Jacqueline Pecoitz: “Ai maestri non serve difendersi. Ma forse serve capirsi meglio”

Jacqueline Pecoitz

Dal professionista canadese che ha imparato a giocare a golf guardando Youtube all’essere maestro oggi. Il dibattito tra appassionati e addetti ai lavori è sempre più vivo. La professionista Jacqueline Pecoitz torna a dire la sua.

“Ho letto con attenzione il commento del lettore e, più che una critica, ci ho visto una sensazione oggi è molto diffusa: quella che un maestro non sia più così necessario. Capisco da dove nasce.

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“Il tempo è ancora nostro”, il film sul golf che punta anche ai non golfisti

C’è un istante, su ogni campo da golf, in cui il tempo sembra fermarsi per poi accelerare all’improvviso. Come nello swing perfetto. Come in “Il tempo è ancora nostro”, film sul golf che trasforma il nostro sport in metafora di vita. “Mi piacerebbe che ogni golfista portasse al cinema un non golfista” ci confida Ascanio Pacelli, uno dei protagonisti della pellicola. Il debutto in sala è fissato per il 7 maggio

di Sauro Legramandi
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L’email: “Il golf continua a difendersi invece di cambiare”

L’intervento su golf e Youtube della professionista Jacqueline Pecoitz ha aperto il dibattito sul ruolo del maestro oggi. Un lettore, Danilo Di Vita Russo, mette nero su bianco dubbi e certezze. Aspetto i vostri commenti, a partire dai diretti interessati.

Da Pecoitz a Mannelli: il golf italiano continua a difendersi invece di cambiare. Il problema non è il maestro, ma il modello di insegnamento: ancora troppo statico, legato al circolo e lontano dal giocatore di oggi. Il problema non è il maestro. È il modello del maestro.

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Il pro e YouTube, “Io, maestra di golf, mi chiedo: serve ancora un maestro di golf?”

La storia di Sudarshan Yellamaraju, il giocatore del PGA Tour che ha imparato il golf guardando YouTube , non è passata inosservata. Jacqueline Pecoitz, maestra professionista PGAI, ci scrive e si pone una domanda per nulla scontata: “Nel 2026 serve avere un maestro di golf?”

“Ho letto con grande interesse la storia di Sudarshan Yellamaraju, il ragazzo che “non ha mai avuto un maestro” e che oggi compete ai massimi livelli grazie a YouTube. È una storia che colpisce. Perché è moderna, diretta, quasi rivoluzionaria. E inevitabilmente fa nascere una domanda: oggi, per imparare davvero a giocare a golf, serve ancora un maestro?

di Jacqueline Pecoitz

Da professionista – e da figlia di maestro di golf- la mia risposta non è così semplice.

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L’email: “Senza tesseramento libero addio golf”

Non si ferma il dibattito sulla nuova linea scelta da Federgolf su tesserifici, contributo di solidarietà e tesseramento libero. Di questo ultimo punto scrive il nostro lettore Stefano Marconi. Il seguente testo è stato inviato anche alla Federazione.

“Gentilissimi buongiorno,
sono tesserato ormai da quasi 30 anni… ho avuto un periodo di non tesseramento dovuto al fatto che ho vissuto all’estero.

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“Il golf arranca: pochi golfisti, troppi campi, i tesserifici e quell’obbligo solo italiano…”

Nel dibattito sulle nuove disposizioni di Federgolf su tesserifici, tesseramento libero e quota di solidarietà, ricevo e pubblico questa mail dell’amico Roberto Roversi che di golf ne conosce e ne mastica da tanti anni. (s.l.)

“In questi giorni sta tenendo banco la questione della circolare FIG sulle nuove modalità di tesseramento. C’è polemica tra chi condivide la decisione della Federgolf, soprattutto i circoli, e chi la contesta, in particolare gli attuali “tesserati non associati” che con la nuova norma dovrebbero farsi carico di una “quota di solidarietà” aggiuntiva di 500 euro.

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“Io e il golf”, tre spunti per migliorare

Foto di Mohamed Hassan da Pixabay

La domanda “Io cosa faccio per il Golf italiano?” e le relative considerazioni hanno spinto i nostri lettori a scrivere le loro riflessioni. Di seguito quella, ben articolata, di Paolo Moneta.

“Buongiorno, leggo con interesse il tema che lei propone nell’articolo che ricalca, trasportato nel mondo del golf, la ben più famosa frase che J.F. Kennedy pronunciò nel suo discorso di insediamento alla Casa Bianca: “Non chiedetevi cosa può fare il vostro Paese per voi, chiedetevi cosa potete fare voi per il vostro Paese”.

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La mail: basta mettere le tende sul green!

gioco lento golf e green
Immagine realizzata con AI

Un nostro lettore interviene nel dibattito sui tempi di gioco. Massimo Petrillo punta il dito non tanto sui tempi fra tee shot e pallina imbucata bensì sulla permanenza – a volte snervante – sul green. Che ne pensi?

“Buongiorno amici, una considerazione. Da più parti e da molto tempo si sta cercando di combattere il gioco lento che è diventata una piaga. Invece sui green ci sono stazionamenti infiniti.

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La mail: è possibile salvare il Golf Crema?

Golf Crema: la foto inviata da Valter Pomati

Nei giorni scorsi un nostro lettore, Valter Pomati, ha scritto e documentato la realtà attuale del Golf Crema. Le sue parole e le sue foto sono stimolo per il dibattito sul futuro del nostro sport in quella zona. Ogni contributo dei lettori e/o dei diretti interessati è ben accetto: basta cliccare qua.

“Da appassionato golfista e giocatore dilettante volevo segnalarvi la situazione di abbandono in cui verte da ormai dieci mesi il Golf Crema, presso il podere Ombrianello.

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