Golf e college, gli Stati Uniti raccontati dal giovane Lorenzo Ligabue

Lorenzo Ligabue

Quando si parla di golf universitario americano si pensa subito alle grandi university, ma molti talenti scelgono un percorso diverso. Il primo passo è spesso un community college, dove è possibile ambientarsi, crescere tecnicamente e prepararsi al salto nelle università più prestigiose. In questa intervista Lorenzo Ligabue racconta la sua esperienza negli Stati Uniti. Il giovane spiega perché rifarebbe la stessa scelta e come il college lo stia aiutando a inseguire il sogno del professionismo.

Chi è Lorenzo Ligabue

Lorenzo Ligabue, nato il 27 gennaio 2004, è un golfista originario di Reggio Emilia, tesserato al Golf Club Matilde Canossa. Alto 170 cm, parla italiano e inglese. Il suo percorso lo ha portato negli Stati Uniti per proseguire gli studi unendo golf e formazione universitaria. Ha iniziato all’East Mississippi Community College, per poi approdare a partire dalla stagione autunnale 2025 alla William Carey University, ad Hattiesburg, in Mississippi.

Attualmente risulta matricola nel roster 2025-26 della squadra maschile di golf dell’ateneo, che compete in ambito NAIA. William Carey University è un’università privata di ispirazione cristiana, affiliata alla Southern Baptist Convention.

La passione per questo sport quando è nata?

“Ho iniziato a giocare insieme a mio padre all’età di 11 anni, dopo aver provato tutti gli altri sport. Gli aspetti che preferisco del golf sono sicuramente il fatto di stare in mezzo alla natura e di poter giocare sempre su campi diversi.”

Quando hai deciso di andare al college e perché?

“Appena ho scoperto di poter continuare il mio percorso di studi in un’università che mi permettesse di migliorare il mio gioco e competere su campi stupendi contro giocatori provenienti da tutto il mondo.”

Il community college

Com’è stato cominciare da un junior college anziché da una university?

“Iniziare la mia esperienza negli Stati Uniti in un community college ha sicuramente aiutato. Ho avuto due anni di tempo per prendere confidenza con i cambiamenti che comporta studiare all’estero e per migliorare ulteriormente il mio gioco prima di completare il percorso in una university. È una scelta che consiglio vivamente, soprattutto a chi è indeciso o non si sente ancora pronto a competere nelle università più grandi.”

Racconta a un tuo coetaneo italiano e indeciso sul da farsi come passi le giornate

“La mia giornata tipo inizia alle 7 con la colazione. Dalle 7:30 alle 9 facciamo un’ora e mezza di palestra, poi, prima di pranzo, seguo le lezioni. Dopo pranzo ci ritroviamo al campo dove, a seconda dei giorni, disputiamo le qualifiche per decidere chi giocherà il torneo successivo oppure ci alleniamo. Solitamente restiamo in campo dalle 13 alle 17. La sera torno al campus, ceno, passo un po’ di tempo con gli amici e poi vado a dormire.”

Da dove arrivano i tuoi compagni di squadra?

“In squadra ci sono un ragazzo spagnolo, uno thailandese, tre americani, un tedesco e un australiano. Sono tutti molto simpatici e insieme ci divertiamo davvero tanto.”

Una vista dall’alto della William Carey University, ad Hattiesburg

Qual è la tua sfida più grande in questo momento?

“Sfruttare al massimo questa opportunità per migliorare il mio gioco in vista del passaggio al professionismo, ma anche conoscere persone nuove e stringere nuove amicizie.”

Quanto sono diversi i percorsi italiani da quelli americani?

I campi italiani sono generalmente più stretti e tecnici, mentre quelli americani sono un po’ più larghi e più lunghi. In Italia la precisione è fondamentale. Qua si punta molto anche sulla preparazione fisica per aumentare la distanza, un aspetto che sui loro percorsi rappresenta un vantaggio importante. Uno dei campi più belli su cui ho giocato è l’Innisbrook Golf Club, che ogni anno ospita il Valspar Championship del PGA Tour. Giocare su campi così diversi mi ha fatto crescere molto come giocatore, perché ho imparato ad adattare le strategie ai diversi tipi di erba e alle differenti condizioni di gioco.”

Cosa pensano gli amici di Lorenzo Ligabue della sua scelta?

“I miei amici l’hanno sempre ammirata. Non tutti sono disposti a lasciare tutto per inseguire il proprio sogno all’estero. Anche dagli Stati Uniti trovo sempre il tempo per sentirli. Parlo con gli amici golfisti che, come me, frequentano le università americane.”

Quante volte torni in Italia?

“Rientro durante la pausa invernale, da metà dicembre a metà gennaio, e poi durante quella estiva, da metà maggio fino a metà agosto, quando ricominciano le lezioni.”

Sei diventato un golfista migliore grazie al golf universitario?

“Certamente. Ho migliorato il mio gioco e ho avuto la possibilità di confrontarmi con una competizione di altissimo livello su alcuni dei migliori campi americani, insieme a compagni di squadra e coach fantastici che mi hanno sempre supportato. Mi sento un giocatore migliore anche grazie all’esperienza che ho accumulato in questi anni e che sono sicuro mi sarà utile quando passerò al professionismo.”

(Si ringrazia per la collaborazione Francesco Tebano di Athletesusa.org)