Open Championship 2026, veleno a Royal Birkdale: DeChambeau, Rahm e McIlroy

L’eloquente immagine postata da Bryson DeChambeau dopo la notizia dei due colpi di squalifica all’Open Championship 2026 (fonte Facebook)

Domani, negli almanacchi, resterà il nome del vincitore dell’Open Championship 2026, vale a dire il neozelandese Ryan Fox. Oggi, di Royal Birkdale si parla di tutto quello accaduto lontano dalla lotta per il Claret Jug. Quattro giornate piene di tensioni, discussioni e polemiche regolamentari che hanno riportato al centro del dibattito il rapporto tra campioni, regole e comportamento in campo.

Tutto ruota intorno a Bryson DeChambeau, professionista tra i più divisivi e abile catalizzatore dell’attenzione mediatica. Dettaglio non da poco: lui e Jon Rahm sono i più forti golfisti ancora leali al LIV Golf Tour, il circuito saudita che non naviga più in ottime acque.


DeChambeau e la penalità che incendia l’Open Championship 2026

Tutto nasce durante il secondo giro. Venerdì alla buca 5 di Royal Birkdale, DeChambeau si trova nella festuca (il tipico rough dei links britannici). E’ finito oltre i paletti rossi ma sceglie di giocare la palla come l’ha trovata. Per farlo, cerca la pallina appoggiando più volte i piedi nella zona in cui pensa sia finita. Quindi la trova e la gioca. Sembra tutto normale.

Altro post ironico di DeChambeau su come cercare la pallina

La scena però viene analizzata dalle immagini televisive. La R&A decide di intervenire: secondo gli arbitri, il giocatore aveva migliorato l’area del backswing. La decisione è pesantissima: due colpi di penalità. La notizia viene comunicata al diretto interessato in recording area. Lui non la prende affatto bene. Discute a lungo con gli ufficiali di gara, torna con loro sul luogo del delitto golfistico ma non ne viene a capo. Secondo lui la penalità non ci sta. Secondo gli arbitri sì. A fine giornata l’americano fa trapelare l’intenzione di ritirarsi dall’Open Championship 2026.

La sua protesta, rilanciata sui social e poi rientrata, è diventata uno dei casi più discussi della settimana.

Secondo Grant Moir, responsabile delle regole della R&A, “un miglioramento significa modificare una o più condizioni che influenzano il colpo, in modo che il giocatore ottenga un potenziale vantaggio”.

McIlroy contro Bryson: “Tiene in ostaggio l’Open Championship”

A sorpresa, a prendere una posizione molto dura è stato Rory McIlroy. Il nordirlandese non ha usato mezze parole quando gli è stato chiesto un commento sulla vicenda. “Non fingerò di essere qui a difendere Bryson”; qyesto il senso delle sue dichiarazioni. McIlroy ha spiegato di non essere particolarmente affine al collega americano e ha definito la gestione della protesta come un comportamento “performativo”, cioè più pensato per il clamore mediatico che per la sostanza.

Secondo Rory, il punto non era tanto stabilire se DeChambeau avesse agito volontariamente oppure no. La questione, per il campione nordirlandese, era un’altra: la linea del backswing era stata migliorata e quindi la penalità era corretta. La frase più pesante è arrivata quando McIlroy ha criticato il fatto che la vicenda avesse coinvolto tutto il torneo: DeChambeau, secondo Rory, avrebbe “tenuto in ostaggio” l’Open con la sua protesta.

Ryan Fox e il Claret Jug (Foto di ANDY BUCHANAN / AFP)

Una presa di posizione rara nel golf professionistico, dove i giocatori solitamente evitano attacchi diretti verso i colleghi.

I colleghi divisi: nessuno parla di imbroglio

Il gruppo dei giocatori, però, ha mantenuto una linea più prudente. Molti hanno riconosciuto che DeChambeau non è stato accusato di barare volontariamente. Il tema era esclusivamente regolamentare: se un giocatore migliora anche involontariamente una condizione del colpo, la penalità può essere applicata.

Alcuni hanno difeso Bryson, come Max Homa. L’americano ha spiegato di conoscere il giocatore e di non ritenerlo capace di “tradire lo spirito del golf”. Altri, invece, hanno criticato soprattutto il comportamento successivo alla decisione.

Jon Rahm e il ferro lanciato: il richiamo della R&A

Ma le polemiche non finiscono qui. L’altro episodio finito sotto i riflettori ha coinvolto Jon Rahm. Lo spagnolo ha reagito a un brutto colpo lanciando con rabbia il suo ferro verso il terreno. Un gesto che non ha portato a una penalità sullo score, ma che ha spinto la R&A a intervenire con un richiamo disciplinare.

Il caso Rahm ha aperto un altro fronte: quanto deve essere severo il golf moderno nei confronti delle reazioni emotive dei suoi campioni?

Scheffler e il free drop: la nuova polemica

Visto che nulla accade per caso nel polverone del tutti contro tutti è finito anche Scottie Scheffler che, domenica, ha spedito una pallina molto fuori linea, nell’area delle hospitality. La R&A gli ha concesso il free relief previsto dalla regola sui Temporary Immovable Obstructions. Seppur davanti a due situazioni regolamentari diverse, l’episodio ha dato voce a sostenitori di DeChambeau. “Bryson prende due colpi di penalità per aver schiacciato un po’ d’erba. Scheffler ottiene un drop gratuito dopo un colpo completamente sbagliato” hanno detto e scritto.

Alla fine, Royal Birkdale ha immortalato una fotografia particolare del golf contemporaneo.

Da una parte un gioco che resta fondato sull’autodisciplina e sull’onestà dei giocatori. Dall’altra campioni sempre più esposti, seguiti da milioni di persone e sottoposti a una pressione enorme.


Ryan Fox vince l’Open Championship 2026

In campo alla fine l’ha spuntata, come detto, il neozelandese Ryan Fox. Con un gran finale e lo score di 270 (72 68 62 68, -10) ha vinto il The Open Championship 2026 superando con un birdie sull’ultima buca Cameron Young, secondo (-9), che era rimasto leader in club house per circa un paio d’ore. Dechambeau ha chiuso in 14esima posizione (-2)

Francesco Molinari ha effettuato un’ottima partenza e ha mantenuto il ritmo nel secondo round. Poi ha perso terreno e ha concluso con un 72 chiudendo in 46esima posizione come Jon Rahm.