Il conto alla rovescia è iniziato ed è scandito sulla home page del sito. Venerdì 15 settembre nasce Wegolfers.com, “nuovo modo di intendere il golf in Italia”.

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Il conto alla rovescia è iniziato ed è scandito sulla home page del sito. Venerdì 15 settembre nasce Wegolfers.com, “nuovo modo di intendere il golf in Italia”.

L’uragano Harvey, nonostante sia stato declassato in tempesta, continua a mietere vittime e fare danni. Tutti ne fanno le spese: abitazioni, scuole e strade non ci sono più. Anche il golf, nel suo piccolo, viene toccato dalla furia della natura. Il golf club di Houston è sommerso da acqua e fango.

Una foto del Golf Club Houston postata su Instagram
Un passo deciso verso la modernità: da questo weekend durante le gare dell’European Tour sarà possibile utilizzare il cellulare per scattare foto, farsi selfie o – come si usava una volta – dialogare. Cellulari e golf: si cambia, quindi. L’annuncio arriva dal sito (fortunatamente tornato alla vecchia grafica) dell’European Tour. La prima gara “open” sarà il Made in Denmark al via oggi. Ovviamente ci sono alcune regole da rispettare.

SPRINGFIELD Andrew “Beef” Johnston in posa con un fan al PGA Championship 2016 giocato al Baltusrol Golf Club (Foto Afp)
Golf app, internet e social network: un triangolo che sembra non abbia mai fine. Ogni giorno spuntano in Rete giochi nuovi, app rivoluzionarie e “scacciapensieri” (una volta li avremmo chiamati così) in grado di far avvicinare il grande pubblico a questo sport. Nei giorni scorsi, il collega Marco Consoli ha scritto questo articolo per SportWeek, il settimanale de La Gazzetta dello Sport. Lo ripropongo in versione integrale. Sei d’accordo con le recensioni di queste golf app? Hai suggerimenti o proposte? Scrivile come commento al post oppure clicca qua e invia una e mail.

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Se non te lo sei mai chiesto, è arrivato il momento di farlo. La domanda è semplice e diretta: “Perché gioco a golf?”
La risposta può arrivare di getto oppure restare nascosta in un cassetto della memoria. In ogni caso, c’è sempre un motivo. Forse la prima volta hai preso in mano un ferro per caso ma se sei tornato in campo una seconda o terza volta significa che il golf ti ha conquistato per una ragione ben precisa.
Noi di Golfando vogliamo raccogliere e raccontare le motivazioni di chi vive questo sport.
Per questo è nata la rubrica “Gioco a golf perché…”: uno spazio aperto a tutti, dove i lettori condividono il loro personale legame con il green.
Come raccontare il tuo perché? Basta scegliere
1 – via email cliccando qua,
2 – tramite Facebook o Twitter (@golftgcom).
Dice il saggio: se il nemico non puoi sconfiggerlo fattelo amico. Al circolo irlandese di Portstewart, dove inizia l’Irish Open, hanno seguito il consiglio del saggio. Il “nemico” in questione è il cellulare usato per scattare foto ai giocatori in campo durante le gare. Da oggi s’inverte la rotta: ogni spettatore potrà scattare tutte le fotografie che vuole. E non solo: la foto migliore sarà premiata con 500 sterline. Si tratta della prima volta in assoluto di un’apertura simile sullo European Tour.

AKRON (Usa) I fans fotografano Tiger Woods con i cellulari durante il giro di prova del World Golf Championships-Bridgestone Invitational 2014 (foto Afp)
Quello che stai leggendo è il post numero 1000 di “Golfando”. Non so quanti di quei post tu abbia letto: uno, dieci, cento oppure questo è il primo in assoluto. Resta il fatto che si tratta di un traguardo importante per chi, come me, era partito allo sbaraglio nel mese di maggio di tre anni fa “con un blog sul golf”.

La testata della pagina Facebook di “Golfando” è stata realizzata dall’amico e collega Michele Marsico
A chi cercasse indicatori per lo sviluppo del golf in Italia si potrebbe suggerire di digitare “golf e eBay.it”. La piattaforma di vendita e aste online è una specie di termometro della vita reale, di quello che si cerca o si offre. E a proposito di golf e eBay.it si offre uno spaccato interessante: nel 2017 la vendita di accessori legati al golf risulta essere aumentata considerevolmente anche se è presto per formulare un dato preciso. Nel 2016 in Italia però è stato venduto in media un oggetto all’ora legato al mondo del golf. 
Inutile nascondersi: nel nostro Paese non c’è cultura del golf. Per molti questo sport non è ancora decollato “per colpa della Federazione e degli altri in genere”. Mai una volta che il dito sia puntato su golfisti e/o circoli. Per decollare serve conoscere. E quindi comunicare. Manca una comunicazione che parta dal basso, dai circoli. Marco Bardella, consulente in marketing digitale e “social media marketing”, applica il suo sapere al mondo del golf. Armato ‘addirittura’ di calcolatrice, dimostra in questo post quanto sia ancora piccolo il mondo del golf italiano. A partire da come sfruttare il pacchetto da 99 euro. (s.l.)
“Lo sentiamo spesso dire, soprattutto adesso che la Ryder Cup è diventata realtà: ‘Dobbiamo rendere questo sport più popolare e farlo conoscere alla massa’.
Poi tra il dire e il fare…spesso il vuoto. “E’ la Federazione che deve investire”, dicono alcuni. Io dico invece che la comunicazione deve nascere dal basso, ovvero dai circoli. Loro dovrebbero essere i primi interessati ad avere un numero di giocatori più importante, invece di contendersi i pochi che ci sono.
“Chissà con chi gioco oggi a golf”. Quante volte l’abbiamo pensato durante il tragitto verso un campo nuovo o verso il nostro circolo senza i soliti compagni di team. Siamo sinceri: il golf è uno sport individualista ma girare in campo con tre scorbutici per quattro-cinque ore non è il massimo. Anche il golfista è un essere socievole insomma. E socializzare in un fairway fa sempre piacere.
Ne sa qualcosa anche Antonio Specchia, italiano a Londra ed ideatore di Golfers’ Match, piattaforma innovativa per chi gioca spesso (e volentieri) in campi diversi. Continua a leggere