
E’ una corsa a ostacoli quella che attende Andrea Pavan. Ogni ostacolo è un controllo medico per accertare a che punto è la sua guarigione dopo la tremenda caduta nel vano ascensore del suo alloggio in Sudafrica, a febbraio. Nello, così è soprannominato nel mondo del golf, si è detto “ottimista” sul suo futuro in un’intervista radiofonica alla BBC.
L’incidente nel vano ascensore
Parlando al programma di Radio 5 Live condotto da Naga Munchetty, il 36enne italiano riparte da quel maledetto giorno in cui precipitò nel vano ascensore della residenza scelta per soggiornare vicino allo Stellenbosch Golf Club, sede del South African Open 2026. Praticamente già in auto per recarsi al circolo per giocare la Pro-am della vigilia, Pavan si accorse di aver dimenticato in camera la chiave dell’armadietto.
“Sono tornato verso l’ascensore – dice – ho aperto la porta (una di quelle porte che danno direttamente nell’appartamento) e quando mi sono reso conto che l’ascensore non c’era, avevo già fatto un passo. Mi ricordo di essere finito sul fondo del vano ascensore. Fortunatamente non ero svenuto ma stavo male e urlavo per chiedere aiuto. Qualcuno mi ha sentito. Poi sono riuscito a fatica a tirare fuori il cellulare e chiamare il mio caddie, in macchina. Da lì in poi si è trattato solo di resistere al dolore e attendere i soccorsi e i vigili del fuoco”.
In ospedale è stato sottoposto a un lungo intervento alla spalla.
La convalescenza di Andrea Pavan
Rientrato negli Usa dove risiede da tempo, Pavan si sta curando e aspetta che il tempo rimargini le sue ferite fisiche. I medici hanno fissato una road map per il recupero, pensando alla spalla. E’ lo stesso italiano a spiegarlo alla BBC. “È difficile fissare un obiettivo preciso, si tratta più di passi – spiega –. Fra tre mesi circa si vedrà come si è consolidato l’osso. Dopo altri tre, l’osso dovrebbe guarire del tutto e quindi si valuterà la condizione dell’articolazione. Dipende se ci sono altri tessuti danneggiati e se avrò bisogno di un secondo intervento. C’è la possibilità di necrosi: sì, c’è questo rischio. Finora però sembra che le cose stiano andando abbastanza bene”.
E qui si inserisce la speranza: “La spalla è un’articolazione molto impegnativa. Spero – aggunge – che ci voglia un po’ meno di un anno per poter giocare con uno swing completo, ma è accaduto tutto troppo velocemente. Si tratta di un infortunio così grave che ci sono ancora molte incognite. Però sono fiducioso. L’unica cosa che posso fare è cercare di migliorare e prendere le cose giorno per giorno.”
Il ricovero e il supporto del mondo del golf
Per la delicatezza dell’intervento, Pavan è rimasto in ospedale circa una settimana e dopo un periodo di recupero trascorso in Sudafrica è tornato in Texas. Nello ha sempre ringraziato tutto il personale dell’ospedale e chi gli è stato vicino. Oggi lo fa ancora e definisce “fantastico” il supporto ricevuto dal mondo del golf durante il suo ricovero. “La quantità di persone venute in ospedale a trovarmi mentre la gara era in corso è stata davvero travolgente” ha detto.
“C’erano molti giocatori, amici miei, che sono rimasti svegli fino alle 2 di notte aspettando che uscissi dall’operazione, pur dovendo giocare il giorno dopo. C’erano Matteo Manassero, Manuel Oliveira e altri. Sono rimasto davvero sorpreso ed è stato confortante e travolgente sentire di non essere solo ad affrontare tutto”.