
Issa Nlareb, 37 anni, camerunense e francese d’adozione, ha chiuso al 15° posto il Longwy Alps Open, tappa francese dell’Alps Tour, il circuito dove crescono i professionisti del golf di domani. Detta così potrebbe sembrare solo una buona prestazione. In realtà è molto di più. Issa Nlareb non è un golfista qualsiasi: è amputato sotto il ginocchio e ha perso le falangi di otto dita.
Il camerunense ha giocato con i professionisti normodotati, mettendosi le protesi agli arti inferiori e fissando il bastone alla mano grazie a una fascia in velcro.
Sul percorso di Longwy, al confine tra Francia, Belgio e Lussemburgo, Nlareb ha impressionato per qualità e continuità. Venerdì ha conquistato per la prima volta in carriera il taglio in una gara europea dell’Alps Tour. Sabato ha completato l’impresa con uno straordinario 67 (-5), il miglior giro della sua settimana, nonostante due colpi di penalità ricevuti perché la sua caddie era salita sul golf cart.
Una storia che ricorda quella di Bebe Vio

La storia di questo gigante del Camerun merita di essere raccontata ancora una volta.
Issa scopre il golf scopre quasi per caso, raccogliendo palline allo Yaoundé Golf Club. Diventa prima caddie, poi dilettante e infine professionista, vincendo tornei in Nigeria, Gabon e Senegal.
La sua vita cambia però nel 2018 alla vigilia dell’Ein Bay Open, in Egitto, tappa dell’Alps Tour. Una febbre fortissima lo costringe al ricovero: la diagnosi è terribile, meningite batterica, la stessa malattia che ha segnato anche l’esistenza di Bebe Vio. Le condizioni peggiorano rapidamente. Trasferito a Bruxelles, viene sottoposto a diversi interventi chirurgici che portano all’amputazione delle gambe e delle dita delle mani.
“È come essere travolti da un meteorite. Ma il golf mi ha tenuto in vita e mi ha dato la forza di tornare a giocare.”
Il ritorno grazie alla figlia

Il rientro è tutt’altro che semplice. Allena i giovani golfisti del Camerun, ma dentro di sé continua a coltivare il sogno di tornare in campo. La svolta arriva grazie alla figlia Malika. Vedendolo sconsolato al campo pratica gli chiede: “Di cosa hai bisogno per tornare a giocare?”.
La risposta è semplice: riuscire a tenere saldamente il bastone nei colpi più lunghi. Da quella domanda nasce l’idea della fascia in velcro che ancora oggi gli permette di fissare il grip alla mano.
Da lì inizia una lenta risalita.
Anche grazie al sostegno di due realtà della provincia di Monza, il Golf Borgo di Camuzzago e la Colombo Golf Academy, Issa torna a vincere. Nel 2026 conquista l’Open de France Paragolf, il Pas-de-Calais Paragolf e il Grand Prix di Dunkerque. Arriva terzo al Chicago Adaptive Open e secondo al G4D Open in Galles.
Poi il grande weekend a Longwy. Per molti un 15° posto sull’Alps Tour è semplicemente un buon risultato. Per Issa Nlareb è molto di più.

