Golf – Ryder Cup a Roma, Franco Chimenti: “E’ nostra, sono sicuro”

Se due indizi fanno una prova, la Ryder Cup a Roma è molto vicina. Dopo il ministro Lotti (“La Ryder si farà“), tocca a Chimenti metterci la faccia e annunciare: “La Ryder è nostra, sono sicuro come di me stesso”. Il presidente della Federazione ha parlato, a Roma, davanti alla platea dei giornalisti-golfisti. “Siamo ad un punto definitivo – ha detto –  la Ryder Cup è nostra. Ora andiamo a compiere questo ultimo adempimento su cui sono sicurissimo, come di me stesso”.

Ryder Cup

Ryder Cup (foto Antimiani)

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Venerdì 17 marzo 2017: o si fa la Ryder Cup in Italia o si muore (sportivamente parlando)

Adesso la tregua è davvero finita: l’Italia ha quindici giorni di tempo per trovare i 97 milioni di euro di fidejussione per la Ryder Cup 2022 altrimenti il terzo evento sportivo più seguito al mondo si terrà altrove. Probabilmente in Spagna o in Germania. Il drammatico conto alla rovescia arriva direttamente da Gian Paolo Montali, direttore dell’edizione italiana della Ryder. Contro la manifestazione sembra remare anche la data dell’ultimatum, con un doppio 17. Il ministro Lotti aveva garantito il board con una lettera ma ora siamo davvero agli sgoccioli.

Ryder Cup

Ryder Cup, il percorso è in salita

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Ryder Cup 2022, corsa contro il tempo per evitare il “Ciao Italia”

E’ a rischio la Ryder Cup 2022 in Italia: ormai è inutile nasconderlo. Se non verrà formalizzata la fidejussione da 97 mln di euro, la terza manifestazione al mondo per seguito televisivo saluterà l’Italia. Germania, Austria e Spagna le alternative. E’ una corsa contro il tempo.

Ryder Cup 2022

ROMA Gian Paolo Montali e Franco Chimenti

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Ryder Cup, Grasso stoppa i fondi a garanzia dal salvabanche – KPMG: vale 500 mln di euro

Non arriva in Senato l’emendamento per i 97 milioni di euro a garanzia per la Ryder Cup. Lo ha deciso il presidente Grasso ritenendolo estraneo alla materia del documento, il decreto salva-banche. Opinione politica, legittima e rispettabile. Meno rispettabile fare di tutta un’erba un fascio, ossia dire che quei soldi verrebbero in qualche modo sottratti a italiani che ne hanno più bisogno.

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HAZELTINE (Usa) Michael Phelps in posa con una riproduzione della Ryder Cup (foto Afp)

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Ryder Cup e i fondi di garanzia in Manovra – Malagò e Chimenti: nessun problema

All’indomani dello stralcio dalla bozza di Manovra dei fondi a garanzia per la Ryder Cup c’è chi si appunta al petto “una medaglia” e chi non si scompone più di tanto. Il mondo dello sport in generale e del golf in particolare non si mettono le mani dei capelli. E anche i contribuenti possono stare tranquilli: nessuno metterà le mani nelle loro tasche per trovare 97 milioni di euro “da usare per finanziare la Ryder Cup 2022” a Roma, come qualcuno vuol far credere. Ripetiamo: non si tratta di fondi stanziati (come per l’emergenza terremotati) bensì di “fondi a garanzia”. Se Federgolf non trovasse tra sponsor e diritti tv la copertura economica per l’evento al “Marco Simone” subentrerebbe lo Stato. Quel se è fondamentale ma a volte inosservato.

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ROMA Il giorno dell’assegnazione all’Italia dell’edizione 2022 di Ryder Cup

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Federgolf, plebiscito per il quinto Chimenti Ecco tutto il nuovo consiglio federale

Franco Chimenti è stato eletto per la quinta volta Presidente della Federazione Italiana Golf: nell’Assemblea Nazionale presieduta dal consigliere onorario FIG Riccardo Pisa presso l’Hotel Michelangelo di Milano il candidato unico ha ottenuto il 97,31% dei voti (2.533 voti su 2.603).

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MILANO – Franco Chimenti (Foto Marco Antinori)

Alta la partecipazione all’Assemblea  con 299 aventi diritto al voto o per delega. Eletto anche il nuovo consiglio.
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Open d’Italia 2016, il golf azzurro all’anno I dopo-Ryder-Cup: nulla sarà come prima Montali: serve un campione da raccontare

di Sauro Legramandi
Twitter: @sauro71

Monza caput mundi. Gran premio di F1, 73esimo Open d’Italia di golf e concerto di Ligabue nel giro di tre settimane e tutto nel parco della Villa Reale. Ma per il golf il caput mundi vale doppio: l’edizione 2016 al Milano è l’anno uno d.R.C, ossia dopo la Ryder Cup in Italia. Con l’assegnazione della sfida intercontinentale datata 2022 nulla nel golf di casa nostra può essere e sarà come prima. Non potrebbe essere altrimenti con una Federazione che ha puntato tutto proprio sull’Open come vetrina del movimento azzurro e dell’organizzazione di casa nostra.

