I post del maestro di golf Ferruccio Crotti

Anche la tecnica vuole la sua parte nel gioco del golf. Ne sa qualcosa Ferruccio Crotti, maestro di golf e responsabile della rubrica I post del maestro di golf Ferruccio Crotti. Il professionista illustra – con parole semplici e chiare anche per chi non sa nulla di questo sport – alcuni consigli per migliorare movimenti e colpi. 

Ferruccio Crotti in azione.

Ferruccio Crotti in azione.

Il maestro di golf risponde anche a tutte le domande dei lettori: non abbiate timori o remore… chiedete e vi sarà risposto! Crotti lo farà con un post sul nostro blog o, se la domanda lo richiede, con un video interamente dedicato.

Per farlo basta inviare una email cliccando qua oppure con un commento su Facebook o via tweet (@golftgcom)

Ferruccio Crotti è raggiungibile anche sulla sua pagina Facebook. 

 

Ecco l’indice degli interventi

1. L’across
2. Il downswing
3. Mai forzare il downswing
4. Ritorno al futuro: il downswing
5. La discesa nel downswing
6. La pallina più bassa dei piedi
7. Migliorare il putt corto
8. Dosare la forza nel putt
9. La pallina più alta dei piedi
10. Il gomito piegato durante il downswing
11. Il punch shot
12. Lo slice
13. Come evitare lo shank
14. Il massaggio che aiuta il golfista
15. Lo swing e il triangle drill
16. Lo slice è un problema psicologico
17. Come evitare lo slice (2)
18. Quale ferro usare?

18 – Qual è il ferro giusto da usare?

(26 aprile 2018) Quante volte ci siamo posti questo interrogativo? Adesso il maestro di golf prova, a modo suo, a darci una risposta.

17 – Come evitare lo slice (2)

8 marzo 2018 – Torniamo su uno problemi che incidono maggiormente sul nostro gioco… e sul nostro umore.

 

16 – Lo slice è un problema psicologico

10 gennaio 2018 – Ripartiamo dopo le vacanze di Natale parlando di slice. Da maestro di golf ti posso garantire che lo slice non è il frutto di un errore puramente tecnico. Quello che va corretto prima è l’aspetto psicologico. Prova a pensare a cosa passa per la tua mente quando prendi il ferro e in mano e cominci a prendere l’address. Nella tua testa inizi a pensare: “adesso devo colpirla bene, mandarla lunga e diritta”. Giusto? La mente si fissa sull’obiettivo finale e mi porta a sbagliare il movimento nell’apice del backswing. Mi fa ri-ruotare le spalle e quindi mi sballa l’asse. E’ un errore che mutuiamo dalla vita di tutti i giorni quando la mente condiziona il nostro comportamento. Nel video vi mostro come, lavorando, si può superare questo gap.

 

15 – Lo swing e il triangle drill

Focalizziamoci ancora una volta sullo swing. Concentriamoci su mantenere il piano del bastone nel modo più corretto possibile.Il drill inizia piazzando tre palline davanti a noi: quella da colpire, una seconda più a destra ma sulla stessa linea e la terza allineata alle nostre mani

 

14 – Dal maestro di golf il massaggio che aiuta il golfista dilettante

Ho sempre ritenuto che una delle cause principali dell’incostanza del gioco di un giocatore dilettante sia determinata dalla tensione psicomotoria. Questa tensione è in grado di influenzare negativamente la riuscita di un qualsiasi buon colpo.

Il maestro di golf

Il movimento visto da un altro punto di vista.

Per venire incontro ai molti allievi che lamentano questo problema mi sono iscritto ad una scuola per massaggio sportivo. Da maestro di golf ho ottenuto la qualifica di massaggiatore professionista livello avanzato (presso la Scuola professionale PbS di Monza).

Basta con la solita lezione: ora massaggio e golf
Quindi mi sono detto: “Perché continuare con la solita lezione dove si parla solo di tecnica?” Se non c’è una sufficiente elasticità da parte del giocatore diventa difficile praticare, figuriamoci seguire le indicazioni e i movimenti suggeriti da un maestro. Posso così spiegare swing e backswing ! Se il corpo del mio allievo non è preparato per seguirmi le mie rischiano di essere parole al vento.

