Un successo il giorno intero con Costantino Rocca: all’Albenza il “Rocca’s Spirit of the game”

di Sauro Legramandi – Twitter: @sauro71

Chiunque giochi a golf conosce lo Spirit of the game. Solo chi vive un’intera giornata all’Albenza con Costantino conosce a fondo il Rocca’s Spirit of the game. Trattasi di un modo diverso di approcciarsi (mai termine fu più azzeccato) a questo sport e ne si ha la prova da due anni a questa parte al Rocca Day, una full immersion nel mondo del più grande giocatore italiano. Rocca e famiglia accolgono con simpatia e disponibilità un centinaio di dilettanti (tra loro campioni dello sport come Muck Mair e Genny Di Napoli e cantanti come Mal) nel circolo orobico e li fanno sentire a casa perché il loro golf è lontano anni luce da esasperazione e frenesia.

Costantino Rocca

ALMENNO SAN BARTOLOMEO (Bg) – Rocca e i “suoi” amateur

Da queste parti Rocca parla del suo golf, di un golf figlio di fatica e dedizione. Un golf giocoforza diverso da quello visto nello scorso weekend all’Open d’Italia ma che affascina sempre e comunque, a prescindere da risultati ed handicap di gioco. Il golf secondo Rocca è semplice, forse troppo: “Il movimento perfetto di un giocatore in campo è quello del pendolo – dice sotto il sole cocente di un lunedì estivo di settembre – ma se quel movimento non viene mai provato in campo pratica difficile che riesca in gara”.

E lo racconta dopo che il centinaio di giocatori si è rilassato (o “connesso” per usare un termine tecnico) in una seduta di yoga per il golf, tenuta dagli insegnanti Stefano Butti e Mariangels Puijol. Respirazione e ossigenazione del sangue servono per preparare al meglio corpo e mente… per ascoltare Costantino Rocca mentre spiega il gioco lungo e il gioco corto.

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Rocca e i suoi amateur

Dal campo pratica dell’Albenza che ha cambiato la sua vita (la casa dei suoi genitori guardava dall’alto quel campo di allenamento), il campione bergamasco dispensa insegnamenti e risposte ai dubbi di chi gioca 36 buche ogni weekend o di chi l’importante-è-partecipare (leggasi il team di terza categoria partito dalla buca 1 del percorso rosso). E un’ora dopo tutti sull’altra metà del cielo golfistico: dritte dal bunker e dal putting green dove per l’ennesima volta Rocca dimostra che il golf, dopo tutto, è bello perché è vario. Ognuno infatti vede il medesimo movimento a modo suo, apprezzando o temendo la faccia del sand iron o chiedendo se sia meglio puttare colpendo con la parte centrale del putter o preferendo i lati.

Poi liberi tutti: un momento conviviale (Lorenzo Rota lo chef) e tanta voglia di mettere in pratica il verbo di Costantino Rocca. Peccato che tra il dire e il colpire ci sia di mezzo il mare. Ma stavolta non fa davvero differenza: questo è il Rocca Day, l’importante è stare in allegria tra un par 3 chilometrico e un par 5 da free-climber.

Alle 13.30 la sirena dà inizio alle danze in versione shotgun: qualcuno fa fluttuare in cielo un drive da 180/200 metri, qualcun altro oscilla da un lato all’altro della buca a caccia della pallina sperduta nel verde (leggasi ancora una volta il team di terza categoria partito dalla buca 1 del percorso rosso). Seguono nove buche di passione e sole cocente con Rocca che ogni tanto fa capolino per una battuta o una foto.

Costantino Rocca

ALMENNO SAN BARTOLOMEO – Rocca in bunker

Alle cinque della sera il meritato riposo a bordo piscina, indecisi tra un calice di vino bianco o un gelato.

Quindi l’ultimo omaggio alla competizione con la lettura dei vincitori categoria per categoria chiamati a sfidare il padrone di casa nei vari skills (tre su quattro componenti di quel team partito dalla buca 1 del percorso rosso avevano improrogabili impegni e hanno declinato il gentile invito).

Poi il golf è passato in secondo piano. Cena e musica (cantano Mal e il bergamasco Vava77) al ristorante Camoretti fino a serata inoltrata con Rocca e famiglia campioni di simpatia e disponibilità. Ossia proprio com’era iniziata la giornata. Con il Rocca’s Spirit of the game.

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