Golf e futuro: i robot Husqvarna hanno aiutato i greenkeeper nel British Masters

La tecnologia entra sempre più nel mondo del golf, ma non per stravolgere gioco o regole. L’ingresso è legato al verde: l’obiettivo è aiutare i greenkeeper a presentare campi perfetti riducendo tempi, rumore e impatto ambientale. L’ultima dimostrazione arriva dal Brabazon Course del Belfry, uno dei percorsi più celebri d’Europa e teatro di quattro Ryder Cup. Nel corso dell’Husqvarna British Masters una flotta di robot tagliaerba autonomi ha contribuito alla preparazione del campo.

Nei mesi precedenti al torneo sette robot Husqvarna hanno curato quotidianamente i fairway. Durante la settimana di gara il numero delle macchine è salito a quindici. Il loro lavoro si è svolto principalmente nelle ore notturne, permettendo ai greenkeeper di concentrarsi sulle lavorazioni più specialistiche.

La tecnologia non sostituisce il greenkeeper

L’aspetto più interessante non è tanto il numero di robot impiegati, quanto il modo in cui vengono utilizzati.

Le macchine si occupano delle operazioni più ripetitive e costanti, come il taglio uniforme dei fairway. Il personale continua a svolgere tutte le attività che richiedono esperienza, sensibilità e conoscenza agronomica. Si va dalla preparazione dei green alla gestione dei bunker, fino alle rifiniture che fanno la differenza durante un torneo professionistico.

In altre parole, l’automazione diventa uno strumento al servizio dei professionisti della manutenzione, non un loro sostituto.

Campi più precisi e manutenzione più sostenibile

I robot Husqvarna impiegati al Belfry utilizzano sistemi di navigazione satellitare che consentono di lavorare all’interno di confini virtuali con una precisione estremamente elevata. Questo permette di mantenere costanti le forme dei fairway e di programmare gli interventi in funzione del meteo, del calendario e delle esigenze del circolo.

Accanto ai robot sono stati utilizzati anche attrezzi professionali alimentati a batteria per la rifinitura di tee, bunker e aree di pratica, riducendo rumore ed emissioni durante le operazioni di manutenzione.

Una tendenza destinata a crescere

Quello del Belfry non rappresenta un caso isolato. Già in occasione dell’AIG Women’s Open 2025 erano state sperimentate soluzioni analoghe, segno che l’automazione sta trovando sempre più spazio anche nei grandi eventi internazionali.

Per i circoli il vantaggio non riguarda soltanto l’efficienza. Una manutenzione programmabile e continua permette infatti di mantenere standard elevati durante tutta la stagione. Così si ottimizza il lavoro dello staff, lasciando ai greenkeeper più tempo per interventi che richiedono competenze tecniche e decisioni sul campo.

Il golf continua a essere uno sport profondamente legato alla natura. Ma oggi la qualità del tappeto erboso passa anche attraverso innovazioni capaci di affiancare il lavoro umano, rendendo la manutenzione sempre più precisa, sostenibile e organizzata.

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