Renato Paratore: “Lavoro sulla mia testa da 6 mesi. Ora sogno l’Open Championship” (e vede Mattarella)

Rientro in Italia da trionfatore per Renato Paratore: dopo aver vinto il Nordea Masters, il ventenne romano incontrerà il presidente della Repubblica il prossimo 12 giugno al CONI nel giorno in cui Mattarella renderà omaggio al mondo dello sport italiano. A fare gli onori di casa Giovanni Malagò, fra i primi a inviargli un tweet per il successo in Svezia.

Renato Paratore

Renato Paratore

L’impresa ha dato conferma dello straripante talento di Renato Paratore. Renatino, come lo chiamano amici e colleghi ha svelato anche una “solidità mentale” che solitamente appartiene ai giocatori più esperti. Ancora frastornato dalle centinaia di messaggi arrivati sul suo cellulare: “Mi hanno scritto davvero in tanti, devo ancora rispondere a tutti – racconta – A fine gara ho parlato con i miei genitori e poi ho sentito subito la mia fidanzata. Era molto emozionata. Sono contento di averle regalato questa gioia. In precedenza mi aveva seguito nei tornei in Marocco e in Sicilia dove l’epilogo era stato ben diverso”.

E’ qui la festa? Per ora no

A Roma, Renato Paratore non si è concesso grandi festeggiamenti: “Aspetto che i miei amici siano liberi e magari nel weekend mi sbizzarrirò”. Chi invece avrà da festeggiare è il barista dove Paratore fa tappa quando è a casa: “Aveva scommesso sulla mia vittoria e penso anche che la mia quota fosse alta”. Renato, invece, ha scommesso su se stesso, denotando audacia dalla prima all’ultima buca in Svezia.

Ha vinto il suo primo torneo sull’European Tour a quasi duemila km di distanza da casa. Eppure nel duello con Chris Wood ha sentito un’intera nazione che spingeva la pallina fuori dal fairway alla buca finale. “Quando sono andato a consegnare il mio score ero assolutamente certo di dover giocare il playoff. Mai avrei pensato che un campione come Wood potesse sbagliare il tee shot di una buca non molto difficile. E resa ancora più agevole dai battitori avanzati. Appena ho rimesso gli occhi sullo schermo ho visto la pallina fra le piante. Ho iniziato a pregustare la vittoria”. Poi la gioia con il caddie Iñigo Urquizu: “Mi segue sempre sul campo e mi dà preziosi consigli, così come il mio maestro Alessandro Bandini”.  

Infine l’abbraccio con Matteo Manassero: “Un amico vero con cui condivido tutti i momenti al di fuori dal campo durante le trasferte. Ci teneva veramente al mio successo”.

Un torneo condotto sempre in alta classifica per Renato Paratore. Eppure la sensazione di poter competere per il titolo è arrivata soltanto alla buca 12 del quarto round: “Fino ad allora ero cosciente di occupare un’ottima posizione, ma non avevo realizzato di poter arrivare primo. Sapevo che era dura e ho dato tutto me stesso per riuscirci”.

Una vittoria frutto di tante delusioni

Sulla sua strada avversari come Chris Wood e Matthew Fitzpatrick, due dei dodici del team europeo di Ryder Cup 2016: “A fine gara mi hanno voluto fare i complimenti di persona. Una grande soddisfazione. Non mi spaventava il fatto di competere con giocatori così forti. Quando sei sull’ultimo giro di una gara dell’European Tour, tutti i contendenti sono temibili“. Un’impresa frutto anche di delusioni che hanno fortificato il carattere di Renato, uno dei pochi giocatori dal 1999 a oggi, insieme a Rory McIlroy e Manassero a festeggiare un titolo prima dei ventuno anni: “Sia in Marocco sia nel Rocco Forte Open in Sicilia poter competere per il titolo nel giro finale mi aveva dato grande carica. Al tempo stesso mi aveva demoralizzato, visto che poi non avevo saputo gestire bene il gioco. In Sicilia ho perso le staffe per qualche errore”.

Renato Paratore

Renato Paratore

Una voglia di rivalsa, ancora più forte dopo la beffa della mancata qualificazione (per un solo colpo) allo US Open. “Un vero peccato. dice – ma quella prestazione mi ha fatto crescere ancora di più mentalmente”.  Proprio la tenuta nervosa sembra la risorsa decisiva per il salto di qualità di Renato Paratore. Di chi il merito di questa svolta? “Di me stesso. Lavoro sulla mia testa tutti i giorni da almeno sei mesi“.

Renato Paratore tra Open Championship, Ryder Cup 2018 e Totti

Tra i suoi prossimi obiettivi c’è la qualificazione all’Open Championship: “Un major e un’esperienza che voglio vivere e per riuscirci mi serve scalare cinque posizioni per raggiungere il trentesimo posto della Race to Dubai. Non credo di dover fare un lavoro particolare sul mio gioco. La strategia dei piccoli passi ha dimostrato di essere vincente”. Tifoso romanista e grande estimatore di Totti, Renato fa fatica a immaginarsi fra vent’anni lasciare il campo come il numero 10 giallorosso “Non ci penso, ma credo proprio che sarò ancora sul green a competere”.

“Non ci penso a un addio come quello di Totti. Tra 20 anni sarò ancora sul green” - Paratore 2017 Condividi il Tweet

Un pensiero sulla Ryder Cup 2018 a Parigi invece l’ha fatto, ma senza voli pindarici. “Non mi piace pormi traguardi troppo ambiziosi. So che giocando con grande regolarità potrei arrivare a far parte del team europeo a Parigi, ma ora è ancora troppo presto”. 

Come diceva quello “Parigi val bene un’altra vittoria sul Tour?” (fonte Federgolf)

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Una risposta a “Renato Paratore: “Lavoro sulla mia testa da 6 mesi. Ora sogno l’Open Championship” (e vede Mattarella)

  1. la grande qualità di Renatino e l’umiltà quando non ha impegni per il mondo si gioca ancora le palline con i ragazzi più giovani nel nostro circolo parco di Roma. complimenti sinceri

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