Jon Rahm lascia il LIV Golf: i sauditi perdono il loro numero uno

Il giocatore di golf più pagato al mondo dice addio al circuito che più pagava i giocatori al mondo. Jon Rahm lascia il LIV Golf: lo spagnolo non giocherà nel 2027 sul LIV Golf 2.0, il nuovo circuito nato dalle ceneri della superlega saudita.

Il 32enne ora punta a liberarsi definitivamente dal contratto firmato nel 2023. Prima, però, dovrà trovare un accordo economico con la superlega che gli deve ancora oltre 100 milioni di dollari.

Con l’addio dello spagnolo siamo ai titoli di coda della superlega araba. Nata col preciso intento di stravolgere il golf, la lega è finita in un tribunale del New Jersey sommersa dai debiti. Da quando lo sceicco saudita Bin Salman ha staccato la spina il LIV Golf Tour è andato velocemente a fondo, con un finale di stagione 2026 drasticamente ridotto e una lista di creditori sempre più lunga e preoccupante.

Quanto deve ancora incassare Rahm

Tre anni fa l’ingaggio di Jon Rahm fu la ciliegina sulla torta della campagna acquisti milionaria della superlega araba. Greg Norman aveva bussato prima a Tiger Woods e quindi a Rory McIlroy: i loro “no grazie” lo spinsero dritto sull’allora indiscusso numero uno al mondo.

Jon Rahm (Foto di Brenton Edwards / AFP)

Lo spagnolo, a fine 2023, firmò un contratto da 300 milioni di dollari, cifra mai confermata ufficialmente ma sempre considerata più che veritiera. Ufficiosa e veritiera invece oggi la montagna di petrodollari che i sauditi dovrebbero ancora versare nelle casse di Rahm: secondo le ricostruzioni basate sui documenti depositati si parla di un assegno tra i 100 e i 150 milioni di petrodollari.

Tra premi individuali e risultati con la sua squadra, la Legion XIII, Rahm ha incassato circa 106 milioni di dollari nei tre anni con i sauditi.

L’addio del 32enne di Barrika è stato ufficializzato durante un’udienza del tribunale fallimentare del New Jersey. John Beck, il legale, ha spiegato che il suo cliente “ha esaminato in autonomia i termini proposti dalla LIV 2.0 e ha stabilito che per lui sono inaccettabili. Quindi non parteciperà in futuro a LIV 2.0”.


Perché serve un accordo prima del ritorno nel PGA Tour

La decisione non basta a rendere Rahm un giocatore libero. Lo spagnolo è ancora legato a un contratto pluriennale firmato nel 2023. La prossima udienza è fissata per il 5 novembre ma molto probabilmente le parti troveranno prima una soluzione comune. Serve infatti un accordo economico che chiuda definitivamente il rapporto contrattuale. Solo allora Rahm potrà scegliere il proprio futuro.

Secondo l’avvocato l’intesa sarà messa a punto prima del 15 ottobre.

Una volta risolto il contratto, per Jon Rahmbo si aprirebbero ma con calma le porte del PGA Tour. L’amministratore delegato Brian Rolapp ha già riportato nel circuito Brooks Koepka ad inizio 2026. Rolapp aveva teso la mano ad altri campioni Major: lo stesso Rahm declinò l’offerta.

Rispetto a pochi mesi fa lo scenario è completamente cambiato. Se Rahm riuscirà a liberarsi, il suo nome diventerà inevitabilmente uno dei dossier più importanti sulla scrivania dei dirigenti del circuito americano.

LIV Golf in Chapter 11: cosa sta succedendo


La scelta di Rahm rappresenta un duro colpo per la LIV Golf 2.0. Dopo l’annuncio del disimpegno del Public Investment Fund, l’ormai ex lega saudita è stata costretta ad avviare una profonda ristrutturazione.

La rifondazione prevede una competizione ancora più incentrata sulle squadre, con i giocatori destinati a diventare anche azionisti delle franchigie grazie all’ingresso di nuovi investitori privati. E ovviamente molti ma molti meno soldi.

Prima di tenere a battesimo LIV Golf 2.0 bisogna dare degna sepoltura a LIV Golf 1.0.  In America la superlega ha fatto ricorso al Chapter 11, ossia la procedura con cui un’azienda in difficoltà ottiene protezione dai creditori e può continuare a operare. In pratica: non una liquidazione ma una ristrutturazione per poi ripartire.  

Il management ha depositato la richiesta per aderire al Chapter 11 l’8 settembre in New Jersey, sperando di tornare in campo nel 2027.  Nei documenti dichiara debiti tra 500 milioni e un miliardo di dollari a fronte di attivi tra 100 e 500 milioni. Il fondo BC Partners si è impegnato a mettere 300 milioni nel LIV 2.0, in cambio di quote, se la ristrutturazione andrà in porto.

L’effetto domino tra i big della lega saudita

Tyrrell Hatton, Kieran Vincent, Caleb Surratt e Jon Rahm: il team Legion XIII GC 2024 festeggia la vittoria al Camaleón Golf Course (Foto di Chris Trotman/LIV Golf)



Ripartire va bene ma con chi? Più passano i giorni più sono i professionisti che salutano la nave che affonda.

Tra i maggiori creditori non garantiti del LIV Golf 1.0 figurano Jon Rahm, Bryson DeChambeau, Dustin Johnson, Cameron Smith, Tyrrell Hatton e Brooks Koepka. La lega sperava di rinegoziare con loro nuovi accordi, cedendo loro quote della società. Chi non ci sta resta semplice creditore.

Se anche il giocatore simbolo decide di andarsene, il progetto LIV 2.0 perde il suo volto più importante. Figuriamoci gli altri. Sergio Garcia, che fu uno dei primi a scaricare PGA e DP World Tour, ha chiesto formalmente la risoluzione del suo contratto. Adrian Meronk ha dichiarato a una rivista polacca di non aver intenzione di giocare più con i sauditi e/o i loro eredi. Il cileno Joaquin Niemann ha fatto sapere di valutare il da farsi.

Henrik Stenson, Kevin Na, Matt Jones e Pat Perez hanno salutato da tempo. Patrick Reed e Brooks Koepka hanno trovato un accordo col PGA Tour per rientrare progressivamente sul circuito a stelle e strisce. In bilico i creditori Tyrrell Hatton, Cameron Smith e Tom McKibbin

Se anche gli altri creditori seguiranno Rahm, LIV Golf 2.0 rischia di nascere senza quasi nessuno dei campioni che avevano reso celebre la superlega. A quel punto, l’unico vero big ancora a libro paga potrebbe restare Bryson DeChambeau.