Golf History / Walter Hagen e una Rolls Royce contro l’elite del golf

Un secolo fa i professionisti di golf non mettevano piede in clubhouse perché i soci del circoli non li ritenevano all’altezza. Le cose sono cambiate anche grazie a Walter Hagen come si legge in questa puntata di “Golf History”.

Walter Hagen, la Rolls Royce e l’orologio

di Carlo Busto

Walter Hagen (1892-1969) è tutt’ora considerato uno dei più grandi golfisti dell’epoca d’oro di questo sport. In carriera vinse infatti circa 45 tra i più importanti tornei: tra questi ben 11 Major

Nel 1920, Walter Hagen era già più che famoso visto che aveva in bacheca due edizioni dello U.S. Open (1914 e 1919) e un Open di Francia (proprio nel 1920).

Quell’anno, in occasione del British Open che si svolse a Deal (Kent), Walter si presentò in clubhouse dirigendosi verso gli spogliatoi ma gli venne negato l’ingresso. In quell’epoca infatti i professionisti di golf erano una categoria che comprendeva i caddie, i maestri di golf ed anche i greenkeeper.  I professionisti erano guardati dall’alto in basso dall’elite dei soci dei circoli. Come conseguenza era loro vietato entrare nelle clubhouse dalla porta principale ed usufruire delle strutture.

Hagen non si perse d’animo. Immediatamente affittò un’enorme Rolls Royce con tanto di autista e la fece posteggiare proprio sul vialetto di fronte alla clubhouse di Deal. La piazzò in corrispondenza del tee della buca 1 per usarla come camerino privato.

La cosa fece scalpore e nulla poterono fare i dirigenti del club di fronte a una folla ammassata per vedere Walter Hagen che, con l’autista che gli apriva la portiera, usciva elegantissimo dalla Rolls Royce per avviarsi a disputare il torneo.

A mali estremi… un orologio come rimedio

Nonostante questo gesto plateale, i giocatori di golf continuavano a non godere della giusta considerazione. Infatti un’altra volta gli venne rifiutato l’ingresso in clubhouse e lui dopo aver vinto la gara si rifiutò di entrare per ritirare il premio.
Walter Hagen: non ho mai voluto essere un milionario, ma solamente vivere come se lo fossi Condividi il Tweet

Sempre nel 1920 in occasione dello U.S. Open che si disputava all’Inverness Golf Club, convinse tutti gli altri giocatori a regalare un pregiato orologio a pendolo al circolo, in cambio della possibilità di usufruire degli spogliatoi. L’iniziativa venne accettata di buon grado. Da allora le cose iniziarono a cambiare e finalmente anche i professionisti di golf poterono usufruire delle strutture dei circoli. Se la figura del golfista professionista iniziò a essere guardata diversamente, molto del merito fu suo.

Detentore all’epoca del record per il maggior numero di premi in denaro vinti (fu il primo a vincere oltre un milione di dollari), oggi viene ricordato per una sua famosa frase che riassume il suo modo di essere: “Non ho mai voluto essere un milionario, ma solamente vivere come se lo fossi”

Si ritirò dal golf giocato attorno al 1940. E’ entrato a far parte della World Hall of Fame del golf nel 1974.


Chi è Carlo Busto

L’autore di “Golf History”, esperto di mazze da golf rare ed inusuali prodotte fino al 1930, è stato il primo italiano ammesso su presentazione nella “British Golf Collector’s Society” ed è in contatto regolarmente con collezionisti e storici in tutto il mondo.

Mosso da grande passione per l’epoca d’oro del golf Carlo Busto ha costituito la più importante collezione italiana di rare mazze “hickory”. Appassionato di golf a 360 gradi partecipa a gare di golf hickory ed ha vinto il primo Italian Hickory Open tenutosi nel 2019.

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