
Per il quarto anno consecutivo In City Golf Trieste ha dimostrato come il golf possa superare i confini di un campo tradizionale e diventare uno strumento di valorizzazione del territorio. La manifestazione, ormai tra gli eventi di golf urbano più attesi, ha trasformato il centro storico in un percorso unico tra sport, cultura e bellezze architettoniche.
Sabato la città giuliana si è trasformata in un grande campo di golf a cielo aperto, accogliendo 72 giocatori provenienti non solo dal nostro Paese ma anche da Polonia, Olanda, Germania, Slovenia e Austria. Diciotto le buche distribuite tra alcuni dei luoghi più belli del capoluogo.
Tra i partecipanti In City Golf Trieste c’era anche il cantante Mal, tornato in città dopo l’esperienza dello scorso anno insieme a un gruppo di amici, tutti accomunati dalla passione per la musica e per il golf.
L’aspetto più interessante di manifestazioni simili è la capacità di portare il golf nel cuore di una città senza alterarne l’identità. Al contrario, il golf urbano diventa un modo originale per riscoprire piazze, monumenti e scorci storici. In questo modo si portano giocatore e spettatore a guardare il territorio da una prospettiva diversa.
Tra piazza Unità d’Italia e colle di San Giusto
Le sei buche di In City Golf Trieste allestite in piazza Unità d’Italia hanno rappresentato ancora una volta uno dei punti più spettacolari dell’evento, ma grande successo hanno riscosso anche le novità del 2026 sul colle di San Giusto. Qui i partecipanti hanno potuto entrare all’interno del castello e giocare circondati da secoli di storia, godendo di una vista unica sul golfo e sulla città.

Suggestiva anche la postazione ricavata sulla terrazza del Teatro Verdi, da cui i giocatori hanno dovuto indirizzare la pallina verso un bersaglio posizionato nella piazza sottostante, mettendo alla prova precisione e controllo.
In City Golf Trieste e il rispetto per l’ambiente
Particolarmente significativa l’attenzione riservata alla sicurezza e al rispetto degli spazi urbani. Molte delle palline utilizzate a Trieste erano infatti in gomma piuma, una soluzione che ha consentito di proteggere edifici storici, attività commerciali e pubblico presente lungo il percorso.
La manifestazione, ideata e organizzata da Kurt Anrather, è stata realizzata con la co-organizzazione del Comune e il supporto di PromoTurismoFVG. Ad accompagnare i giocatori lungo il percorso c’erano anche gli studenti dell’indirizzo turistico dell’Istituto Da Vinci-Carli-Sandrinelli, ulteriore testimonianza del forte legame tra l’evento e il territorio.
