
L’Europa si riprende la Solheim Cup grazie a una squadra capace di fondere esperienza e nuove leve. Al Bernardus Golf, nei Paesi Bassi, nella cosidetta Ryder Cup femminile Team Europe ha battuto gli Stati Uniti 15-13, riportando il trofeo nel Vecchio Continente dopo la sconfitta del 2024.
A consegnare matematicamente la vittoria a Team Europe è stata Lottie Woad, giovane inglese destinata a diventare una certezza del golf mondiale. Con il successo per 2&1 su Auston Kim, Woad ha garantito all’Europa i 14,5 punti necessari per conquistare la Solheim Cup. Pochi minuti dopo è arrivata anche la firma di Carlota Ciganda, che ha superato Jennifer Kupcho 4&2, rendendo definitivo il trionfo made in Europe.

Ciganda, una certezza in Solheim Cup
Se c’è una giocatrice che sembra predestinata per la Solheim Cup, quella è Carlota Ciganda. La spagnola era già stata decisiva nel 2023 con il punto che aveva permesso all’Europa di conservare il trofeo e anche questa volta è stata protagonista nel momento più importante. Contro Jennifer Kupcho non è stata solo una sfida tecnica. Il giorno precedente l’americana aveva esultato con un provocatorio “Vamos!” dopo uno straordinario putt da oltre 28 metri.
Nei singoli Ciganda ha risposto sul campo, dominando il match fino al 4&2 finale.
L’Europa parte forte e non si volta più indietro

I due team sono arrivati alla domenica decisiva in perfetta parità, 8-8, dopo due giornate equilibratissime.
Sotto una pioggia battente, però, l’Europa ha cambiato marcia fin dalle prime partenze. Le vittorie di Charley Hull e Linn Grant hanno indirizzato la giornata. Col passare delle ore il tabellone si è progressivamente colorato di blu.
L’unico vero capolavoro statunitense è stato quello di Alison Lee, capace di recuperare quattro buche di svantaggio dopo le prime undici e battere Esther Henseleit 1 up, realizzando la più grande rimonta nella storia della Solheim Cup.
Le rookie fanno la differenza

Il successo europeo porta anche la firma delle debuttanti. Lottie Woad ha conquistato il punto decisivo, mentre Nastasia Nadaud e Julia Lopez Ramirez hanno vinto i rispettivi singoli. In particolare la francese Nadaud, appena 21 anni, è stata una delle grandi sorprese della settimana con tre punti conquistati.
Un segnale importante per il futuro del golf europeo, che continua a rinnovarsi senza perdere competitività.
La rivincita nei singoli di Hull e Woad
Uno dei temi delle prime due giornate era stato il rendimento deludente della coppia inglese formata da Charley Hull e Lottie Woad. Schierate insieme in tutte e quattro le sessioni iniziali – un fatto mai accaduto prima nella storia della competizione – avevano raccolto appena mezzo punto.

Nei singoli è arrivata la risposta che tutti aspettavano. Hull ha aperto la strada superando Megan Khan per 3&2, mentre Woad è partita fortissimo contro Auston Kim, portandosi quattro buche avanti dopo nove e chiudendo il match alla 17.
Anna Nordqvist chiude la carriera da capitana vincente
Per Anna Nordqvist, fresca di annuncio del ritiro dal golf professionistico, il successo ha un sapore speciale. Al termine dell’ultimo match, la capitana svedese ha guidato giocatrici, assistenti e caddie fino al green della 18, dove è esplosa la festa europea tra champagne, bandiere e cori dei tifosi.
L’Europa conquista così la terza Solheim Cup nelle ultime cinque edizioni, mentre gli Stati Uniti restano senza una vittoria in trasferta dal 2015. Il bilancio storico rimane favorevole alle americane, avanti 11 vittorie a 8, con un pareggio, ma il presente parla decisamente europeo.
