Francesco Molinari non si accontenta: “Voglio che il 2018 sia solo una tappa”

Dopo la vittoria a Wentworth nulla è stato più come prima per Francesco Molinari. Il suo anno da sogno è iniziato proprio da quel giorno di maggio quando Chicco si è imposto nel BMW PGA Championship. Lo ammette lui stesso davanti alla stampa di mezzo mondo, accorsa a Londra per registrare il verbo del numero uno del golf europeo. Che non le manda a dire: “Voglio che il 2018 sia solo una tappa della mia carriera” dice.

Francesco Molinari

Francesco Molinari nel secondo giro del DP World Tour Championship a Dubai (Foto di KARIM SAHIB / Afp).

“Il mio è stato un processo di crescita arrivato all’apice quest’estate – spiega al collega dell’agenzia Ansa -. Il clic è scattato dopo la prima vittoria nel Surrey, perché mi ha dato più fiducia nei miei mezzi. Poche settimane dopo ho rivinto negli Stati Uniti. E’ stato un crescendo tutta l’estate, la fiducia aiuta in campo, soprattutto nei momenti decisivi, fa la differenza”. Di momenti difficili ne ha vissuti pochi Chicco Molinari nel 2018. Quei pochi li ha mascherati davvero bene. Di momenti indimenticabili Francesco ne seleziona uno, quello che forse capiremo a fondo tra qualche anno. Intendo le cinque vittorie su cinque match nella Ryder Cup di Parigi. La tre giorni di Molinari a Parigi è come il vino: più invecchia, più apprezzi. Pensate ad esempio alla gioia per la vittoria azzurra ai Mondiali di calcio del 2006: non è forse più grande col passare degli anni?

La Ryder Cup a Roma per rilanciare il Paese

Così probabilmente sarà per quanto accaduto a fine settembre. “La Ryder Cup è stato il momento più emozionante di quest’anno – ricorda l’azzurro – perché è un evento che trascende i confini puramente golfistici. Fai squadra con giocatori che solitamente sono tuoi avversari, formando amicizie e rapporti che restano tutta la vita”.

Francesco Molinari: la Ryder Cup a Roma sarà un'opportunità non solo per il golf, servirà all'Italia per promuoversi Condividi il Tweet

Una Ryder chiama l’altra: tra quattro anni sarà a Roma e all’epoca l’eroe di Guyancourt avrà 40 anni. “Roma sarà una grandissima opportunità non solo per il golf italiano: in un momento in cui c’è grande bisogno di rilanciare il Paese, la Ryder a Roma rappresenta una grande occasione per farsi promozione. Dobbiamo imitare i francesi che sono stati bravi ad organizzare un evento di questa portata. Noi possiamo fare anche meglio, anche se c’è tanto da fare. Per rendere l’edizione italiana memorabile, dobbiamo puntare sulle peculiarità e la forze del nostro Paese, sulla nostra identità”.

“Dopo la Brexit spero ci lascino restare qua”

Per sua fortuna non di solo golf vive Francesco Molinari. Trasferitosi a Londra con moglie e figli, il professionista da 35 milioni di euro vinti in carriera solo di premi vede l’Italia da una prospettiva differente.

Francesco Molinari

Francesco Molinari con il Claret Jug (foto Andy Buchanan /Afp)

“Vedo l’Italia come un Paese dalle potenzialità infinite che purtroppo finora non sono state sfruttate al meglio. La Brexit? Un voto di protesta, come successo anche altrove. Purtroppo adesso c’è grande confusione, perché i negoziati tra Unione Europea e Regno Unito non stanno andando come in molti speravano. Ma da europeo che vive qui, posso solo sperare che ci venga lasciata la possibilità di restare, perché Londra è fantastica proprio per la sua varietà di nazionalità e culture”.

Francesco Molinari si riposa. Per ora…

Chicco sembra non voler sentire parlare di programmi per il 2019. “La mentalità di tutti gli atleti è sempre proiettata al futuro. In queste settimane è cominciata la prima parte di scarico completo a livello golfistico. Ne ho bisogno, dopo una stagione fantastica che però mi ha prosciugato. Più avanti, poco a poco, ricominceremo a costruire le basi per la prossima stagione. Perché come tutti gli sportivi sono ambizioso e voglio che il 2018 sia solo una tappa della mia carriera”.

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