
Scene mai viste in un campo da golf, soprattutto in un Major. Wyndham Clark ha vinto lo US Open 2026 nonostante il pubblico che, soprattutto domenica, ha fatto apertamente il tifo contro di lui. Stiamo parlando di golf, non di calcio: nel nostro sport esiste il tifo a favore di un giocatore ma mai quello contro un giocatore.
A Southampton, pur con un giro finale sopra par (73, +3), Wyndham Clark si è imposto con un solo colpo di vantaggio su Sam Burns. Terzo posto (-1) per il coreano Tom Kim e quarto (par) per Scottie Scheffler.
Eccezion fatta per la Ryder Cup (soprattutto quando si gioca sul suolo yankee), gli appassionati hanno spesso un naturale debole per un professionista per vari motivi: la nazionalità, la bravura, la simpatia, la storia personale o il semplice fatto di conoscerlo bene.
Wyndham Clark a Shinnecock Hills non ha avuto nulla di questo bensì tutto il contrario.
Il pubblico contro Wyndham Clark allo US Open 2026
I tifosi urlavano sperando che la sua pallina finisse nel bunker o nel rough. Uno spettatore è stato addirittura allontanato dopo avergli gridato in tono sarcatistico “Non crollare, Wyndham!” come raccontano gli inviati dell’agenzia AP.
Alla fine, però, è stato il campione americano a far tacere tutti con un putt da quasi 16 metri che ha lasciato la pallina a distanza di un facile tap-in, permettendogli di conquistare il secondo titolo allo US Open in quattro anni. Impresa non facile visto che cammin facendo il suo vatnaggio era sceso da sei colpi a uno soltanto.
Sarà per luogo comune che “New York ama i vincitori” ma quello che i tifosi volevano davvero vedere sul gradino più alto era Scottie Scheffler oppure Sam Burns, sconfitto per un solo colpo. Non volevano Clark.
Perché tanta rabbia verso Wyndham Clark?
Si ragiona per ipotesi. Forse c’era del rancore nei suoi confronti per il comportamento all’Oakmont Country Club quando, nel 2025, dopo aver mancato il taglio allo US Open danneggiò un armadietto negli spogliatoi in un eccesso di rabbia. Oppure per quella frase pronunciata in televisione durante il Masters Par 3 Contest, quando disse che essere circondato da bambini che giocavano era un “ottimo controllo delle nascite”. O ancora per aver conquistato il suo primo US Open nel 2023 battendo i beniamini del pubblico Rory McIlroy e Rickie Fowler.

Meno cervellotica l’ultima ipotesi: a Shinnecock Hills domenica volevano assistere a una gara aperta a più giocatori. Peccato che Clark avesse costruito vantaggi di due, quattro e sei colpi nelle prime tre giornate.
“Ogni insulto diventava una motivazione”
“Amico, di sicuro non volevano che vincessi”, ha dichiarato Clark a fine giornata a un giornalista.
È raro che un golfista venga accolto con un simile livello di ostilità. Era successo a Rory McIlroy durante la Ryder Cup 2025 a Bethpage Black, sempre a Long Island, ma si trattava di una sfida a squadre e McIlroy era la stella della squadra europea vincente.
“Ogni volta che qualcuno mi diceva qualcosa di negativo, lo sostituivo con un pensiero positivo. In parte me lo sono meritato, me la sono cercata – ha spiegato il vincitore – ma capisco anche la situazione. Scottie era vicino al Career Grand Slam e non succede molto spesso”.
L’avvio del quarto giro non è stato facile. Wyndham ha segnato bogey alla 2, alla 6 e alla 7 mentre i tifosi sostenevano apertamente Scheffler.
Esultavano per gli errori di Clark e riempivano di affetto Scheffler, arrivando perfino a cantargli “Happy Birthday” nel giorno del suo trentesimo compleanno. Per Clark c’erano grida come “Finisci nel bunker!”, mentre per Scheffler risuonavano cori come “Ti vogliamo bene Scottie!”.
Scheffler, il numero uno del mondo ha chiuso al quarto posto in par.
Anche Scottie Scheffler critica il pubblico
“Fa piacere vedere i tifosi tifare per te. A volte, però, può diventare eccessivo quando una pallina esce dal green e inizi a sentire gli applausi. Per me quello è stato un po’ troppo”, ha commentato Scheffler.
Gli anti-Clark hanno esultato quando un suo colpo alla buca 4 è finito sotto due contenitori della spazzatura e ancora quando il suo tiro alla 7 è terminato nel bunker.
“Vai nella festuca!” ha urlato un altro tifoso dopo il suo tee shot alla 13. Quando il secondo colpo si è fermato in una posizione precaria sul green, la folla ha iniziato a cantare “Vai! Vai! Vai!”, esultando quando la pallina è rotolata fuori dal green.
Alla buca 17 Clark si è fermato prima di eseguire un putt per il par da circa due metri e mezzo, poi sbagliandolo. Mentre si dirigeva verso la 18, grattandosi la testa con il cappellino in mano, un tifoso dalla tribuna ha intonato Under Pressure.
“Sì, è stata dura, ma sono orgoglioso di me stesso per come ho combattuto. Le cose avrebbero davvero potuto sfuggirmi di mano. Sono rimasto forte. Certo, avrei preferito vincere con un margine più ampio, ma alla fine conta soltanto vincere”, ha concluso Clark.

