“Ricorda la schiavitù: via il nome Masters da Augusta”

di Sauro Legramandi – @Sauro71
Via col vento è già scomparso dai cataloghi HBO salvo rientrarvi dalla porta di servizio. Le statue di Cristoforo Colombo e Montanelli non se la passano bene. In attesa di conoscere il destino di quelle di Gesù la furia iconoclasta scaturita dal brutale omicidio di George Floyd punta sul golf. Sì, avete letto bene: il golf entra a pieno titolo tra i potenziali bersagli del revisionismo a colpi di social. Un giornalista statunitense ha infatti scritto che è giunta l’ora di cambiare nome al Masters, il più tradizionalista dei tornei di golf.

Masters

Secondo Rob Parker “abbiamo vissuto col nome Masters sin troppo a lungo”. L’auspicio è quello di tornare il prima possibile alle radici, ripristinando il nome originale, Augusta National Invitational, mutuato dal nome del circolo dove si gioca, vale a dire l’Augusta National, in Georgia.

Non una gara qualsiasi…

L’Augusta Masters è uno dei quattro Major del golf. E’ una gara del tutto speciale, paragonabile al torneo di Wimbledon per il tennis. Si gioca dal 1939 ogni prima settimana piena di aprile sui terreni di un’ex piantagione diventata prima vivaio e poi culla del golf mondiale. Le 18 buche hanno nomi di fiori e sono circondate da una vegetazione variopinta e perfetta. Il campo è stato disegnato da una leggenda del golf, ossia Bobby Jones.

AUGUSTA Francesco Molinari al Masters 2019 (foto di Mike Ehrmann/Getty Images/AFP)

AUGUSTA Francesco Molinari al Masters 2019 (foto di Mike Ehrmann/Getty Images/AFP)

Diversamente da qualsiasi altra gara, al Masters non si gioca per diritto ma si viene invitati. Ad oggi solo quattro italiani hanno ricevuto l’invito a mettere piede a Magnolia Lane: dopo il superlativo Costantino Rocca, è toccato ai fratelli Edoardo e Francesco Molinari e a Matteo Manassero. L’anno scorso Chicco Molinari ha rischiato di vincerlo il Masters, iniziando l’ultimo giro in prima posizione.

Uno dei fondatori: finché vivrò non ci sarà nulla al Masters oltre ai giocatori bianchi e ai caddie neri Condividi il Tweet

Se difficile è parteciparvi da giocatore altrettanto complicato è assistervi. Praticamente impossibile è diventare membri del circolo.

I biglietti non sono in vendita ma vengono sorteggiati (e poi venduti) tra le migliaia di aspiranti spettatori che si registrano entro il 31 maggio su un apposito sito. Chi è socio del circolo ne ha invece diritto. Un diritto divino o quasi. Esattamente come quello necessario per diventare soci dell’Augusta National. Per accedervi è indispensabile una domanda formale ma la selezione è altissima. Narra la leggenda che anche Bill Gates abbia dovuto faticare non poco per farsi accettare.

E qui iniziano le tristi, tristissime note. Fondato nel 1932, l’Augusta National ha ammesso il primo socio con la pelle nera solamente nel 1990.

AUGUSTA Rory McIlroy cerca la sua pallina finita tra i fiori al Masters 2018 (foto di Jamie Squire/Getty Images/AFP)

AUGUSTA Rory McIlroy cerca la sua pallina finita tra i fiori al Masters 2018 (foto di Jamie Squire/Getty Images/AFP)

Non solo: il primo giocatore di colore in campo è stato visto da quelle parti nel 1975. Si chiamava Lee Elder e, una volta invitato, ricevette minacce di morte al punto di dover ricorrere a un escamotage per non rischiare la pelle. Elder affittò due diverse abitazioni in zona in modo da non fare sapere a nessuno dove dormisse. Per un afroamericano non deve essere stato facile giocare a golf nel profondo sud statunitense. La Georgia, tra l’altro, è uno degli ultimi Stati ad aver abolito la schiavitù.

Di gente di colore in campo a Magnolia Lane ne avevano già vista tanta ben prima del 1975. Nessun giocatore ma decine di caddie. “Finché vivrò non ci sarà nulla al Masters oltre ai giocatori bianchi e ai caddie neri”: è la frase attribuita a Clifford Roberts, broker di Wall Street nonché fondatore del circolo. Per tutta risposta i suoi dipendenti coloured lo chiamavano “SumBitch Roberts”.

“Masters fa rima con schiavitù”

Queste quindi le premesse alle basi della richiesta di Rob Parker. Masters è un vocabolo che evocherebbe sin troppo l’epoca della schiavitù. Un nome da rimuovere in un’estremizzazione del concetto di Black Lives Matter. “Masters non suona affatto bene – scrive Parker su deadspin.com – e a chi dice che ricorda tradizione e storia dico che quando tradizione e storia sono radicate nella schiavitù non dovrebbero venire preservate e onorate… Il dizionario tra le definizioni di masters include “proprietario di schiavi”. Augusta National sorge sui terreni di una piantagione e il proprietario era uno schiavista. Secondo un resoconto del New Yorker dentro la proprietà vivevano degli schiavi”. E ora di cambiare quindi secondo Parker, di tirare una riga sul passato e ripartire.

