“Il tempo è ancora nostro”, il film sul golf che punta anche ai non golfisti

C’è un istante, su ogni campo da golf, in cui il tempo sembra fermarsi per poi accelerare all’improvviso. Come nello swing perfetto. Come in “Il tempo è ancora nostro”, film sul golf che trasforma il nostro sport in metafora di vita. “Mi piacerebbe che ogni golfista portasse al cinema un non golfista” ci confida Ascanio Pacelli, uno dei protagonisti della pellicola. Il debutto in sala è fissato per il 7 maggio

di Sauro Legramandi

“Il tempo è ancora nostro” è un progetto cinematografico girato tra marzo e aprile 2024 a Viterbo e presentato alla Mostra di Venezia già quell’anno. Una serie di lungaggini burocratiche l’hanno però tenuto chiuso in un cassetto. Adesso tutto è pronto per la cosa più bella per chi fa questo lavoro: l’arrivo in sala e la risposta del pubblico.

Non è una storia di campioni e trofei, almeno non nel senso tradizionale. E’ una storia di uomini normali che si ritrovano, in ogni senso, grazie al golf. È il racconto di chi torna su un tee di partenza dopo anni, di chi ha lasciato qualcosa in sospeso e decide di riprenderselo con gli interessi.

Ascanio Pacelli: “Un’esperienza toccante”

“In quel film c’è tutta la mia vita da golfista – prosegue Ascanio Pacelli a Golfando – perché l’ho rivissuta sul set. Mi sono cimentato in un mestiere nuovo per me, ho imparato dagli attori professionisti che avevo vicino a me. Mi sono rivisto in mio figlio Tancredi che sul set mi ha impersonato da giovane. E’ stata un’esperienza toccante e bella, qualcosa che resterà per sempre”.



Quindi il Pacelli-attore apre il libro delle emozioni del Pacelli-golfista. “A livello personale ho imparato molto. Girare un cinema sul golf mi ha fatto capire quanto sia innamorato del golf, mi sono emozionato scena dopo scena come quando giocavo le qualifying school per entrare nei circuiti professionistici”.

Il cast di “Il tempo è ancora nostro”

Prodotto da Father & Son e realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, il film è diretto da Maurizio Matteo Merli. Nel cast: Ascanio Pacelli, Mirko Frezza, Miguel Gobbo Diaz, Viktorie Ignoto e Simone Sabani, con la partecipazione straordinaria di Andrea Roncato.

Il golf, con i suoi silenzi e i suoi tempi, diventa il linguaggio perfetto per raccontare relazioni e seconde possibilità.

La trama

“Il tempo è ancora nostro” è un doppio salto all’indietro nel tempo. Nel 1989 Stefano (Mirko Frezza) ha dodici anni, vive nelle case popolari e ha perso la madre. Suo padre Costantino (Andrea Roncato) fa il giardiniere. Il suo migliore amico è Tancredi (Ascanio Pacelli), di estrazione borghese e orfano di padre.

Due mondi opposti che si incrociano grazie a un sogno: giocare insieme sul DP World Tour sotto la guida di Costantino, ormai padre putativo anche per Tancredi.

Tredici anni dopo si ritrovano. Ancora una volta agli antipodi: Tancredi è una stella della finanza, Stefano è in difficoltà e alle prese con problemi personali. Tancredi si sta anche allontanando da sua figlia.

Tra una pacca sulle spalle e l’altra, i due amici tornano a impugnare un bastone e riscoprono l’emozione di una pallina che vola. Per Tancredi sarà l’inizio di un viaggio tra ricordi, riscatto e amicizie ritrovate.

E dopo il film?

Ascanio Pacelli guarda già avanti: “Credo che lo spettatore possa uscire dalla sala pensando: ‘Ma quanto è bello il golf? Non me lo sarei mai aspettato’. E lì la Federazione Italiana Golf deve essere brava a intercettare questa sensazione. Anche con GOLFPOP”.

In attesa dei riscontri di critica e pubblico, Pacelli confessa: “Vorrei essere invisibile per vedere le reazioni del pubblico all’uscita dalla sala dopo la proiezione”. Ed è proprio questa la vera scommessa del film.