Oltretutto a tutti sarà accaduto di arrivare al circolo giusto cinque minuti prima dell’inizio della lezione prenotata.

Dove si trova il tempo per il riscaldamento? I muscoli “a freddo” hanno un certo tipo di reazione, se “preparati” ne hanno una migliore. Migliore e più sicura, in quanto capace di tenere lontani imprevisti e infortuni vari.

In relazione a quanto detto, il vostro maestro di golf ha creato l’opportunità di fare lezioni singole oppure pacchetti da cinque o dieci  lezioni della durata di 45 minuti e non più dei canonici trenta. Cosi il primo quarto d’ora verrà dedicato ad un massaggio specifico sulla parte muscolare interessata, per poi passare al campo pratica dove si continuerà la lezione a livello tecnico. Si crea così il giusto mix tra preparazione fisica e preparazione di natura strettamente tecnica.

Volendo, il massaggio può essere anche pre-gara e post gara.

Per qualsiasi ulteriore informazione su massaggio e golf non esitate a contattarmi al numero 333/9092837.

 

13. Come evitare lo shank

Caro maestro di golf Ferruccio,
ho una domanda per lei e un dilemma per me: lo shank. Sono un hcp piuttosto alto (25.5) però fino a qualche giorno fa non sapevo cosa fosse uno shank. Durante la gara di domenica ho fatto tantissimi shank, addirittura con un SW e PW per approcciare sotto i dieci mt dal green! Dopodiché ho continuato a “shankare” in modo continuativo tutti gli approcci!!! Da lì in poi ho fatto shank anche con ibrido e 8 !!

Cosa mi è successo? Come posso evitare tale socket?

Grazie, Mirko

Maestro di golf

Se tutte le palline volassero così…

Per i non addetti ai lavori: chiamasi shank il volo della palla a destra dopo essere stata colpita con la faccia del bastone nel punto dove si unisce allo shaft. 

Buongiorno Mirko,
spesso lo shank viene determinato da una mancanza di rotazione del corpo durante il back-swing. Il movimento viene quindi effettuato principalmente dalle mani e braccia con una prevalenza della mano destra. Ne risulta un bastone troppo verso l’interno e su un piano troppo piatto rispetto alla linea ottimale del back-swing.

Solitamente a questa azione si aggiunge una forte tensione, prevalentemente sulle fasce muscolari che permettono di articolare le spalle e quindi le braccia. A questo punto la frittata è fatta. Da questa posizione il corpo inizia a ruotare nel down-swing in anticipo rispetto al bastone, facendo sì che al momento dell’impatto il bastone risulterà in ritardo. 

Cura dello shank: esegua il movimento del back-swing prestando attenzione a far ruotare il corpo e non le braccia. Quando arriva all’apice, cerchi di piegare anche il braccio sinistro in modo da allentare la pressione a livello dei muscoli delle spalle. Quindi abbandoni le braccia e il bastone verso il basso per eseguire il movimento di down-swing lasciando che la forza di gravità e quella inerziale le permettano di riportare il bastone all’impatto in modo corretto.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella di praticare da un tee basso, tenendo il tacco sinistro sempre sollevato nello swing.

Spero di poter esserle di aiuto.

 

12 – Lo slice

Si torna a praticare in grande stile e per questo s’intensificano le sedute in campo pratica. Con il filmato di oggi cerco di mostrarvi come lavorare per migliorare il vostro swing.

In particolare occhi puntati sullo slice, su quella pallina che – involontariamente – parte a sinistra per poi aprirsi. Decisiva è la faccia del bastone che all’impatto con la pallina non deve mai arrivare aperta. Nel filmato vi spiego qualche accorgimento per evitare lo slice.

 

11 – Il punch shot

Cominciamo a parlare di colpi speciali, ossia di tutte quelle situazioni di gioco con la pallina non in un lie perfetto.

Si tratta di colpi che affrontiamo ogni giro ma che con un pizzico di pratica in più potrebbero risultare meno ostici.

Iniziamo dalla palla bassa, dal cosiddetto punch shot. Situazione classica: pallina nel bosco e buca coperta da rami, arbusti e vegetazione varia. Prima cosa da controllare, appunto il lie. In questo caso, nel video, il punch shot l’ho giocato con il ferro 5.

