
Un inglese vince l’Open Championship a Liverpool domenica pomeriggio. Qualche ora più tardi l’Inghilterra conquista la Coppa del Mondo al MetLife Stadium di New York. Lo scenario quasi impossibile si chiama Super Sunday ma siccome sognare non costa nulla qualche inglese abbozza sui social un “We have a dream”.
“Sarebbe qualcosa di straordinario” ha dichiarato all’agenzia di stampa Associated Press Matt Wallace, uno dei ventuno golfisti inglesi in gara nel quarto e ultimo Major della stagione golfistica 2026, in programma da giovedì lungo la costa nord-occidentale dell’Inghilterra, sul percordo di Royal Birkdale.
Possibile ma non probabile
È uno scenario possibile? Sì. Probabile? Meno. Gli ultimi due trofei inglesi intanto sono coperti dalla polvere. La Nazionale di calcio non alza la Coppa del Mondo dal 1966, quando vinse in casa dopo un gol sulla cui regolarità si discute ancora. L’ultimo golfista inglese a vincere l’Open in Inghilterra è Tony Jacklin: correva l’anno 1969. Una vita fa. Dopo Jacklin soltanto sir Nick Faldo è riuscito a vincere l’Open Championship: tre volte (1987, 1990 e 1992) ma sempre in Scozia.
Quest’anno le speranze dei padroni di casa sono affidate soprattutto a Tommy Fleetwood (ancora a secco di titoli Major). E una sua vittoria scatenerebbe inevitabilmente il pubblico. Da piccolo, Fleetwood abitava a pochi passi dal Royal Birkdale: la leggenda narra che vi entrasse di nascosto durante le passeggiate serali con il padre Peter e il cane. Tommy è il volto simbolo del Major, pur sapendo di dover dividere l’attenzione mediatica con i ben più celebri protagonisti della nazionale di calcio.
“Quei ragazzi sentono il peso di un’intera nazione sulle spalle molto più di quanto accada a noi golfisti”, ha spiegato Fleetwood, numero 9 del mondo.
“C’è Kane, possiamo giocare tardi?”
Lunedì Matt Fitzpatrick, attuale numero 3 del ranking mondiale e miglior inglese in classifica, aveva chiesto agli organizzatori un tee time più tardi per il primo giro di giovedì. La semifinale tra Inghilterra e Argentina inizierà infatti mercoledì sera alle 20 ora locale e potrebbe arrivare fino alle 23 in caso di tempi supplementari e calci di rigore. ”Se qualcuno mi ascolta… sarebbe bello se tutti gli inglesi partissero tardi giovedì oppure presto venerdì” aveva scherzato Fitzpatrick. Evidentemente nessuno l’ha ascoltato perché in ognuno dei primi otto gruppi in partenza giovedì mattina ci sarà almeno un giocatore inglese.
Tra loro anche Matthew Baldwin, nato a pochi chilometri dal Royal Birkdale, socio del circolo e qualificatosi per disputare il suo Open di casa. Sarà lui ad avere l’onore di colpire il primo tee shot del torneo alle 6:35 di giovedì mattina.
L’aria del Mondiale di calcio
L’effetto Mondiale è già evidente attorno al Royal Birkdale, situato a breve distanza non da una città qualsiasi calcisticamente parlando. A Liverpool infatti il pallone è una vera religione.
L’amministratore delegato di R&A, Mark Darbon, ha messo le mani avanti spiegando che le partenze dell’ultimo giro dell’Open potrebbe essere anticipate per evitare una sovrapposizione con l’eventuale finale (ore 20 locali) con Harry Kane in campo. In condizioni normali la gara terminerebbe intorno alle 18:30, sempre che non si renda necessario uno spareggio.
Immaginate allora Fleetwood mentre percorre la buca 18 per ricevere la celebre Claret Jug (così si chiama il trofeo dedicato al vincitore) e poi correre a casa per seguire la finale mondiale dell’Inghilterra?

