Il film sul golf a Venezia, Ascanio Pacelli: vi racconto il perché

Ciak azione… si gira il film sul golf! Verrà presentato mercoledì al Festival di Venezia il teaser de Il tempo è ancora nostro, lungometraggio pensato, sceneggiato e diretto da Maurizio Matteo Merli. “Finalmente abbiamo la possibilità di mostrare agli italiani cosa  è veramente il golf. Possiamo far capire cosa c’è dietro e dentro il nostro mondo” dice a Golfando Ascanio Pacelli, attore protagonista della pellicola.

di Sauro Legramandi

Accanto a lui ci saranno Mirko Frezza, Antonello Fassari, Miguel Gobbo Diaz, Viktoire Ignoto e Simone Sabani. Tutti attori professionisti e già affermati su piccolo e/o grande schermo. Tutti tranne uno, vale a dire Ascanio Pacelli che di mestiere fa il general manager del circolo Terre dei Consoli a Viterbo. “Maurizio è un appassionato di golf e di cinema. Suo padre è stato un volto molto noto dei polizieschi italiani degli Anni Settanta. Giocava da me e un giorno si è presentato, rivelandomi di voler girare un film sul golf e di volermi come attore protagonista. Pensavo scherzasse. Poi ho capito che non era così”. 



Quello di Pacelli non è un rapporto rose e fiori con le luci della ribalta. E’ lui stesso a rivelarlo: “Ho alle spalle due spettacoli a teatro e una fiction. Eppure, ogni volta che mi presento sento di essere visto come l’ “ex Grande Fratello” e avverto l’importanza del cognome che porto”. Per Merli non è stato così, Merli ha tirato dritto e scritturato Ascanio. “So quello che puoi rendere, so dove lavorare su di te e so che sei la persona giusta per il mio film”. Questa la risposta del cineasta alle perplessità del golfista.



La trama del film sul golf

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Ascanio Pacelli e Mirko Frezza


“Il tempo è ancora nostro” parte nel 1989 e racconta di due ragazzini, Stefano (Mirko Frezza) e Tancredi (interpretato da Tancredi Pacelli, secondogenito di Ascanio). Sono amici per le pelle, provenienti da ceti opposti e accomunati dalla passione per il golf.

Dopo un oblio  di oltre trent’anni i due si ritrovano da uomini fatti. Stefano fra crisi d’astinenza e comunità di recupero, Tancredi (ora Ascanio) sempre più rampante tra criptovalute e speculazioni ma col forte rischio di perdere per sempre la figlia.



A farli riavvicinare la voglia di tirare una riga sul passato il primo, sul presente il secondo. Tancredi riprende la sacca, ritrova il suo mentore Costantino (il padre di Stefano, interpretato da Antonello Fassari) e punta a tornare in alto.

Tenta di ripartire dalla Qualifying School, le gare di qualificazione per giocare sull’European Tour (ora DP World Tour). Tancredi si troverà a sfidare avversari di un tempo (Paco su tutti, ossia Miguel Gobbo Diaz) ma anche tanti giovani Bryson DeChambeau, tutti muscoli e gioco lungo. E ne usciranno sfide che vanno ben oltre a un film sul golf.


Gli sponsor: Federgolf, Coni, PGAI…

 
Per un movimento golfistico come quello italiano “Il tempo è ancora nostro” rappresenta un’enorme vetrina promozionale. L’uscita della pellicola è prevista per i primi di settembre 2023, ossia alla vigilia della Ryder Cup di Roma. Va da sé che non si tratta di una data scelta a caso. “Ryder Cup significa opportunità commerciali e promozione dei propri brand. Significa investitori che, attraverso il golf e l’attenzione mediatica, potranno fare impresa – dice Maurizio Matteo Merli -. Qui l’idea di accompagnare l’evento arricchendolo di contenuti audiovisivi. Sarà il primo film sul golf in Italia: abbiamo generato l’interesse di Federgolf e Coni”.

A produrre “Il tempo è ancora nostro” è la casa Father and son col contributo delle massime istituzioni dello sport e del golf italiano. “Gli sponsor si chiamano Federgolf, Coni e PGA Italiana – spiega Ascanio -. Ma la lista non finisce qua. Ci sono altri brand e sponsor tecnici pronti a metterci la faccia non appena il nuovo governo varerà il tax credit”.

Il film sul golf: i tempi


Il battesimo della pellicola è a Venezia mercoledì con l’intero cast. Il set verrà allestito a marzo tra I green del Terre dei Consoli e quelli del Golf Nazionale di Sutri. Il film andrà alle varie piattaforme di streaming per entrare direttamente nelle case una volta uscito dalle sale cinematografiche.

 

“Nel film – prosegue Ascanio – c’è un incrocio di valori e rapporti umani ben noto a chi conosce il golf ma del tutto sconosciuto alla massa di spettatori. In Italia dobbiamo far conoscere questo sport. Da golfista sono convinto che riusciremo a far parlare di golf anche chi non ha mai messo piede in un circolo e ne ha sempre avuto una visione superata”.


Una risposta a “Il film sul golf a Venezia, Ascanio Pacelli: vi racconto il perché

  1. Sono veramente contento che si faccia questo film sul golf, io purtroppo mi ci sono avvicinato tardissimo (74) ma mi ha preso e non lo mollerò più, fra tutti gli sport praticati, questo mi completa.

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