Gian Paolo Montali: la Ryder Cup a Roma sarà indimenticabile

di Sauro Legramandi – @Sauro71

GUYANCOURT – Parigi chiama, Roma risponde. La Ryder Cup di oggi anticipa quella di domani. Il campo, la logistica, i turisti, l’apertura: Gian Paolo Montali, direttore del progetto italiano, non fa che studiare la Ryder di Francia per migliorare la Ryder di Roma, in calendario al Marco Simone nel 2022. “Ci chiedono di fare ancora meglio rispetto a Le Golf National. E’ difficile attirare più di cinquantamila persone al giorno come qua ma noi ci proveremo. Il nostro campo diventerà un’icona. Oggi sarei soddisfatto di arrivare a 270mila spettatori, come qua. Per farlo abbiamo bisogno delle istituzioni”.

Gian Paolo Montali (immagine di repertorio)

Gian Paolo Montali (immagine di repertorio).

Gian Paolo Montali, tra una riunione e l’altra, racconta lo stato dell’arte a quattro anni dal primo tee shot. “Rendiamoci conto che in quella settimana Roma avrà addosso gli occhi del mondo intero e nessuno ha intenzione di fare brutta figura. Cominciamo dal campo: il Marco Simone sarà pronto entro il 2020, siamo in linea con i tempi”. Come prevede il contratto con Ryder Cup Europe, l’Open d’Italia 2021 verrà giocato sul campo che ospiterà la competizione. “Nel 2022 non è detto che la sede sia ancora il Marco Simone – prosegue Gian Paolo Montali – perché dobbiamo preservare fairway e green in vista della Ryder”. Poi l’ammissione: è a buon punto una trattativa con la Regione per organizzare tre Open d’Italia nel Lazio.

Addio Lombardia dopo tre anni tra Milano e Garda. “Dobbiamo allargare la base, dobbiamo andare nelle scuole, nei circoli, avvicinare le donne. Dobbiamo arrivare a 118mila tesserati nel 2027 quando si esaurirà il progetto Ryder Cup in Italia. Oggi siamo a circa 90mila. Noi crediamo di mantenere questi tesserati per l’anno 2018 – spiega Montali – nonostante abbiamo chiesto loro uno sforzo economico, aumentando il costo della tessera. In cambio, abbiamo dato un altro Open d’Italia ad ingresso gratuito e due green fee omaggio”.

Da Parigi a Roma

Il direttore di Ryder Cup Italia non nasconde le sue luci e le sue ombre nell’edizione parigina della gara. “Il campo di gioco è molto bello ma noi possiamo fare meglio. Anche da noi il pubblico arriverà solo a bordo di bus navetta, magari con punti di smistamento più vicini rispetto a quelli di oggi. Anche per questo chiediamo collaborazione alle istituzioni. Lo chiediamo al Comune di Guidonia, a quello di Roma, alla Provincia e alla Regione. Ad esempio c’è da varare il piano della viabilità: in base alle strade che verranno realizzate stabiliremo gli accessi al percorso. Il lavoro c’è stato in questi anni anche se fisicamente abbiamo messo mano al Marco Simone solo di recente. E ricordiamo che il nostro maggiore azionista è il governo; a lui rendiamo conto ogni anno e per questo abbiamo attuato una rigida spending review. Con il sottosegretario Giorgetti il rapporto è ottimo, così come lo era con quello precedente”.

Gian Paolo Montali: più americani a Roma

Da tifosi a star: tutti volgiono uno scatto con questi americani. Gian Paolo Montali

Da tifosi a star: tutti volgiono uno scatto con questi americani.

Nel dettaglio, Montali vuole puntare sul brand della Città Eterna, un nome spendibile e apprezzato in tutti i continenti. “Tra due anni – dice – andremo a giocare a quattro ore da Chicago. Qui in Francia siamo in campagna, non a Parigi. Noi saremo nel cuore di Roma, a 20 minuti dal centro. Con un campo spettacolare con vista sulla Cupola di San Pietro. Secondo alcuni dati solo il 15% dei turisti presenti qua arriva dagli Stati Uniti. Sono certo invece del loro amore per Roma e la storia: dovremo fare in modo di attirarne un numero superiore. Come? Lavorando sulla comunicazione”.

Un primo passo nasce dalla collaborazione con il Touring Club Italiano con Federgolf e Ryder Cup Europe: a Guyancourt è stato distribuito un volume con elenco e presentazione dei percorsi di casa nostra con un appeal turistico internazionale. Proprio per valorizzare il brand, Gian Paolo Montali ha in mente alcune location per la cerimonia d’apertura: “Sarà sicuramente a Roma. Penso al Colosseo, al Circo Massimo, alle Terme di Caracalla. Vedremo, c’è di mezzo anche una questione di sicurezza pubblica. Mi piacerebbe portare i due capitani in visita dal Papa, magari un anno prima della Ryder”.

Non resta che rimboccarsi le maniche e sedersi attorno a un tavolo. Oggi a Parigi i vertici di Federgolf incontreranno l’ambasciatore italiano ma soprattutto mostreranno cos’è la Ryder Cup al sindaco di Guidonia, a un delegato del sindaco Virginia Raggi e a Zingaretti in persona. “Dobbiamo fare avvicinare più gente possibile alla nostra Ryder Cup. Pensate – chiosa Gian Paolo Montali – che ad Hazeltine due anni fa, nei giorni di Ryder, furono chiusi scuole e college. Qua vicino c’è uno stabilimento Renault: da giovedì è chiuso per non creare traffico nei dintorni”. In Italia accadrà mai una cosa simile?

“Sport d’elite? Ma se sogno Fiorello e Totti…”

Uno scorcio del "Marco Simone".

Uno scorcio del “Marco Simone”.

“Vorrei che la gente ricordasse che il golf è lo sport più praticato al mondo – aggiunge – solo in Italia qualcuno lo vede ancora come uno sport d’elite, da ricchi, per anziani. Noi stiamo cambiando tutto questo e il golf non deve aver paura di cambiare”. Il cambiamento passa per i successi di Molinari e di tutto il movimento, dalla collaborazione con i circoli e il lavoro in prospettiva con le scuole. E perché no da qualche nome di appeal.”Abbiamo tanti personaggi in Italia che possono diventare icone – chiude Gian Paolo Montali – Draghi, ad esempio. E’ un giocatore non ha tempo ma gioca. Totti? “Sì, lui è romano, sarebbe perfetto, ma si è innamorato del paddle. Quando lo vedo glielo dico, anche perché secondo me sarebbe portato per il golf. E poi voglio contattare Fiorello“.

Ryder Cup 2018 di golf

2 risposte a “Gian Paolo Montali: la Ryder Cup a Roma sarà indimenticabile

  1. Sulla carta tutto bello, ma:
    – al Marco Simone (non l’ho mai giocato) c’è lo spazio per delle tribune da stadio? E le buche sono tutte ad anfiteatro, così da poter accogliere al meglio gli spettatori?
    – siamo sicuri che ci sarà collaborazione da parte delle istituzioni? … con tutti i “mulini” che ci ritroviamo…
    – si devono ancora fare delle strade!!!! con i tempi biblici dei lavori in Italia, saranno pronte per il 2022? … forse per il 2122…
    Onestamente (con l’amaro in bocca) non penso che l’Italia sia pronta per un evento di tale portata…

    • Buonasera Dalton, lei è più realista del re ma secondo questo ragionamento l’Italia non dovrebbe ospitare nessuna manifestazione internazionale.

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