Il ruolo di Tiger Woods

Infine l’appello a Tiger Woods, uno dei più forti professionisti di ogni epoca, di gran lunga il migliore tra quelli dell’era moderna. “Tiger, altri big del golf e gli sponsor dovrebbero chiedere di cambiare quel nome – scrive Parker -. E’ il segno dei tempi, è giusto e corretto. E’ una soluzione semplice”.

Tiger Woods si è schierato al fianco della causa di George Floyd ma non appare intenzionato ad intraprendere la crociata per il Masters.

AUGUSTA Tiger Woods vince il Masters 2019 (foto di Kevin C. Cox/Getty Images/AFP)

AUGUSTA Tiger Woods vince il Masters 2019 (foto di Kevin C. Cox/Getty Images/AFP)

Ad inizio stagione Eldrick Tont Woods (soprannominato Tiger dal padre afroamericano Earl mentre la madre – Kutilda – è thailandese) ha dichiarato che il Masters è la sua gara prediletta, che Augusta è il suo percorso favorito e di essere orgoglioso di far parte della storia dell’Augusta National. Piccolissimo dettaglio: Tiger Woods è il Masters Champion in carica, ha vinto cinque volte sul percorso che fu terra di schiavi e rappresenta la più bella risposta a chi divide ancora il mondo in masters e slave.


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17 risposte a ““Ricorda la schiavitù: via il nome Masters da Augusta”

  1. Questa faccenda sortirà l’effetto opposto. Sicuramente aumenterà il senso di razzismo in qualche parte della popolazione.

  2. Proporrei di abolire per la stessa ragione i tutti i Master universitari. Anzi aboliamo le scuole del tutto, visto che il rapporto insegnante-alunni implica uno stato di inferiorita’ dei secondi che e’ discriminante e razzista. Ma per favore……

  3. Dopo secoli di nefandezze, soprusi e violenze subite da gente che aveva solo la sfiga di essere nata con la pelle di colore diverso ci meravigliamo e irritiamo per queste cose. Ricordare non è un peccato ma un dovere e se ci danno fastidio queste cose proviamo a pensare a tutti quelli che queste cose le hanno subite e le subiscono ancora ..senza potere fare nulla. Non si diventa razzisti e insofferenti leggendo queste notizie , si conferma solo in modo inequivocabile la propria natura. Parlare di nazismo non fa venir voglia dii diventare nazisti….

    • quindi?….giusto eliminare il film “via col vento”?….o i famosi cioccolatini svizzeri xche chiamati “moretti”….o distruggere le statue di G.Washington o di Colombo?…..io mi irrito eccome…

      mi raccomando ignorate il mio post come avete fatto col precedente

        • Direi visto….e cestinato….non c erano parolacce ne offese…ma mi rassegno a vivere in un mondo di ipocriti buonisti… W il golf….comunque.

          • Libero di pensarla come vuole, tutti i commenti vengono moderati. Ricambio la rassegnazione.

      • Quindi? Se questa domanda è per aprire una polemica ti lascio con tutte le tue conclusioni.. Diversamente ti suggetirei di leggere l’articolo del giornalista statunitense Parker e quanto ho scritto sul blog ilmiogiocidelgolf.com .
        I cioccolatini svizzeri, via col vento e tutte le altre minchiate per me sono il parto di menti deboli e rissose…..la questione razziale è ben altra cosa. Quindi non confondiamo i temi ed evitiamo polemiche da bar sport

        • sopra il mio ci sono 6 post che la pensano praticamente come me…lascio a te le conclusioni…l articolo sopra parla di cambiare il nome a un torneo storico il tutto per combattere il razzismo….bravo, la questione razziale è tutta altra cosa….fermati a questo senza fare prediche.

          • Le prediche le fanno i preti le persone civili esprimono pareri e punti di vista.. la maleducazione non appartiene a nessuno dei due …è da ignorare. E basta. Quindi ? Vai avanti tu da solo….

        • …e la migliore risposta a questa bramosia di trovare il razzismo dappertutto ha un nome : Tiger Woods, nero, 5 volte vincitore di Augusta e contrario a far cambiare il nome al MASTERS.

          • mi ignori pure…e’ tipico di chi si sente in difficoltà e non sa cosa dire….ciò che ho scritto su Tiger Woods le tappa la bocca….e le brucia un po’, vero?

            p.s. l articolo sul suo blog l ho letto…..si e’ messo a citare negativamente chi non la pensa come lei, come i signori che hanno postato qua….quindi…ma di che parla?

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