Una delle immagini della campagna promozionale

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Certificato medico, ora è ufficiale: non è più obbligatorio per il golf

La Federgolf si allinea alle misure predisposte dal Ministero della Salute in materia di certificazione sanitaria riferita all’attività sportiva non agonistica. Come noto il golf è stato inserito tra le attività sportive i cui tesserati non agonisti non sono tenuti all’obbligo di certificazione sanitaria. E il Consiglio Federale del 19 luglio, ha fatto proprie le disposizioni ministeriale modificando gli artt. 9 e 10 del Regolamento Sanitario Federale.Generica_to_golf

Chimenti però non vuole chiudere del tutto con la prassi precedente e nella nota mette nero su bianco un consiglio, una specie di promemoria:”Viene raccomandato – c’è scritto – tuttavia, un controllo medico prima dell’avvio dell’attività sportiva”.

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Matteo Manassero qualificato allo Us Open – Chimenti (Federgolf): si sta riprendendo

Mai fulmine fu così a ciel sereno e mai fulmine fu tanto mai atteso: Matteo Manassero esce dal torpore che l’ha incupito negli ultimi due anni e strappa con grinta il pass per giocare i prossimi Us Open.

Matteo Manassero

MONZA – Manassero all’ultimo Open d’Italia. Matteo giocherà lo Us Open all’Oakmont Club in Pennsylvania dal 16 al 19 giugno

La qualificazione  è arrivata col nono posto e 141 colpi (72, 69, -3) all’Us Open Qualifying svoltosi  su 36 buche – nella stessa giornata – sui due tracciati del Walton Heath Golf Club (Old Course e New Course entrambi par 72) a Walton-on-the-Hill, in Inghilterra. Niente da fare per Paratore (68esimo, +10) e Dodo Molinari, ritirato nel secondo giro.

Per il presidente di Federgolf Chimenti quella di Manassero è “la conferma che si sta verificando quello che tutti eravamo certi avvenisse. Il recupero di questo giovanissimo giocatore è fondamentale non solo per il golf, ma per tutto lo sport italiano”.

A vincere la gara il francese Gregory Bourdy (-9), seguito da Mikael Lundberg, secondo (-7), Lee Slattery, (-6), Romain Wattel e Gary Stal, gli inglesi Matthew Baldwin e Andrew Johnston e lo svedese Alex Noren, quarti con 140 (-4), e Peter Hanson, che ha affiancato Manassero. Continua a leggere

Ryder, Chimenti ai circoli: lavoriamo uniti La tessera federale? Non aumenterà

di Sauro Legramandi

Il golf italiano si guarda dentro prima di guardare lontano. La seduta introspettiva non avviene dallo psicanalista bensì nell’aristocratica cornice dell’hotel Principe di Savoia a Milano, sede prescelta per “Gli Stati Generali del golf”, a poco più di un mese dalla storica assegnazione della Ryder Cup 2022 avvenuta il 14 dicembre 2015. L’aria che si respira è quella di una chiamata alle armi, di un “armiamoci e partiamo” perché solo chi ha vissuto almeno una volta dal vivo la Ryder Cup può comprendere a pieno di cosa stiamo parlando. D’ora in poi nulla potrà essere come prima in questo sport perché quel 14 dicembre ha fatto la storia del golf italiano.

Lo sa bene Franco Chimenti, presidente federale classe 1939 e deux ex machina della candidatura che, a competizione aggiudicata, si toglie qualche sassolino dalla scarpa.”Mi hanno dato del pazzo a più riprese – ricorda davanti a duecento addetti ai lavori, presidenti di circoli in primis – perché la mia non era una missione impossibile, bensì una missione non possibile. La differenza è impercettibile come quel quarto di giro di pallina sul bordo della buca che ti farà marcare un par e non un bogie ma c’è. Eppure c’è, eccome se fa la differenza.

La sala - Foto Marco Antinori

La sala – Foto Marco Antinori

“La proposta mi è arrivata due anni fa all’Open Championship dal vecchio Ceo dell’European Tour, George O’Grady. L’ho annunciato all’Open 2014, senza dire quale sarebbe stata la sede candidata. Mi chiamò l’amico Rocco Forte, del Verdura, ricordandomi le sue entrature con la regina Elisabetta. Mi chiamò Andrea Agnelli per il Royal Park. Niente: capii subito che la sede doveva essere Roma”. Il fascino di Roma non ha eguali al mondo, inutile nasconderlo. Ma nemmeno il fascino della Città Eterna nulla avrebbe potuto contro i favoriti spagnoli senza allargare i cordoni della borsa.  “A pochi giorni dall’assegnazione – ammette – la mossa decisiva: ho messo sul piatto una serie di Open con un montepremi di sette milioni di euro dal 2017. Con l’appoggio del CONI e l’Istituto per il Credito Sportivo, abbiamo dato le necessarie garanzie. Ed è stato il successo”. Continua a leggere