
Siamo alla vigilia dell’Open d’Italia 2026 di golf. Un appuntamento con più di un big, tanti italiani presenti e un’assenza importante, quella di Andrea Pavan. L’incidente di febbraio in Sudafrica, quando cadde nel vano ascensore della sua residenza, lo terrà ai box ancora per diverso tempo. Con lui proviamo a giocare in anticipo la gara che scatterà da giovedì a Torino.
di Sauro Legramandi
Andrea Pavan seguirà da lontano l’Open d’Italia 2026. Il romano, negli Stati Uniti, lavora quotidianamente per tornare in campo, si gode la famiglia (fondamentale in tutta questa vicenda) e guarda con fiducia al futuro. L’obiettivo è chiaro: recuperare completamente e provare a essere tra i protagonisti dell’Open d’Italia 2027 al Marco Simone.
Andrea Pavan, sono trascorsi quattro mesi da quel brutto incidente in Sudafrica. Come prosegue il suo recupero?
“Il recupero sta andando bene. Sono passati quattro mesi ma ancora la strada è lunga. Tutti i giorni devo fare molti esercizi tra mobilità e forza. Tre volte a settimana vedo il fisioterapista dove facciamo un po’ di più e lavoriamo, in particolare, sulla mobilità della spalla e della schiena”.
Quanto importante è stata la famiglia in questo periodo?
“Mi sento molto fortunato di avere una famiglia così meravigliosa! Mia moglie e mia sorella hanno preso il primo volo disponibile e sono state al mio fianco sin dall’inizio del recupero. Mia moglie è rimasta insieme a me sei settimane in Sudafrica mentre i nostri figli erano a casa un po’ con i miei suoceri e un po’ con i miei genitori. Quel periodo è stato difficile. Adesso sono però contento di essere a casa e passare tanto tempo insieme a mia moglie e i miei tre figli. La vita da golfista del Tour non mi ha mai permesso di stare così tanto a casa e godermi così tanto tempo con loro“.

Ha una idea di quando potrà riprendere un bastone in mano in campo pratica?
“Ho iniziato a fare un po’ di gioco corto, quindi approcci e putt. Fra 5 o 6 settimane inizierò a tirare colpi interi se continuo a migliorare. A fine agosto ho un altro appuntamento con il chirurgo della spalla che mi sta seguendo qui a Dallas. In base a quello che riesco a fare, a livello di swing, vedremo quale sarà il prossimo passo”.
E la prima gara?
“La competizione è ancora lontana prima dovrò riuscire a capire se riesco a swingare senza restrizioni e/o dolori. E da lì poi si vedrà. Ci vorranno mesi di allenamento e pratica prima di poter ritrovare la forma per iniziare a gareggiare”.
In questa fase di stop forzato si è preso una pausa dal mondo del golf oppure si tiene in contatto con amici, colleghi e addetti ai lavori?
“Sono rimasto in buon contatto con amici e colleghi. Spesso mi scrivono e mi chiedono come prosegue il mio recupero e parliamo un po’ di quello che succede sul Tour e come sta andando la stagione”.
Verso l’Open d’Italia 2026
Si avvicina l’Open. Facciamo gli scongiuri: Francesco Molinari ha vinto nel 2006 a Tolcinasco, nel 2016 al Milano. Ora nel 2026 a Torino…?
“Non avevo realizzato! Beh sarebbe un impresa unica! Sicuramente Chicco ha le capacità di poterlo fare. Abbiamo giocato insieme il weekend al Dubai Desert Classic a gennaio e l’ho visto in ottima forma!”.
I migliori golfisti azzurri saranno tutti presenti: chi potrebbe essere la rivelazione?
“Penso a Gregorio De Leo che, dopo aver mancato la carta di poco l’anno scorso, ha avuto un ottimo inizio di stagione”.
A chi va un suo “in bocca al lupo” speciale?
“Direi a tutti gli italiani! Ma in particolare ai fratelli Molinari che giocano in casa sul campo dove sono cresciuti. Immagino sarà una settimana ancora più speciale per loro!”
Ci vediamo all’Open d’Italia 2027 al Marco Simone?
“Sì, lo spero. Ce la metterò tutta per esserci l’anno prossimo!”

