Golf e Guinness, imbuca un putt da 122,3 metri ed entra nella storia | VIDEO

Jay Stocki prima e dopo l’impresa di golf e Guinness (foto GuinnessWorldRecord)

Chi se la cava bene sul gioco corto nel golf da oggi ha un nuovo eroe. L’idolo si chiama Jay Stocki, è un 55enne americano fresco golf e Guinness. Il nostro Jay ha avuto la fortuna di imbucare un putt dalla distanza di 122,3 metri. Esatto: 122,3 metri, l’equivalente di un par tre in più di un percorso da golf. L’impresa gli è valsa l’ingresso nel Guinness World Record.

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Van Rooyen, vittoria con dedica al miglior amico: “Ha sei settimane di vita”

Erik Van Rooyen (foto Getty Images)

Il sapore dolcissimo di una vittoria sul PGA Tour e quello amarissimo dell’impossibilità di aiutare il miglior amico che sta per andarsene. Sono questi i sentimenti che Erik Van Rooyen non è riuscito a tenersi dentro dopo aver conquistato il secondo trofeo in carriera sul Tour americano.

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Greenpeace, blitz con dinosauri al golf di Cervia

Foto tratta dal sito Greenpeace.org
Foto tratta dal sito Greenpeace.org

“Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”. La citazione, automatica, arriva dopo che a Cervia una qualunque gara di golf tra politici e industriali è finita diritta sui giornali per un blitz di attivisti di Greenpeace che aveva nel mirino l’industria dei combustibili fossili.

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Numeri da Ryder Cup a Roma: 271mila spettatori in sei giorni

Numeri da Ryder Cup

“Per gli organizzatori erano 100mila le persone in piazza. Per la questura 1.000”. In Italia siamo abituati a valutazioni di questo tipo per manifestazioni, scioperi o eventi di (vera o presunta) massa. Al Marco Simone le persone presenti non erano tante ma tantissime. I numeri da Ryder Cup sono eloquenti: per gli organizzatori al Marco Simone sono transitati 271.191 spettatori in sei giorni.

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Lo sciopero del cappellino infiamma la Ryder Cup

GUIDONIA MONTECELIO (ROMA) – Prima una litigata in campo e poi una rissa sfiorata e subito virale sui social. E ancora: prima spettatori che prendono in giro giocatori e poi giocatori che, a stretto giro di posta, prendono in giro spettatori. Non ci siamo fatti mancare nulla nel secondo giorno della Ryder Cup di Roma. Tutto scaturito, manco a dirlo, per un pugno di dollari: l’americano Patrick Cantlay vuole essere pagato per giocare la Ryder Cup. La richiesta è inconcepibile e lui sceglie lo sciopero. Addirittura lo sciopero del cappellino. L’americano gioca senza cappellino e non lo porta nemmeno in allenamento.

di Sauro Legramandi
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