Il principe Andrea dice addio anche a St Andrews

Principe Andrea
CARNOUSTIE In questa foto di repertorio il principe Andrea all’Open Championship in Scozia nel 2018 (Foto di Glyn KIRK / AFP).

Nuovo passo indietro obbligato per il principe Andrea, investito dallo scandalo sessuale Epstein. Il terzogenito della regina ha rinunciato a Royal and Ancient Golf Club di St Andrews.


Andrea ha detto addio sua sponte alla membership onoraria del circolo più prestigioso del mondo. Il passo indietro è stato annunciato dalla direzione del R&A che ha tenuto a far sapere di “rispettare e la apprezzare la decisione del Duca”. La sua permanenza come socio eccellente era del resto divenuta imbarazzante per altri membri, stando ai media.


Il principe Andrea e la vicenda giudiziaria


Il duca di York (62 anni il 19 febbraio) è alle prese con la causa civile intentata nei suoi confronti dinanzi alla giustizia d’Oltreoceano da Virginia Giuffre. Si tratta di una delle vittime del giro di giovani e giovanissime sfruttate a suo tempo dal faccendiere americano Jeffrey Epstein a beneficio proprio e di numerosi amici e conoscenti vip. La donna afferma di essere stata spinta ad avere rapporti sessuali con lui almeno tre volte nel 2001, quando aveva solo 17 anni. Accusa che il principe – deciso apparentemente a condurre una battaglia legale aperta sul caso – è tornato a respingere in una memoria difensiva appena presentata a New York dai suoi avvocati.

Il principe Andrea ha ammesso solo come fugace la sua frequentazione di Epstein e della sua partner e presunta complice Ghislaine Maxwell, ex ereditiera britannica a sua volta condannata a fine 2021 (ma in sede penale) per lo scandalo.


Nei giorni scorsi, quando la sua posizione giudiziaria si è aggravata il principe è stato messo ai margini dalla Royal Family britannica. Gli sono stati revocati recente di incarichi ufficiali, patronati e titoli militari d’onore. Congelato l’appellativo di Sua Altezza Reale.


4 risposte a “Il principe Andrea dice addio anche a St Andrews

  1. Mah, tutte queste innocenti fanciulle… chissà come finite nelle grinfie di danarosi sporcaccioni e che se ne rammentano dopo decenni… la cosa non mi convince affatto

  2. Mi sembra troppo comodo infangare a distanza di anni le persone! Questo disinvolto modo di approfittarsi di lacune e norme del codice penale (anche nostrano) è oltremodo sbilanciato a favore delle presunte vittime che (vedasi i casi delle turiste/studentesse USA che vengono in Italia con una assicurazione “antistupro”) improvvisamente “ricordano” scioccate eventi difficilmente ricostruibili e provabili! Secondo me andrebbe riformata la materia introducendo, in primis, che in caso di presunta violenza la vittima deve recarsi immediatamente in ospedale e presentare la querela dopo la visita con quanti più particolari possibili pena la nullità di quanto asserisce. Non è possibile a distanza di giorni avere riscontri organici e va quindi modificato il lasso di tempo previsto (in 90 GG) dal CP per le querele di parte. Troppo facile conveniente attaccarsi allo stato di shock psicologico per facilitare lucrose libidini (queste sì)……..

  3. Finalmente si fa giustizia per le vittime di stupri e violenze sessuali. Se il signor Lucio fosse una ragazzina o anche una stuprata non parlerebbe come ha fatto. Gli esiti di uno stupro durano anche per tutta la vita, spesso non si denuncia per vergogna, per timore di essere credute e per lo choc. Vorrei vedere se una parente femminile di Lucio fosse stuprata parlerebbe ancora così.Si deve solo vergognare.

  4. Quando una ragazza accetta di frequentare il mondo dei ricchi ed incontrarli privatamente, è automaticamente consenziente. Basta con questo linciaggio di uomini che fanno quello che tutti sognano. Dopo vent’anni una si sveglia e denuncia stupri e molestie solo perché è ormai vecchia e mira a racimolare denaro

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