Il microfono in campo no, non l’avevo considerato…

Non me ne voglia Renato Zero se mi permetto di adattare un suo cavallo di battaglia al microfono in campo che sta per debuttare in una gara professionistica di golf. A poche ore dalla ripartenza del PGA Tour i professionisti si dividono sull’opportunità di giocare microfonati e far conoscere al mondo intero cosa dicono dopo un colpo e cosa confidano al caddie.

HOBE SOUND, FLORIDA Justin Thomas inviato sul campo... pratica lo scorso maggio in occasione del "The Match II (foto di Mike Ehrmann/Getty Images for The Match/AFP)

HOBE SOUND Justin Thomas inviato sul campo… pratica a maggio per “The Match II (Foto Mike Ehrmann/Getty Images for The Match/AFP).

L’esigenza è evidentemente di carattere promozionale: senza pubblico a bordo campo, in tv il golf a Forth Worth rischia di passare sotto silenzio nel vero senso della parola. Esclusa (fortunatamente) l’eventualità di ricorrere ad applausi registrati. 

Da qui  l’idea voluta da più parti (i network Cbs e Nbc in primis) di far indossare un microfono in campo a parecchi big in gara al Charles Schwab Challenge. Ogni parola di un giocatore verrà mandata in onda con qualche secondo di ritardo, giusto il tempo di un check per eventuali imprecazioni.

Lo spettacolo ci guadagna col microfono in campo?

Davanti al pc a Toronto, al tablet a Tokyo o alla tv a Milano lo spettatore si sentirà davvero in un campo del PGA Tour. Con telecamere già piazzate praticamente ovunque l’aggiunta del microfono renderà le 18 buche un evento davvero globale. Il servizio è già attivo in NBA, NFL e Major League con alcuni pacchetti tv dedicati che prevedono un plus di dollari per ascoltare le voci dei protagonisti sul campo.

Chi di fatto finanzia il mondo del golf non ha fatto i conti però con chi il golf lo ha scelto come professione. Ad oggi non esiste nessun vincolo che obbliga un giocatore a scendere in campo microfonato. Il PGA Tour di certo non si metterà di traverso. E così, se Rickie Fowler guida la truppa del microfono in campo ok, Justin Thomas marcia spedito sul versante opposto.

Justin Thomas: “Io e il mio caddie…”

“Se ho qualcosa da dire in pubblico lo faccio in conferenza stampa oppure in un’intervista o lo scrivo sui social – ha detto a GolfDigest. – Per ora non ho nessuna intenzione di giocare con un microfono addosso”.

microfono in campo

John Rahm e signora (foto PGA Tour)

E ancora: “Quello che dico al mio caddie Jimmy Johnson o al mio staff sono affari miei, senza offesa sia ben chiaro. Abbiamo molti microfoni vicini sul tee di partenza e sul green   mi sento già microfonato e osservato”.

Schierato con Thomas c’è Jon Rahm che ha mostrato il suo disappunto. “Non penso sia un qualcosa di divertente come qualcuno può pensare. Sicuramente è un qualcosa che deve essere testato e, chissà, a cui potremmo abituarci. Ma in questo momento non credo sia la priorità”.

Il precedente

Microfono in campo e bastone in mano è una scena già vista di recente. E’ accaduto nella seconda edizione del “The Match” quando la sfida tra Tiger Woods-Peyton Manning e Phil Mickelson-Tom Brady ha prodotto gli effetti sperati da molti appassionati. E’ piaciuta anche qualche parola grossa indirizzata all’ex stella Nba Charles Barkley, ora nelle vesti di commentatore tv. A bordo campo in quella gara c’era proprio Justin Thomas, inviato come voce tecnica.

Vista la pandemia e i tempi duri che si prospettano credo che, anche nel breve periodo, i giocatori indosseranno il microfono in campo. Lo faranno a rotazione, magari non nel giro finale quando ci sono in palio gloria e assegni e la tensione potrebbe fare brutti scherzi.

Un solo dubbio: sapendo di essere ascoltato quanto spontanee potranno essere le parole di un giocatore?


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