Dopo la tempesta Jonas… si gioca a golf sui pattini

Sono stati molti i modi per affrontare la tempesta di neve che ha flagellato gli Stati Uniti e parte del Canada. Una volta superata l’emergenza, gli americani hanno pensato bene di riderci su, di esorcizzare il pericolo scampato. Su Internet ne abbiamo viste di tutti i colori, a cominciare dai tuffi sotto cumuli di neve. Dal Canada la “reazione” di un professionista, Marc Lapointe che ha preso il driver in mano, sostituito le scarpe con un paio di pattini e ha messo a segno un tee shot sicuramente sotto zero. Due clic e il filmato è stato messo in Rete dall’amico di Lapointe, Andrew Kiger.

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Liguria, la Regione vende il golf di Rapallo

Fa discutere la disponibilità della Regione a mettere in vendita il complesso sportivo del golf di Rapallo: sebbene se ne parli da tempo, nei giorni scorsi si sono nuovamente accesi i riflettori sulla vicenda durante una cena tra il sindaco, Carlo Bagnasco e l’assessore regionale Ilaria Cavo.RAPALLO

Bagnasco, alla notizia, ha fatto sapere che il Comune è interessato all’area cosi’ come lo sono gli attuali gestori.

Prima voce critica contro la possibilità di alienazione è quella di Andrea Carannante, esponente dell’estrema Continua a leggere



#PrayForParis è anche nel golf a Shanghai Al BMW Masters la prima vittoria di Broberg

Il francese Julien Quisne nel minuto di silenzio – #prayforparis

L’eco degli attentati di Parigi è arrivata anche al Lake Malaren GC dove si giocava l’ultimo giro del BMW Masters, terza di quattro gare delle Final Four dell’European Tour. Sul campo di Shanghai, i giocatori hanno osservato un minuto di silenzio in omaggio alle vittime dell’attacco a Parigi. Momento sentito e toccante con i 78 pro ancora in gara, i rispettivi caddies e il pubblico intero immobili in piedi e in silenzio. Moltissimi giocatori hanno indossato un nastrino nero sul cappellino, qualcuno (come il francese Benjamin Hebert) vi ha scritto sopra anche “Pray for Paris”. Reed e Broberg hanno portato un vessillo con un simbolo della pace.

Patrick Reed e Kristoffer Broberg - #prayforparis

Patrick Reed e Kristoffer Broberg – #prayforparis

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Recupera palline da golf in fondo ai laghi: Glenn Berger “guadagna 15 mln di dollari”

Se arrivando in fondo a questo articolo vi sorgesse il dubbio di aver sbagliato tutto nella vita, sappiatelo: non siete i soli. Chi gioca a golf o chi continua a snobbarlo si segni questo nome: Glenn Berger. Non si tratta di un professionista o di un potenziale campione. Glenn Berger è un sub poco più che 40enne della Florida che di mestiere raccoglie le palline finite nei laghetti o negli ostacoli d’acqua di una quarantina di campi da golf dello Stato. Quindi le lava, a volta le lucida e le rivende. Eccome se la rivende: negli Stati Uniti più di un sito specializzato sostiene che in 15 anni di onorata carriera ha incassato 15 milioni di dollari. Lui frena e parla di esagerazioni giornalistiche.

Glenn Berger

Glenn Berger intervistato e immortalato in un servizio di “Diver Magazine”

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Obama gioca a golf… e si “imbuca” a nozze

Vista la moda verrebbe da chiamarlo “imbucato”. Barack Obama si è presentato senza invito a un matrimonio in California: una stretta di mano e una foto sono stati però sufficienti. Niente banchetto, niente bacio alla sposa e, of course, niente regalo.

Obama

Obama e gli sposi (foto UsaToday)

E’ accaduto in California dove il presidente Usa ha giocato 18 buche al Torrey Pines, uno dei percorsi più belli dell’intera nazione. Scontate le misure di sicurezza dal campo pratica lungo tutte le buche ma sulla 18 il fattaccio: una coppia di sposi stava festeggiando il loro gran giorno nel resort da mille e una notte.

I due, come riporta UsaToday, hanno notato il movimento alle loro spalle e non hanno creduto ai loro occhi quando hanno visto mr President in persona. Lui non si è tirato indietro: si è avvicinato al gazebo, ha stretto le mani ai due e si è prestato per una foto. Poi via, sotto la doccia.

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John Daly ricoverato in ospedale

Brutto weekend per John Daly: l’istrionico pro è collassato verso la fine di una piccola gara al Deerfield Golf Club, vicino alla città di Jackson, nel Mississippi. Il 49enne è stato immediato portato in ospedale e ricoverato nonostante i segni vitali fossero buoni. In particolare si sta valutando la frattura di alcuni costole e di alcune dita. Il compagno di team, Leigh Brannan, ha spiegato che Daly, sul percorso, aveva problemi con il caldo e dimostrato alcune difficoltà a respirare.

John Daly

John Daly

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Bae Sang-moon lascia il PGA Tour: lo aspettano due anni di naja obbligatoria in SudCorea

Quando l’esercito della SudCorea chiama nessuno può dire di no. Nemmeno se si tratta di un giocatore professionista del PGA residente da anni negli Stati Uniti. Bae Sang-moon ha perso il ricorso in tribunale e sta per tornare in patria per svolgere due anni di servizio militare obbligatorio come qualsiasi sudcoreano tra i 18 e i 35 anni. Due anni sono tanti per un professionista: Bae Sang-moon rischia la carriera per adempiere a un obbligo di legge del suo Paese natale (che non è più il Paese dove vive).  Il giocatore aveva chiesto l’esonero a Seul proprio perché lavoratore all’estero con regolare visto di soggiorno per tre anni. Invece no: il tribunale ha sentenziato l’obbligo di servire la Patria e Bae Sang-moon appendera per due anni la sacca al chiodo. Niente scarpette chiodate bensì una mimetica per il sudcoreano che ha vinto due titoli su PGA.

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All’asta una pallina da golf di Tiger Woods nel 2005: varrà 100mila dollari?

Dopo dieci anni in qualche teca o in qualche cassaforte, torna all’aria aperta una pallina da golf. Si tratta di una boccata d’aria a tempo visto che il 24 giugno tornerà sottochiave. L’arcano è presto svelato: la pallina in questione è la Nike One usata da Tiger Woods per vincere l’Augusta Masters 2005 e messa all’asta online con incanto chiuso il 24 giugno. La base di partenza è 5000 dollari ma qualcuno pensa che si possa arrivare a un’offerta di 100mila dollari. P1Quella del 2005 fu la quarta affermazione di Tiger ad Augusta e con quella eguagliò il record di Arnold Palmer. Per chi fosse intenzionato a fare un’offerta, la Nike 1 fu usata nella buca di spareggio con Di Marco e non è quella del famoso chip alla par 3 della 16.
Dove è stata in questi 10 anni? Mistero: di certo si sa che l’allora caddie di Tiger, Steve Williams, tolse la pallina vincente dalla buca e la lanciò al pubblico. Continua a leggere



Una buca di golf ? No: una buca nel golf

C’è la buca di golf e c’è la buca nel golf. La prima la conosciamo benissimo tutti, speranzosi di mandarci a rotolare la nostra pallina: 10,8 centimetri di diametro, 10 di profondità minima e quell’asta piantata in centro. La buca nel golf (non la zolla di terra che vola dopo certi tiri maldestri) è ben altra cosa e per il momento è un’esclusiva del circolo “Top of the Rock”, a Branson, in mezzo alle montagne del Missouri. OVR

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