Rivoluzione d’agosto nel golf, protagonisti Collin Morikawa e Jon Rahm

Il primo Major in tempo di pandemia ha portato una grossa ventata di novità. Il PGA Championship 2020 è andato al 23enne Collin Morikawa, pro da un anno, con una striscia di 22 tagli consecutivi superati e alla seconda affermazione nel tribolato 2020. Gli fa eco in prima pagina lo spagnolo Jon Rahm, di nuovo numero uno al mondo dopo una sola settimana di regno di Justin Thomas.

HILTON HEAD ISLAND Collin Morikawa e Jon Rahm nel giro di prova dell' RBC Heritage (foto di Streeter Lecka/Getty Images/AFP)

HILTON HEAD ISLAND Collin Morikawa e Jon Rahm nel giro di prova dell’ RBC Heritage (foto di Streeter Lecka/Getty Images/AFP)

Collin Morikawa è il volto nuovo del golf

La sua è una storia bellissima. Nel 2019 il primo successo da professionista (Barracuda Championship), poi i 22 tagli consecutivi (sfiorando il record di 25 di Woods), quindi la vittoria Workday Charity Open (PGA Tour) a luglio e ora al PGA Championship. “Sono davvero emozionato – la gioia di Morikawa – e non riesco a trovare le parole giuste per spiegare cosa sto provando. Questi momenti li ricorderò per sempre. Peccato non aver potuto contare sugli applausi del pubblico, questa è la volta che più avrei voluto che gli spettatori fossero presenti”.

SAN FRANCISCO Collin Morikawa (foto di Sean M. Haffey/Getty Images/AFP)

SAN FRANCISCO Collin Morikawa (foto di Sean M. Haffey/Getty Images/AFP)

Il trionfo nella sua terra (Morikawa è nato a Los Angeles e ora vive a Las Vegas) gli ha fruttato un assegno di 1.980.000 dollari.

La gara

Il PGA Championship ha regalato emozioni, spettacolo ed equilibrio. Nell’ultimo e decisivo round sono stati sette, ad un certo punto, i giocatori al comando della classifica. Ma alla fine a spuntarla è stato Morikawa (score totale di 267, -13), che ha realizzato un eagle decisivo alla buca 16 (la 70esima e terz’ultima della rassegna) piazzando la zampata decisiva. Niente da fare per Dustin Johnson (secondo anche nel 2019) e Paul Casey, entrambi secondi con 269 (-11).

Quarto posto (270, -10) ex aequo per Jason Day (ritrovato dopo anni di delusioni), Matthew Wolff, Bryson DeChambeau, Tony Finau e Scottie Scheffler.

Delude Koepka. Quarto alla fine del moving day, l’americano (vincitore delle ultime due edizioni del PGA Championship) è crollato nella manche conclusiva. Periodo di forma non eccezionale anche per McIlroy, 33esimo (278, -2) davanti a Woods e Thomas (per entrambi score finale di 279, -1). Per Jordan Spieth sfuma, per il quarto anno consecutivo, la possibilità di completare il Grande Slam.

Il ranking mondiale

Pronto riscatto intanto per Jon Rahm che, per la seconda volta in carriera, torna sul trono del golf mondiale. Il 13esimo posto a San Francisco ha permesso allo spagnolo di riprendersi la leadership detronizzando Justin Thomas che, solo una settimana fa, gli aveva tolto lo scettro conquistato appena due settimane prima.

PONTE VEDRA Jon Rahm (foto Cliff Hawkins/Getty Images/AFP). Collin Morikawa

PONTE VEDRA Jon Rahm (foto Cliff Hawkins/Getty Images/AFP).

Con 8.7820 punti lo spagnolo Rahm supera, per una inerzia, l’americano, ora secondo (8.7708). Al terzo posto (8.1594) Rory McIlroy, che precede in classifica Dustin Johnson ma con grandi rimpianti. Perde terreno Tiger Woods, da 15/o a 16/o (4.5542).

Così come Francesco Molinari (unico big a non essere ancora rientrato in campo dopo il lockdown, lo farà solo a settembre), da 37esimo a 42esimo (2.6420).


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