Golf in zona rossa, chi pensa ai piccoli golfisti con handicap 36,5?

Riceviamo la seguente mail sul golf in zona rossa: ecco un altro spunto di dibattito.

“Gentilissimo Sauro, le scrivo in merito alla circolare numero 12 che consente, (previa presentazione del certificato medico ed iscrizione ad una gara) di potersi allenare e fare qualche buca ma solo fino all’handicap 36 di index…ma i bambini?Golf in zona rossa

Purtroppo sono molti i ragazzini tra i sette e i dieci anni che ancora non hanno un handicap 36.  Taluni sono fermi a 38 ma impossibilitati a scendere perché non si possono fare gare…

Quindi trovo sempre più difficile spiegare loro, che per qualche colpo di differenza, non possono tornare a giocare sui nostri campi. Campi dove non esiste affollamento e dove il distanziamento è d’obbligo anche nei periodi di massima normalità.

La nuova circolare permette a moltissimi giocatori agonisti di poter calcare i fairways. Non consente però alle giovani leve (ancora troppo acerbe per avere un 36 di handicap ma già in grado di fare qualche buca) di continuare il loro percorso di crescita golfistica in un ambiente sano ed incontaminato.

E’ dura a volte spiegare loro che in virtù di una delibera, di una circolare, loro non possono GIOCARE a golf in zona rossa.

Cercare di far capire al piccolo di otto anni e che il compagno di golf, l’amichetto con cui fa i corsi golf e le gare di putt, può giocare ed entrare ad allenarsi perché 35,5 e lui no perché 37,5… è difficile. Così si rischia di perderli.

Ecco chi ha la risposta o la soluzione ci aiuti ad aiutare i nostri bambini, per il golf ma soprattutto per la loro adolescenza.

Cordialità e buon lavoro

Carla Cotelli”


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Golf in zona rossa, cosa cambia tra 35,9 e 36,1 di handicap?

11 risposte a “Golf in zona rossa, chi pensa ai piccoli golfisti con handicap 36,5?

  1. Il circolo dove gioco io a Roma ha deciso di NON aderire a questa iniziativa perché ha ritenuto di non obbligare i propri soci a presentare un certificato medico agonistico ed un tampone.
    Condivido tale scelta.

  2. Cara Carla purtroppo la regola imposta dalla Federazione e dal CONI (valida per tutti gli sport “all’aperto” quali tennis, paddle, equitazione, tiro con l’arco, ginnastica etc etc) prevede che si possa allenare solo chi è iscritto ad una gara Medal a 18 buche (lorda, non netta). Può spiegare ai bimbi che per ancora 2 o 3 settimane dovranno stare ai box perchè non sono ancora in grado di partecipare ad una gara simile.
    Pazienza dai, sono giovanissimi ed hanno 80 anni davanti per giocare a golf….se si perdono perchè non possono giocare per un mesetto vuol dire che non sono veri appassionati.
    Altro discorso è che anche gli hdc alti non dovrebbero fare la gara medal di cui sopra per rispetto del prossimo ma questo è un altro capitolo…..Personalmente avrei mantenuto il limite max a 18 di handicap.

    • Perché mancanza di rispetto? Verso chi? Se non le giocano le gare medal non impareranno mai a giocare a golf.
      Stableford non è propriamente un bel golf.

  3. Mio figlio è un giovane golfista di 9 anni. Questo inverno ha ottenuto l’handicap dopo aver sostenuto l’esame delle regole ma non ha avuto modo di giocare e quindi è impossibilitato ad allenarsi e giocare. Altri sport le cui associazioni sono state più attente ai giovani tesserati non si sono di fatto mai fermati. Lungi dal fare del qualunquismo, ma non ha alcun senso che si faccia giocare un golfista maturo con Handicap in doppia cifra spacciandolo per agonista e non un ragazzino che in pochi hanno potrebbe fare del golf il proprio unico sport.