 

10 – Il gomito piegato durante il downswing

Concentriamoci ancora una volta sul movimento del downswing. Il consiglio che vi illustro oggi è semplice ma non così scontato: mantenete il gomito destro piegato il più a lungo possibile.

Sembra un’ovvietà ma per molti non è cosi: giunti all’apice del backswing, è necessario fermarsi una frazione di secondo, pensare a controllare il movimento e poi lasciare andare le braccia.

Tenendo il gomito destro piegato, le spalle non ruotano in avanti e restano sulla traiettoria corretta dell’intero movimento.

 

9 – Come giocare una palla più alta dei piedi

Meno difficile di quella bassa, la palla più alta dei piedi comporta un adeguamento del giocatore durante la fase di stance.

A partire dall’impugnatura sul grip: essendo la pallina più vicina al nostro corpo dovremo impugnare il ferro più in basso rispetto al solito ma senza mai toccare lo shaft altrimenti non sarà più possibile controllare il colpo.

Quindi dovremo stringere i piedi, alzando il baricentro e…

 

8 – Come dosare la forza nel putt

Insistiamo nello spiegare i segreti del putt, un colpo che troppo spesso non viene curato come dovrebbe. Due sono i punti da migliorare per ottenere prestazioni migliori.

Prima di tutto va sicuramente dedicato più tempo in campo pratica al putt, non la solita manciata di minuti (se c’è tempo) prima del tee shot. E poi dobbiamo perfezionare il “collegamento visivo” tra l’occhio e la buca: sembra un passaggio naturale ma non lo è.

 

7 – Come migliorare il putt corto

Quando sembra fatta… c’è sempre quell’ultimo putt che non vuole entrare. Ecco qualche dritta dal vostro maestro di golf per tenere la calma e soprattutto per centrare il putt da 70 cm / un metro: l’importante è guardare il filmato fino in fondo.

 

6 – Come giocare una pallina più bassa dei piedi

A chiunque sarà capitato di giocare una pallina non in piano. Come avvicinarsi a una pallina al di sotto della linea dei nostri piedi?

Ci sono alcuni trucchi che possono servire per aggirare la difficoltà. Innanzitutto la pallina va piazzata non più a sinistra bensì al centro del nostro stance. Quindi la posizione delle gambe va cambiata: vanno tenute più larghe.

 

5 – La discesa nel downswing

Prendetevi qualche minuto di pausa, pensate al vostro downswing e poi guardate il video del vostro maestro di golf.


Se i vostri movimenti non dovessero combaciare con quelli del video non vi resta che chiedere un aiuto cliccando qua

4 – Ritorno al futuro: il downswing

Si parla spesso negli articoli sulla tecnica di come eseguire il movimento del downswing. In questo articolo vorrei proporvi un modo vecchio e nuovo sul come eseguire questa parte dello swing così importante e delicata. Detto questo entriamo nello specifico.

Durante il movimento di backswing sollevate leggermente il tacco del piede sinistro in avanti (non lateralmente): come punto di riferimento per capire se avete eseguito in modo corretto il movimento controllate che le dita dei piedi e la zona metatarsale siano completamente appoggiate sul terreno.

In alternativa controllate che il ginocchio punti in avanti e leggermente a sinistra della palla. A questo punto siamo pronti per eseguire il downswing.

Da questo momento in poi lasciate che sia il piede e la gamba sinistra a controllare tutta l’azione di discesa in questo modo: riappoggiate il tallone sinistro sul terreno. Una volta che il tallone è a contatto con il terreno dovete continuare a spingere come se doveste sfondarlo.
La continua spinta del piede sul terreno permetterà alla gamba sinistra di distendesi e di creare automaticamente la rotazione dei fianchi.

L’estensione della parte sinistra del corpo creerà una sorta di effetto bilancia che porterà ad abbassare la parte destra del corpo. Controllate che di conseguenza  la spalla destra si muova verso il basso in direzione della palla e non ruoti in direzione del bersaglio finale.

Una cosa importantissima non dovete ruotare assolutamente in modo attivo il corpo in avanti verso l’obbiettivo finale: lasciate che il corpo venga ruotato in avanti solo dalla distensione delle braccia. Ad agire deve essere solo la forza centrifuga ed inerziale del bastone.

