Le email dei lettori: “Puntare su giovani e neo-golfisti. E i circoli di golf siano aziende”

Il dibattito sui costi del golf e su futuro di questo sport in Italia è sempre più interessante. Ecco alcune commenti ed email particolarmente interessanti.

Claudio Miglio
“Buongiorno, da neo golfista che gira per i campi d’Italia iscritto ad un campo pratica ho potuto vedere in poco tempo dove sta il problema. Si vuole promuovere questo sport ma nessuno capisce, salvo pochi avveduti, che si deve necessariamente partire dai giovani ed investire sui giovani (io non sono giovane, preciso, ho 53 anni). Quindi la Federazione deve spingere i circoli ad investire sulle giovani leve.

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Silvia Audisio: “Alessia, Charlotte e Sebastiano: il golf lombardo che cresce e vince”

Una boccata d’ossigeno arriva dal golf lombardo. Silvia Audisio mercoledì 22 novembre 2017 ha raccontato nel dorso locale de “La Gazzetta dello Sport” le storie di Alessia Nobilio, Charlotte Cattaneo e Sebastiano Frau. Sono loro il futuro di questo sport. Con il permesso dell’autrice, ripropongo in versione integrale l’articolo.

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L’opinione: “Golf in crisi, colpa della Federazione e dei circoli”

L’aumento della tessera per il 2018 ha aperto una polemica senza fine. Tutti puntano il dito contro Federgolf, qualcun altro parte dai quei cento euro per esaminare il mondo dei golf italiano, circoli compresi. E’ il caso del club manager del Mirabell Golf di Valdaora (Bz), in Val Pusteria.


di Paul Fischnaller

“Adesso siamo il Paese e la Federazione con il prezzo più alto per la tessera federale. Anche così si può diventare campioni. A un mese dalla fine dell’anno, la Federazione è riuscita a mettere i circoli in una situazione precaria perché le quote annuali in tantissimi circoli erano già fissate.

Paul Fischnaller e José María Olazábal (foto Facebook)

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Giulia Sergas a Golfando: “L’Italia del golf è una miniera di diamanti ma non lo sa”

La Federgolf che taglia del 54% il budget giovanile, i circoli da gestire come aziende, i direttori da formare, la bellezza dei nostri campi. Giulia Sergas accetta il mio invito (grazie di cuore) e scrive per il nostro blog questo post che a qualche dirigente o qualche addetto ai lavori darà fastidio. Il che significa che Giulia ha colto nel segno. Che ne pensi delle sue idee?


di Giulia Sergas

Siamo seduti sopra una miniera di diamanti e nemmeno ce ne accorgiamo!

Siamo cosi preoccupati di voler aumentare il numero dei tesserati che non ci accorgiamo invece di tutti quei potenziali turisti golfisti che potrebbero portare migliaia di green fee ogni anno.

Giulia Sergas

Giulia Sergas

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Guido Migliozzi: “Voglio sfidare Paratore sul Tour e giocare sul PGA entro i 25 anni”

E’ l’ultimo in ordine di tempo ad essere arrivato sul gradino più alto in un torneo da professionista. Eppure Guido Migliozzi dà l’impressione di aver chiarissimi in testa i suoi obiettivi. “Voglio arrivare sull’European Tour. Voglio competere insieme a Renato Paratore, da due anni sul Tour. Tra gli obiettivi futuri, il top è quello accedere al PGA Tour entro i 25 anni”. Il ventenne vicentino, dopo aver vinto l’Abruzzo Open, racconta di aver vissuto i primi nove mesi da pro un po’ troppo seriamente. “Ora ho compreso il problema, mi alleno con intensità, ma cerco sempre e comunque di trovare divertimento. I miei modelli? Matteo Manassero, Dustin Johnson e Rickie Fowler“.

Guido Migliozzi

Guido Migliozzi (foto Twitter)

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L’opinione: “Il golf? Non è da ricchi ma rende ricchi”

Nicola Porro ha scritto un’analisi obiettiva sul golf in Italia. Lo ha fatto sulla prima pagina de Il Giornale prendendo spunto da una fotografia d’epoca dell’archivio del Touring Club Italiano. Lo ripropongo integralmente per stimolare il dibattito, soprattutto per quanto scritto nel paragrafo finale. 

“Un tempo il golf era così. Famoso non tanto per il bianco e nero ritratto da un bellissimo scatto. Quanto per la sua eleganza. Gli uomini con i pantaloni lunghi e le doppie pence. Le donne con le gonne sotto il ginocchio, i foulard e la camicetta, meglio se bianca. Per anni all’Acquasanta, il circolo più antico d’ Italia, Franco Bevione giocava, e lo faceva divinamente, con le sue camicie celesti di popeline, arrotolate sul braccio e le cifre ricamate. Con una spalla più in basso dell’ altra, segno distintivo di chi ha passato la vita sui campi da golf.

golf

I colori del golf

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L’opinione: “Golf sport per ricchi? Io disoccupato 60enne ci gioco”

Una email giunta in redazione mette nero su bianco una serie di concetti per nulla banali. La firma un lettore, Guido Pezza, iscritto ai Ronchi e residente a Mondovì. Dal “golf sport per ricchi” al golf visibile in Italia solo su canali tv a pagamento, passando per le strutture e la Ryder Cup in Italia: sono molteplici i punti affrontati. Il dibattito è aperto.

“Buongiorno a tutti voi,
leggendo articoli vari su quotidiani, di sport e non, inerenti alla Ryder Cup 2022 a Roma, mi vien da scrivere che spero che ciò che si è scritto si verifichi.

Golf sport per ricchi

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Renato Paratore: “Lavoro sulla mia testa da 6 mesi. Ora sogno l’Open Championship” (e vede Mattarella)

Rientro in Italia da trionfatore per Renato Paratore: dopo aver vinto il Nordea Masters, il ventenne romano incontrerà il presidente della Repubblica il prossimo 12 giugno al CONI nel giorno in cui Mattarella renderà omaggio al mondo dello sport italiano. A fare gli onori di casa Giovanni Malagò, fra i primi a inviargli un tweet per il successo in Svezia.

Renato Paratore

Renato Paratore

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Renato Paratore: “Devo pensare a un colpo per volta. La Ryder Cup? Servono campi pubblici

Scrivi Renato Paratore e pensi al golf di domani. Eppure il 20enne romano è al terzo anno sullo European Tour dove cresce di gara in gara. Prima o poi giocherà quella perfetta, quella che gli farà svoltare la vita agonistica. La volta buona avrebbe potuto essere lo scorso weekend in Sicilia ma così non è stato. Poco male, il tempo gioca a suo favore. Ma cosa sappiamo del Renato Paratore giocatore e del Renato Paratore lontano dal green? Quest’intervista realizzata da Federgolf ci aiuta a conoscerlo meglio. E, credetemi, ad apprezzarlo ancora di più.Renato Paratore

Sul campo appari come un giocatore tranquillo. E’ la realtà o riesci a mascherare l’attimo difficile?
“E’ la mia indole. Non perdo quasi mai la testa per un errore, mantengo la calma e cerco di salvaguardare la concentrazione. Però debbo confessarlo: domenica al Verdura dopo lo sbaglio alla buca 11 proprio non ce l’ho fatta a rimanere impassibile”.
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