Andrea Pavan a “Golfando”: la strada è lunga, all’Open d’Italia in bocca al lupo ai Molinari

TRUCKEE, CALIFORNIA Andrea Pavan impegnato al Barracuda Championship 2025 (foto di Lachlan Cunningham / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

Siamo alla vigilia dell’Open d’Italia 2026 di golf. Un appuntamento con più di un big, tanti italiani presenti e un’assenza importante, quella di Andrea Pavan. L’incidente di febbraio in Sudafrica, quando cadde nel vano ascensore della sua residenza, lo terrà ai box ancora per diverso tempo. Con lui proviamo a giocare in anticipo la gara che scatterà da giovedì a Torino.

di Sauro Legramandi
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Il maestro Alfredo Da Corte: “Il golf? E’ tecnico e difficile, richiede tempo, non per tutte le tasche”

Alfredo Da Corte

Sempre più intenso il dibattito sul ruolo del maestro di golf nell’era dei social e dei tutorial su Youtube. Il maestro professionista Alfredo Da Corte interviene con alcune osservazioni.

“Buongiorno,
il discorso sui maestri di golf è molto ampio, ma cercherò di non essere prolisso e scontato. 

di Alfredo Da Corte

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Jacqueline Pecoitz: “Ai maestri non serve difendersi. Ma forse serve capirsi meglio”

Jacqueline Pecoitz

Dal professionista canadese che ha imparato a giocare a golf guardando Youtube all’essere maestro oggi. Il dibattito tra appassionati e addetti ai lavori è sempre più vivo. La professionista Jacqueline Pecoitz torna a dire la sua.

“Ho letto con attenzione il commento del lettore e, più che una critica, ci ho visto una sensazione oggi è molto diffusa: quella che un maestro non sia più così necessario. Capisco da dove nasce.

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“Il tempo è ancora nostro”, il film sul golf che punta anche ai non golfisti

C’è un istante, su ogni campo da golf, in cui il tempo sembra fermarsi per poi accelerare all’improvviso. Come nello swing perfetto. Come in “Il tempo è ancora nostro”, film sul golf che trasforma il nostro sport in metafora di vita. “Mi piacerebbe che ogni golfista portasse al cinema un non golfista” ci confida Ascanio Pacelli, uno dei protagonisti della pellicola. Il debutto in sala è fissato per il 7 maggio

di Sauro Legramandi
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L’email: “Il golf continua a difendersi invece di cambiare”

L’intervento su golf e Youtube della professionista Jacqueline Pecoitz ha aperto il dibattito sul ruolo del maestro oggi. Un lettore, Danilo Di Vita Russo, mette nero su bianco dubbi e certezze. Aspetto i vostri commenti, a partire dai diretti interessati.

Da Pecoitz a Mannelli: il golf italiano continua a difendersi invece di cambiare. Il problema non è il maestro, ma il modello di insegnamento: ancora troppo statico, legato al circolo e lontano dal giocatore di oggi. Il problema non è il maestro. È il modello del maestro.

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Il pro e YouTube, “Io, maestra di golf, mi chiedo: serve ancora un maestro di golf?”

La storia di Sudarshan Yellamaraju, il giocatore del PGA Tour che ha imparato il golf guardando YouTube , non è passata inosservata. Jacqueline Pecoitz, maestra professionista PGAI, ci scrive e si pone una domanda per nulla scontata: “Nel 2026 serve avere un maestro di golf?”

“Ho letto con grande interesse la storia di Sudarshan Yellamaraju, il ragazzo che “non ha mai avuto un maestro” e che oggi compete ai massimi livelli grazie a YouTube. È una storia che colpisce. Perché è moderna, diretta, quasi rivoluzionaria. E inevitabilmente fa nascere una domanda: oggi, per imparare davvero a giocare a golf, serve ancora un maestro?

di Jacqueline Pecoitz

Da professionista – e da figlia di maestro di golf- la mia risposta non è così semplice.

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L’email: “Senza tesseramento libero addio golf”

Non si ferma il dibattito sulla nuova linea scelta da Federgolf su tesserifici, contributo di solidarietà e tesseramento libero. Di questo ultimo punto scrive il nostro lettore Stefano Marconi. Il seguente testo è stato inviato anche alla Federazione.

“Gentilissimi buongiorno,
sono tesserato ormai da quasi 30 anni… ho avuto un periodo di non tesseramento dovuto al fatto che ho vissuto all’estero.

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“Il golf arranca: pochi golfisti, troppi campi, i tesserifici e quell’obbligo solo italiano…”

Nel dibattito sulle nuove disposizioni di Federgolf su tesserifici, tesseramento libero e quota di solidarietà, ricevo e pubblico questa mail dell’amico Roberto Roversi che di golf ne conosce e ne mastica da tanti anni. (s.l.)

“In questi giorni sta tenendo banco la questione della circolare FIG sulle nuove modalità di tesseramento. C’è polemica tra chi condivide la decisione della Federgolf, soprattutto i circoli, e chi la contesta, in particolare gli attuali “tesserati non associati” che con la nuova norma dovrebbero farsi carico di una “quota di solidarietà” aggiuntiva di 500 euro.

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“Io e il golf”, tre spunti per migliorare

Foto di Mohamed Hassan da Pixabay

La domanda “Io cosa faccio per il Golf italiano?” e le relative considerazioni hanno spinto i nostri lettori a scrivere le loro riflessioni. Di seguito quella, ben articolata, di Paolo Moneta.

“Buongiorno, leggo con interesse il tema che lei propone nell’articolo che ricalca, trasportato nel mondo del golf, la ben più famosa frase che J.F. Kennedy pronunciò nel suo discorso di insediamento alla Casa Bianca: “Non chiedetevi cosa può fare il vostro Paese per voi, chiedetevi cosa potete fare voi per il vostro Paese”.

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