PGA Championship 2018 nel segno di Tiger Woods ma vince Brooks Koepka

“Mi si nota di più se vinco il PGA Championship 2018 o se arrivo secondo?” L’adattamento al golf del famoso dubbio di Nanni Moretti in “Ecce bombo” calza a pennello per Brooks Koepka: il 28enne di West Palm Beach ha compiuto l’impresa di vincere il suo secondo major nel 2018 ma l’affermazione rischia di essere coperta mediaticamente dal secondo posto di Tiger Woods. Superlativo ancora una volta Francesco Molinari, sesto.

ST LOUIS Brooks Koepka e la fidanzata Jena Sims felici e sorridenti dopo la vittoria al PGA Championship 2018 (foto Afp).

ST LOUIS Brooks Koepka e la fidanzata Jena Sims felici e sorridenti dopo la vittoria al PGA Championship 2018 (foto Afp).

Sul percorso del Bellerive (par 70) a St. Louis nel Missouri, Koepka ha iniziato il quarto giorno da uomo da battere e ha giocato da leader. L’americano ha tenuto a debita distanza per 17 buche un ritrovato Adam Scott, dando l’impressione di essere pronto per l’appuntamento con la storia. E così è stato: praticamente senza sbavature Koepka ha chiuso a -16 (69, 63, 66, 66) con sei birdie e due bogey. Lui, conosciuto come “iceman” per la sua freddezza in campo, ha vinto lo US Open 2018 a giugno e ora ha fatto il bis nel PGA Championship 2018, diventando il quinto giocatore nella storia a vincere nello stesso anno US Open e PGA. Da notare che non ha disputato l’Augusta Masters 2018.

Brooks Koepka, l’uomo dei tre major

ST LOUIS Brooks Koepka alza il Wanamaker Trophy al PGA Championship 2018 (foto Afp)

ST LOUIS Brooks Koepka alza il Wanamaker Trophy al PGA Championship 2018 (foto Afp)

Impressionante il suo ruolino di marcia: a soli 28 anni, Brooks ha vinto quattro gare sul PGA Tour ma di queste quattro affermazioni tre sono Major (US Open 2017 e 2018, Pga Championship 2018). La quarta è il Waste Management Phoenix Open 2015. In bacheca un titolo sullo European Tour e quattro nel Challenge Tour compreso uno in Italia (Montecchia Open, 2013).

Le parole di Brooks – “Non è stato facile giungere al successo con Woods che macinava birdie e con Scott che mi marcava stretto: c’è voluta veramente tanta pazienza, freddezza e concentrazione” ha detto Koepka a fine giro.

Al PGA Championship 2018 il miglior Tiger Woods

Purtroppo per lui alle sue spalle si è piazzato un certo Tiger Woods. Uno strepitoso Tiger Woods, con un -6 di giornata e un -14 complessivo (70, 66, 66, 64). Per l’ex numero uno del ranking ben otto birdies senza mai prendere il fairway nelle prime nove (driving accuracy del 35,7%). Grazie al suo gioco di recupero e a una classe innata, Woods ha tenuto duro e ha approfittato di un bogey alla 18 di Scott per centrare il miglior piazzamento sul circuito americano da anni.

ST LOUIS, Cosa non si fa per vedere Tiger Woods sul tee della buca 5 al PGA Championship 2018 (foto Afp).

ST LOUIS Cosa non si fa per vedere Tiger Woods sul tee della buca 5 al PGA Championship 2018 (foto Afp).

Come al solito, il californiano è stato sostenuto da migliaia di tifosi a bordocampo, in tv e sui social. Da brividi lo “yeah” di gruppo al suo birdie alla 18 a cui ha fatto seguito un lungo applauso fino alla consegna dello score. Inutile dirlo: lo sport vive di campionissimi, il golf vive ancora di questo campionissimo.

Dopo Bellerive, Woods tornerà nei primi trenta del mondo e volerà a Parigi a fine settembre per la Ryder Cup 2018. Per ora Jim Furik lo ha chiamato come suo vice-capitano ma, considerata la sua forma e il suo peso in campo, sarà difficile non vederlo anche nei panni del giocatore. E lui non si nasconde: “La Ryder Cup? Io già sono nella squadra come vice capitano – ha detto – poi vedremo se scenderò in campo. Mancano ancora le gare dei playoffs e al termine discuteremo della cosa insieme al capitano”.

Le parole di Tiger – Sulla gara Woods ha ammesso di aver fatto “parecchia fatica e mancano almeno un paio di colpi nello score. Ho lottato duramente, perché ho commesso errori sia nel gioco lungo che nel corto. Sono stato in competizione anche con la mia testa per mantenere al massimo la concentrazione. Il pubblico mi ha aiutato, mi ha sostenuto spingendomi a tentare di tornare al successo in un major”.

Francesco Molinari: “Sono tornato al mio livello”

Ennesima (ma per nulla scontata) standing ovation per Francesco Molinari, capace di infilare l’ennesimo giro bogey free e di finire in sesta posizione a -10 (68,67,68,67). Per lui una driving accuracy del 71,4%.

Le parole di Francesco – “E’ stata una settimana molto buona in cui ho ripreso il ritmo che mi era mancato nella precedente – le sue parole a fine gara –  Non ho messo a segno abbastanza putt nelle prime buche e questo non mi ha permesso di entrare nel vivo della lotta per il titolo. In realtà i green erano molto complicati con ondulazioni di difficile lettura. Penso che sia stato fisiologico aver avuto un rendimento non ottimale nel WGC, ma ora posso dire di esser tornato al mio livello attuale e sono molto caricato per i prossimi impegni. Il pubblico? Credo di non aver mai visto tanta gente in un torneo di golf e soprattutto con la presenza di  molti giovanissimi”.

Prima del vincitore di Carnoustie si sono piazzati in quarta posizione Stewart Cink e Jon Rahm (-11).

Tutti i giocatori sono scesi in campo con un nastrino giallo sul cappellino in memoria di Jarrod Lyle.

Calendario golf 2018: European Tour e PGA Tour e i loro vincitori

 

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