Ha un tumore al quarto stadio e debutta sul PGA Tour: la bella storia di Brian Morris

Brian Morris in un'immagine del 2020

Brian Morris in un’immagine del 2020

di Sauro Legramandi
Brian Morris da quasi due anni coglie l’attimo. Coglie ogni attimo di vita con la moglie Laurie e i quattro figli. Coglie l’attimo quando riesce a insegnare golf all’Ocean View Course nel Devonshire, alle Bermuda. Lo coglierà nelle prossime ore al momento di debuttare da professionista sul PGA Tour, il massimo circuito mondiale di golf. Lo deve cogliere perché ha 53 anni e un cancro al quarto stadio che cicli di chemioterapia e immunoterapia non hanno scalfito.

 

Non gli resta che una cura sperimentale, quella che lui chiama “last shot”. I risultati dell’ultimo tiro verranno valutati a dicembre al Dana-Farber Cancer Institute di Boston. Nel frattempo Brian non sopravvive ma vive.

 

Già il fatto di raccontare al sito del PGA Tour la sua storia la dice lunga della forza che ha trovato dentro e attorno a sé. “Tutto è cominciato un paio di anni fa. Era un venerdì sera, ero stanco, avevo le vertigini. Così chiesi a un amico di accompagnarmi in ospedale. Durante la visita il medico chiese di seguire il suo dito davanti a me e notò che uno dei miei occhio si muoveva a scatti. ‘Non un bel segno’ disse. Il lunedì seguente feci una Tac, quindi una risonanza magnetica. E a seguire la terapia intensiva, l’eliambulanza, la corsa disperata nel reparto di chirurgia cerebrale a Boston e il bacio a mia moglie prima di entrare in sala operatoria”.

 

Il calvario

Era il 21 dicembre 2019 e Brian non sapeva se e come si sarebbe risvegliato dopo l’operazione. Due giorni dopo scoprì che l’intervento non era la fine del tunnel bensì solo l’anticamera. Era l’ingresso in quel maledetto tunnel. A Boston dissero che il tumore al cervello era allo stadio terminale e che le metastasi avevano già attaccato esofago e stomaco. Un gran bello regalo di Natale, insomma. Da quel momento in poi ogni giorno di vita è diventato un giorno in più.Le cure tradizionali (l’ultima chemio risale alla scorsa settimana) non hanno sortito l’effetto sperato. Quelle sperimentali chissà. Nel frattempo, i farmaci gli hanno provocato una neuropatia che ne limita la mobilità a mani e piedi. “Sento aghi e spilli negli arti. Solo in un campo da golf – prosegue – non penso al dolore. Alla fine, nonostante usi il golf car, sono stanchissimo: torno a casa e mi faccio una bella dormita”.

 

“Perché un tumore proprio a me?”

Morris in questi due anni si è curato e ha giocato a golf quando possibile. “Mi sono chiesto ‘perché proprio a me?’ e mi sono risposto che forse con questa malattia posso aiutare gli altri. Cerco una vita normale – spiega – e così facendo dico a tutti che il cancro si può combattere. Avrei potuto fermarmi, sdraiarmi in un letto e lasciar passare i tre mesi di vita che mi diagnosticarono in ospedale. Invece eccomi qua: ogni giorno mi alzo e ogni giorno sono felice di farlo. Non ho piani a lunga scadenza, non vado oltre ai tre mesi”.

 

Il sogno del Butterfield Bermuda Championship

E in questi piani trimestrali è finito il Butterfield Bermuda Championship. Brian ha provato a qualificarsi come un giocatore qualsiasi ma non ce l’ha fatta. Quindi è intervenuto uno sponsor con una wild card per coronare il sogno di ogni professionista di golf. “Lo ammetto: ho pianto quando mi hanno invitato”.

La partecipazione di Morris a una tappa del PGA Tour val bene un’esenzione per motivi di salute: Brian al Bermuda Championship potrà usare un car per spostarsi colpo dopo colpo, buca dopo buca. La gara si gioca a Southampton Parish con 127 i giocatori in campo per dividersi un montepremi di 6,5 milioni di dollari. Non ci saranno i big del golf mondiale, ci sarà un italiano, Guido Migliozzi.

 

In nome del padre

Dall’alto questo americano avrà un tifoso speciale: il padre. Fu proprio l’amore per il genitore che lo spinse a preferire sacca e bastoni a calcio e cricket verso i dodici anni. A diciannove la crisi assoluta, complice la sua morte in un incidente stradale. “Ho preso la sacca e l’ho buttata in mare da una delle scogliere qua alle Bermuda. Senza di lui non aveva più senso. Per dieci anni non ho più preso un bastone in mano. Poi un amico mi ha fatto riavvicinare al golf e dal 2003 insegnarlo è diventata la mia professione”.

Tra i suoi allievi anche Michael Douglas, la moglie Zeta Jones e l’attore Patrick Swayze.

Senza voltarsi indietro Brian Morris si godrà adesso la prima gara di golf sul PGA Tour. “Mi diverto con chi tiferà per me e con chi scriverà di me. Spero che questa storia aiuti chi soffre come me”.


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Una risposta a “Ha un tumore al quarto stadio e debutta sul PGA Tour: la bella storia di Brian Morris

  1. Somiglia tanto alla mia di storia…quart stadio…ottobre 2019 però nessun intervento(impossibile farlo).
    Vivo la vita tutta di un fiato in modo che quando non nè avrò più potrò ritenermi soddisfatto.
    Complimenti a Morris…che Dio ti aiuti…ne abbiamo bisogno.

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