Dovete tenere in considerazione che se lo swing viene eseguito in modo corretto quando c’è elasticità perché la quantità di peso che viene a generarsi al momento dell’impatto è incredibile. Si parla di circa 800 kg (con il drive) per lo swing di un professionista. Direi che una mole simile è più che sufficiente per far sì che il vostro corpo ruoti automaticamente in direzione del bersaglio.

 

3 – Mai forzare il downswing

Da anni come maestro di golf sostengo che il problema principale del downswing non sia tecnico bensì legato all’aspetto psico-motorio di come l’essere umano sia abituato a muoversi per raggiungere un obbiettivo.
È risaputo che l’errore più comune nei golfisti è il pull-slice, una palla che parte a sinistra  del bersaglio per poi curvare verso destra. La causa di questo errore è determinata dal fatto che i giocatori – pensando troppo alla potenza e focalizzando la loro attenzione sull’obbiettivo finale – innescano una sequenza sbagliata quando ripartono dall’apice del backswing. In pratica, il primo movimento è ruotare immediatamente il corpo (e nella fattispecie le spalle) verso il bersaglio finale. Così facendo il bastone si allontana, scendendo su una traiettoria esterna/interna rispetto a quella ideale: la palla parte quindi a sinistra del bersaglio per poi finire a destra.

L’idea che ho avuto per aiutare gli allievi a migliorare la sequenza del downswing è la seguente: visto e considerato che è veramente difficile rendere le spalle passive per creare una sequenza esatta nella discesa, perché non insegnare alle stesse spalle come muoversi facendo partire il movimento proprio da loro?

Arrivati all’apice del backswing, provate a iniziare il movimento spingendo leggermente con le spalle verso il bersaglio. Contemporaneamente inclinate, sempre leggermente, le stesse in modo da far sì che la spalla destra si abbassi.

Mi raccomando questa azione deve essere eseguita fermando le spalle nel momento in cui arrivano frontali alla palla: una volta raggiunto questo punto lasciate che il rallentamento delle spalle produca una sorta di effetto catapulta sulle braccia che devono liberarsi in avanti vero l’obbiettivo finale.

Quindi sono le braccia che si catapultano verso il bersaglio e non le spalle.

 

2 – Il downswing

Nel seguente video, volevo spiegarvi cosa realmente accade durante il movimento di downswing.

Osservando il movimento di discesa, la reale azione del gesto rimane nascosta, in quanto la mano destra rimanendo attaccata al grip ci nasconde la reale azione dello swing.

 

1 – L’across

Uno dei problemi che si possono riscontrare nel movimento di back-swing del giocatore è la posizione across del bastone quando arriva all’apice della salita.

Cosa vuole dire avere il bastone across?
Per across si intende quando – arrivati all’apice della salita – il bastone punta a destra dell’obbiettivo, cioè interseca la linea ipotetica di tiro.

La causa di questo errore può essere determinata da vari fattori, il più comune è il seguente: se iniziando lo swing si porta il bastone su  una traiettoria interna, quando il giocatore inizierà il back-swing il bastone sarà predisposto a muoversi su una traiettoria che lo porterà quasi inevitabilmente in posizione across.

Un rimedio efficace che ho adottato su me stesso e quindi lo uso anche con gli allievi è il seguente: cominciate il movimento prestando attenzione a mantenere il bastone in linea durante il movimento iniziale. Per far sì che questo avvenga la sensazione che dovrete avere è quella di mantenere le mani vicine al corpo mentre la testa del bastone dovrà muoversi su di una traiettoria esterna.

Oppure un’altra sensazione potrebbe essere quella di iniziare il movimento ruotando le spalle ma cercando di mantenere più compatto possibile il triangolo che si forma tra braccia e spalle in posizione di address. La compattezza sarà indispensabile fino al momento in cui il bastone inizierà il movimento di back-swing. Adesso usate questa sensazione per far si che il bastone si posizioni sul piano corretto: pensate a eseguire la salita cercando di mantenere la testa del bastone il più lontano possibile dalla vostra testa. Dovrete sentire che lo shaft si allontana dalla vostra testa e dal vostro collo. 

Con più avrete questa sensazione con più il bastone si posizionerà sul piano corretto.

 

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