
TORINO – Per Filippo Ponzano quella che sta per finire è una settimana che può cambiargli la vita. Lunedì la laurea in Design del Trasporto con 99, venerdì il taglio superato all’Open d’Italia di golf e sabato un giro da protagonista al Golf Club Torino. Piccolo dettaglio: Filippo ha 22 anni ed ancora un giocatore con lo status da dilettante.
di Sauro Legramandi
Un amateur in mezzo a tanti campioni internazionali. Nel terzo giro dell’Open d’Italia di golf il giovane tesserato proprio per il Golf Club Torino ha infilato cinque birdie nelle prime cinque buche. Poi una fisiologica flessione e un grande birdie alla 18, accolto dall’applauso di un centinaio di tifosi.
Morale della favola: un giro in 67 colpi (-5) che lo porta a -9 complessivo e lo lancia nelle posizioni belle del leaderboard. Niente male per il fresco dottore che lunedì discuteva la tesi e oggi divide il campo con Pablo Larrazábal. Lo spagnolo, 43 anni e nove vittorie sul DP World Tour, lo ha aiutato parecchio. “Filippo is a great player but also a greater guy”, ha spiegato Larrazábal, soddisfatto anche della propria prestazione (-8, al primo taglio superato dopo nove tornei). La stima è ricambiata. “Pablo? È indescrivibile averlo accanto – ha raccontato Ponzano -. Mi ha aiutato tantissimo. Anche il pubblico che mi seguiva è stato importante”.
“I genitori mi hanno sempre sostenuto”
Tifoso del Torino, 193 centimetri d’altezza e faccia da bravo ragazzo, Filippo Ponzano ringrazia soprattutto la famiglia: “I miei genitori mi hanno sempre sostenuto e hanno sempre avuto fiducia in me. La laurea è anche per loro. E poi nella vita un piano B serve”.
Per cercare i propri modelli, Ponzano non deve andare lontano. “I fratelli Molinari sono il mio punto di riferimento. Da loro ho imparato che ogni dettaglio conta e mi hanno trasmesso la cultura del lavoro”.
Nel raccontare il suo giorno perfetto parte dalla fine. “Il birdie alla 18 è speciale – spiega – perché l’ho cercato e voluto dopo alcune buche difficili. C’era tutta la gente che mi seguiva. Le prime nove le ho chiuse in 30 colpi, ma potevano anche essere 29. Era una di quelle giornate in cui pensi: oggi il golf è uno sport facile”.
Nelle seconde nove è arrivato un calo prevedibile, che però non ha rovinato la festa del Ponz o Ponzi, come lo chiamano i suoi amici.
“Alla vigilia mi ero prefissato di superare il taglio e magari arrivare a -10. A livello di gioco è andata come ieri, ma venerdì non avevo raccolto quanto avevo seminato. Oggi ero più libero. Il campo era da moving day, ma la temperatura era incredibile”.
Con queste premesse, non resta che aspettare il giro finale. “Un tuffo in piscina se chiudo tra i primi dieci? Lo facciamo anche se finisco in Top 20”.
