in-one e statistiche

La statistica può venirci in aiuto per spiegare meglio l’eccezionalità della doppia hole-in-one. Secondo gli appassionati di numeri e golf la possibilità di imbucare al volo per un giocatore dilettante è pari a uno su 12500 tiri in un par 3.

Hole-in-one

La pallina di Mark firmata a futura memoria (foto Twitter)

La chance di fare il bis è pazzesca: la probabilità che un giocatore imbuchi consecutivamente al volo in due par 3 è pari a una volta su 156 milioni di tiri.

Fino ad oggi, nessuno si è mai preso la briga di calcolare la possibilità di due hole-in-one consecutive da due giocatori diversi.

I precedenti tra i professionisti: il caso Harman

Qualche precedente di giocatore “super-fortunato” esiste. Prendete il professionista Brian Harman: nel 2015, nelle diciotto buche del giro finale del Barclays sul PGA Tour ha centrato due hole-in-one (ma non di fila). Prima di lui era toccato a Yusaku Miyazato, nel 2006 al Reno Tahoe Open (valido per il Barracuda Championship). Il terzo doppio si perde nella notte dei tempi: pare sia stato un amateur, Bill Whedon, nell’Insurance City Open del 1955. Anche il nostro Francesco Molinari ha imbucato al volo ma mai nello stesso giorno: è successo a Phoenix e a Dubai

Una hole-in-one è per sempre

In generale, imbucare al volo è una soddisfazione quasi senza uguali. E siccome non capita tutti i giorni in Rete esiste la possibilità di registrare un simile evento. Ci sono infatti dei siti specializzati nel tramandare ai posteri il vostro giorno fortunato: tra questi anche The official hole-in-one society.

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