    • Caro Davide, premesso che suo figlio non ha ottenuto l’handicap dopo l’esame delle regole ma solo l’abilitazione al campo ed un fittizio hdcp 54 stiamo parlando di un “fermo gioco” di tre settimane al massimo; credo che per un “anziano golfista” di 70/80 anni che lei denigra in quanto “inabile” alla pratica agonistica, tre settimane siano relativamente tante se commisurate alla vita residua del soggetto; il suo virgulto, se si appassionerà a questo passatempo, avrà una vita davanti.

  4. Per poter accedere a un campo da golf, a qualsiasi titolo, bisogna pagare la tessera federale. Per altri sport non é così.
    La federazione in compenso ci tutela con le buffonate dell’ultima circolare e con un bel sito che esalta i benefici del golf a qualsiasi età proclamando che non è uno sport di elite e auspicando che molti si avvicinino al golf. Chissà su cosa si basano per ritenerci tutti deficienti!

  5. Uno sport che fa dell onestá un principio fondamentale non dovrebbe agevolare “finti agonisti iscritti fittiziamente a gare nazionali con certificati dell ultimo minuto. Gli agonisti di interesse nazionale sono una cosa, gli altri, 20 o 40 di hcp sono dilettanti alla pari ed é stato fatto un grande torto a tutti coloro che sopra i 36 sono rimasti a casa pur avendo pagato come gli altri la stessa quota associativa.
    Inutile girarci attorno, magari con buoni propositi ma é ststa fatta una norma iniqua. Lode ai circoli che sono rimasti chiusi al pari di quelli che hanno tenuto aperto per tutti.

  6. Buongiorno, solo in Italia la Federazione Italiana Golf ha differenziato per HCP la partecipazione al campo da golf sia per allenarsi che per gareggiare. Negli altri paesi è sufficiente il certificato medico e adeguarsi ai protocolli sanitari.
    Forse con HCP a 36,1 è più pericoloso di uno che ha 35,9 di HCP ???

  7. In un paese normale, dopo un anno di pandemia, un governo coscienzioso non chiuderebbe attività per rischio pandemia basandosi su criteri merceologici ateco.
    Un governo serio farebbe chiudere solo le attività che presentano un vero rischio biologico e non costringerebbe federazioni ad inventarsi escamotage per poter tenere aperti i circoli.
    Ricorderei che per noi “agonisti” c’è solo il fastidio di non poter giocare, ma per chi porta la pagnotta a casa, tenere chiuso il circolo per un mese conta ….

  8. Buongiorno,
    La chiusura totale di tutte le attività in zona rossa è stata la scelta più facile fatta da persone che portano a casa lo stipendio in ogni caso, bianchi, Gialli, rossi, arancio o viola che sia.
    Dopo un anno di pandemia, un governo serio avrebbe dovuto affrontare la chiusura di attività basandosi sul loro reale rischio biologico e sull’impatto sul contagio, e non solo all’’appartenenza di un settore merceologico ateco.
    Un governo serio avrebbe potuto e dovuto chiudere le attività rischiose lasciando aperte quelle che non presentano rischi biologici (il golf è solo una di esse) senza metterle in condizione di cercare stratagemmi più o meno sensati per aprire
    Un governo serio, dopo un anno di esperienza, avrebbe dovuto puntualmente dire chi poteva aprire e chi no analizzando la situazione singola dell’attività e non la categoria.
    Penso all’assurdità di poter comprare scarpe da corsa e non da passeggio, oppure al fatto di non poter comprare uno scopettino da WC il sabato al supermercato.
    Non mi sento moralmente o eticamente compromesso perché ho fatto il certificato da agonista per fare qualcosa che comunque era consentito anche se in virtù di una malizia.
    La possibilità di fare sport dovrebbe essere negata solo se necessaria perché rischiosa e non vista come un privilegio perché gli altri sport non possono essere svolti in sicurezza.
    Se poi il CTS mi spiega che 4 persone in un campo all’aperto sono rischiose cambio idea immediatamente.
    Ricordo inoltre che quello che per noi “agonisti” può essere definito come il fastidio di non poter giocare a golf, è invece fonte di reddito principale per molte persone.
    Quanto al certificato agonistico ritengo buona cosa averlo fatto fare indipendentemente dal covid. Riterrei opportuno reintrodurre anche solo un certificato di buona salute obbligatorio anche a pandemia terminata

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