Francesco Cerea: cucino i sapori d’Italia per Obama e lo invito alla Ryder Cup 2022

Chef e testimonial d’eccellenza per la Ryder Cup: Francesco Cerea ha firmato il menu della cena milanese di Barack Obama a Palazzo Clerici. Insieme col fratello Enrico, Francesco è una delle eccellenze della cucina italiana. E dall’alto della sua esperienza ha invitato l’ex premier Usa in Italia alla Ryder Cup 2022 a Roma.

Francesco Cerea

I fratelli Cerea ai fornelli (foto Ansa)

“Voglio convincere Obama a partecipare alla Ryder Cup – ha detto Cerea – e spero di strappare un sì con queste eccellenze. Il menu per la cena di Milano capitale del cibo, vuole rappresentare tutta l’Italia – ha sottolineato -. Vuole essere un invito a far tornare Obama per la prossima Ryder”.

In campo e non solo ormai sarà ancora Europa contro Stati Uniti. “L’Europa è un po’ bistrattata ultimamente, ma in questa sfida contro l’America saprà ritrovarsi unita. Vorrei tanto che partecipasse Obama perché la Ryder Cup – conclude Cerea – sa esprimere sana competitività. La competitività aiuta e fa crescere i mercati. Il mondo non ha bisogno di muri, ma di saper star insieme, attorno al cibo, così come dietro una pallina da golf. Serve per testimoniare la qualità della vita conviviale”

A tavola Francesco Cerea ha offerto un giro d’Italia a base di sapori. C’erano le le acciughe delle Cinque Terre, il tartufo nero della Bergamasca, il Grana Padano servito agli antipasti in versione lecca lecca e il tiramisù, stesso sapore ma versione “stilosa”, più moderna.

Francesco Cerea e il giro d’Italia dei nostri sapori

La brigata di “Da Vittorio“, ristorante con le mitiche tre stelle della guida Michelin a Brusaporto (Bergamo) ha pensato per la cena di gala un menu veloce. Un taglio tipico del mondo business e internazionale, ma comunque “autenticamente italiano”.
“Presento eccellenze di tanti territori dalla Lombardia alla Sicilia – ha precisato Francesco Cerea -. Mare e terra nelle acciughe delle Cinque Terre e crudo di Carpegna. E gnocchi di ricotta su letto di barba del frate con tartufo nero di Bracca, che si raccoglie ora dalle mie parti. Poi gran branzino del Mediterraneo e la spalla di vitella con patate di Martinengo, specialità della provincia di Bergamo. Piselli freschi, a evocare la passione per l’orto di Michelle. Immancabile il tiramisù – osserva lo chef – ma in chiave moderna. Stesso sapore della ricetta classica ma una veste di design, una versione esteticamente nuova, insieme alla nostra pasticceria e lievitati”.

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