Francesco Molinari unisce l’Europa: la Ryder Cup 2018 è una vittoria di squadra – VIDEO

di Sauro Legramandi @Sauro71

GUYANCOURT – Lo sport riesce laddove politica e moneta hanno fallito: unire l’Europa. Il golf, l’Europa del golf, ieri ha vinto la Ryder Cup 2018 sconfiggendo gli Stati Uniti del presidente golfista Trump (atteso a Parigi se le cose si fossero messe bene sabato). Se Spinelli e De Gasperi fondarono l’Europa a rifondarla, sportivamente parlando, è toccato a Francesco Molinari.

Francesco Molinari Foto di gruppo per il Team Europe dopo la vittoria (foto Afp).

Foto di gruppo per il Team Europe dopo la vittoria (foto Afp).

Molinari ha 35 anni, nasce a Torino ma vive a Londra. Di mestiere colpisce una pallina dal diametro di 4,3 centimetri e la manda dove vuole. Per lui e altri undici padri rifondatori a Guyancourt c’erano più di 200mila europei tra giovedì e domenica. In duecentomila hanno urlato a squarciagola il coro “Eu-ro-pe, Eu-ro-pe”. Lo hanno fatto spesso e volentieri con addosso quella bandiera blu e gialla che dalle nostre parti molti vorrebbero chiudere in un cassetto. Quei cori arrivavano da francesi, inglesi, spagnoli, tedeschi, italiani, scandinavi e compagnia cantanti. Per tre giorni sono stati prima europei e poi francesi, inglesi, spagnoli…

Francesco Molinari: “E’ una vittoria di squadra”

Il capitano, il danese Thomas Bjorn, l’aveva detto giovedì pomeriggio in diretta mondiale durante la cerimonia di apertura; “Quella bandiera ci unisce e ci rappresenta tutti”. Parole magari fastidiose ma mai come quest’anno ha vinto una squadra europea. Quello di Francia è stato un successo di un continente intero. “E’ il team più forte che abbia mai visto in Ryder Cup” aveva detto Molinari prima del via. ”Sono felice di aver dato un contributo importante, ma è stata una vittoria di squadra in cui ognuno ha fatto il suo” ha ripetuto Chicco con la coppa in mano.

In quel team ci sono cinque inglesi (Casey, Hatton, Fleetwood, Rose e Poulter), due spagnoli (Garcia e Rahm), due svedesi (Stenson e Noren), un nordirlandese (McIlroy), un danese (Olesen) e l’italiano. Non pervenuti questo giro tedeschi (Kaymer fa fatica) e francesi (che smacco per chi giocava in casa).

Tutti gli europei hanno conquistato un punto: record

Si tratta di professionisti milionari che hanno fatto carte false per entrare nella classifica di merito o per conquistare la wild card del capitano. Una volta radunatisi hanno dato il massimo. E’ qua c’è il segreto il loro successo: sono stati una squadra dentro e fuori il campo. Un piccolo dato fa riflettere: tutti e dodici hanno vinto almeno un punto in questi tre giorni. Non è per niente facile centrare un filotto così: non accadeva dal 2004. Basta guardare in casa altrui per rendersi conto dell’impresa: Tiger Woods ha perso quattro match su quattro, Dustin Johnson è stato il primo numero uno al mondo a perdere quattro gare nella stessa Ryder Cup. Ognuno dei dodici europei si è ritagliato un angolo di gloria, eccezion fatta per Francesco Molinari.

A lui l’Europa deve quantomeno un monumento: di punti ne ha fatti ben cinque tra cui quello decisivo contro Mickelson (primatista di presenze in Ryder, due ko su due a Le Golf National). Per Chicco è la terza Ryder vinta in tre partecipazioni ma mai prima d’ora aveva ottenuto un punto pieno. “Molinari? lo chiamate Moliwood ma il suo nome è Machinary” scherza Sergio Garcia in conferenza stampa.

Lui, el Nino, è un altro miracolo europeo: l’anno scorso vinse l’Augusta Masters. Quest’anno non ha passato il taglio in nessuno dei quattro Major. Eppure Bjorn l’ha convocato. Garcia ha trascinato McIlroy venerdì ed è arrivato a 25,5 punti totali conquistati in Ryder. Altro record: Sergio così è il giocatore con il maggior numero di punti mai ottenuti in Ryder (0,5 in più di Nick Faldo). Il suo connazionale, Jon Rambo Rahm, è il secondo europeo a battere Tiger Woods in un singolo. Prima di lui c’era riuscito solo il bergamasco Costantino Rocca: era il 1997.

Quattro wild card azzeccate su quattro

Il gruppo, fortissimamente il gruppo: le quattro wild card del capitano (Poulter, Garcia, Stenson e Casey) hanno ricambiato il pensiero portando a casa 9,5 punti. Dai quattro prescelti dal capitano Usa Jim Furyk ne sono arrivati solo due (entrambi da Finau, a secco Woods, Mickelson e DeChambeau). Il concetto di gruppo viene citato da molti a gara finita. McIlroy: “Ci conosciamo da molto, ci divertiamo”. Rose: “Thomas Bjorn ha pensato a tutti e noi tutti abbiamo fatto come voleva lui questa settimana”. Poulter: “Siamo affiatati, siamo un gran bel team”.

Adesso questo gruppo festeggerà, si manderanno decine di selfie sul loro gruppo whatsapp, Francesco Molinari farà il giro delle copertine del mondo e tra qualche settimana lui e gli altri undici rifondatori dell’Europa torneranno a sfidarsi. Il gruppo tornerà tra due anni per la Ryder 2020, in calendario nel Wisconsin. Poi ci sarà Roma 2022.

Ryder Cup 2018 di golf

17 risposte a “Francesco Molinari unisce l’Europa: la Ryder Cup 2018 è una vittoria di squadra – VIDEO

  1. Bell’articolo ma correggete un paio di errori…
    nell’elenco dei partecipanti manca il quinto inglese, Poulter.
    E delle quattro wild card USA manca Mickelson mentre avete erroneamente inserito McIlroy.
    Grande Europa e grandissimo Chicco Molinari!!!

    • Forse, ma sottolineo forse, borghese in Italia. Per essere il secondo sport più praticato al mondo non può essere certo borghese.
      Il tennis e lo sci sono decisamente più borghesi.

        • Non al suo articolo, al commento sul golf come “sport borghese”.
          Mi scusi, evidentemente non avevo cliccato correttamente su “Rispondi” al messaggio corretto. Trovo che sia una assoluta stupidaggine considerare ancora il golf come uno sport borghese. Il suo articolo lo trovo perfetto.

    • Non c’è niente di più democratico del golf. Contrariamente a tutti gli sport del motore ad esempio. Il concetto di democratico è questo: non importa da dove vieni, non importa chi sei, non servono attrezzature costose, abbigliamento particolare. Puoi essere come Costantino Rocca operaio in fabbrica per 10 anni e finire per battere Tiger Woods. Serve solo una cosa, la mente molto aperta. Il suo commento denota che non sarà mai un golfista, neanche mediocre, per nostra fortuna.

  2. Non gioco a golf ma questa ryder mi ha appassionato, per la carica dei giocatori e del pubblico, europei oltre i confini, almeno per una volta. Bellissimo

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