
E’ la numero 18 del 2025 la circolare che potrebbe ridisegnare i contorni del movimento golfistico italiano. Il documento, inviato agli addetti ai lavori in data 18 dicembre, riformula i concetti di affiliazione, aggregazione e tesseramento a Federgolf per l’anno a venire.
In sette pagine e nove allegati emersi dalla seduta dell’11 dicembre del Consiglio Federale si mette la parola fine al tesseramento libero e si rimettono circoli e Federgolf al centro del golf di casa nostra, riducendo notevolmente il margine di azione dei cosiddetti tesserifici.
Affiliazione
Ferma restando la scadenza del primo febbraio 2026, cambiano le quote di affiliazione e aggregazione. Il principio di proporzionalità parte dalle realtà più piccole (175 euro la cifra dovuta a chi ha meno di cento tesserati) a quelle più grandi. Qua arriva la prima novità: chi ha più di duemila tesserati nel 2026 dovrà pagare tremila euro. A metà si colloca il grosso dei club italiani ossia chi ha come tesserato socio un numero compreso tra 301 e 600: quel circolo verserà 500 euro per il 2026.
Chiaro l’obiettivo: limitare la crescita dei tesserifici toccandoli nel vivo, ossia sul portafoglio.
Tesseramento libero
Dal primo gennaio 2027 va in pensione l’istituto del tesseramento libero a Federgolf. Finora pagando cento euro l’anno ci si tesserava direttamente alla Federazione senza pagare nessuna quota al circolo che faceva da mediatore (ossia incassava i cento euro per Federgolf).
Per il 2026 chi potrà ricorrere ancora al tesseramento libero? L’allegato B della circolare 18/2025 spiega che vi potranno aderire tutti coloro che sono stati tesserati liberi per gli anni 2023-2024-2025 (o anche solo per uno o due di questi tre anni). Quindi nessun nuovo tesserato libero.
Contributo di solidarietà
Sempre nell’ottica di radicare un golfista presso un circolo e non un tesserificio viene introdotto per la prima volta un contributo di solidarietà pari a 500 euro. Il contributo è a carico di tutti i “tesserati non associati ex art.2 comma 1 del Regolamento Organico” (che sarà pubblicato a gennaio).
I tesserati non associati sono coloro “i quali intrattengono con le associazioni o società sportive affiliate o aggregate un rapporto che non prevede la pienezza dei diritti e dei doveri propri di un rapporto associativo”. Si tratta in pratica di chi si appoggia a gruppi come Green Pass.
Chi sono invece i tesserati associati? Solo gli Effettivi? No, è considerato associato anche – ad esempio – chi ha una quota Feriale o Campo Pratica. Sono ritenuti associati coloro i quali hanno il diritto di accedere al percorso di gioco o al campo pratica oppure chi può rappresentare il circolo in competizioni agonistiche.
Il contributo di 500 euro, pagato dal tesserato direttamente al circolo individuato dal tesserificio, dovrà essere inviato alla Federazione dal circolo stesso e non finirà nel calderone delle entrate generiche della Federazione. Sarà destinato a un fondo destinato alle attività giovanili e allo sviluppo del golf, quindi nessun ricavo per la Federazione.
Confermato il lancio di GOLFPOP, pensato solo per neofiti e a chi non è tesserato da almeno tre anni.
Ecco il testo completo della circolare.
I commenti dei lettori
Roberto Fioretti – La Circolare 19 si propone formalmente come un documento di chiarimento, ma nella sostanza rappresenta un ulteriore livello di complessità introdotto su una misura – il Contributo di Sostenibilità e Solidarietà – che aveva già sollevato perplessità operative e interpretative.
Sul piano informativo, la circolare non aggiunge elementi realmente nuovi rispetto alla n. 18, ma si concentra quasi esclusivamente su una costruzione teorico-giuridica volta a giustificare ex post la decisione federale. L’ampio spazio dedicato alla “natura solidaristica”, al “sinallagma associativo” e alla “ratio sistemica” del contributo sembra rispondere più all’esigenza di blindare l’impianto normativo che a quella di spiegare in modo concreto come e perché la misura incida sui Circoli.
Uno degli aspetti più critici è il disallineamento tra linguaggio e destinatari. Il documento è indirizzato a associazioni e società sportive, ma utilizza un registro tipico di atti para-giurisdizionali o accademici. Questo crea un effetto paradossale: invece di ridurre l’incertezza applicativa, la circolare rischia di alimentarla, perché costringe i lettori a interpretazioni complesse per ricavare indicazioni pratiche che avrebbero potuto essere espresse in modo molto più diretto.
Particolarmente significativa è la parte dedicata alla definizione di “tesserato non associato”. Pur richiamando criteri apparentemente oggettivi, la circolare introduce una pluralità di indici valutativi (quota pagata, diritti associativi, provenienza geografica, funzione statutaria del Circolo) che, nel loro insieme, lasciano ampi margini di discrezionalità. La lunga argomentazione serve a sostenere che non vi sia arbitrarietà, ma l’effetto finale è opposto: più si insiste sulla legittimità teorica, più emerge la difficoltà di applicare la norma in modo uniforme.
Anche la finalità redistributiva del contributo viene ribadita con enfasi, ma senza fornire elementi concreti su criteri di ripartizione, tempi e modalità di utilizzo delle risorse. Il risultato è una rassicurazione di principio che non risolve le principali domande operative dei Circoli.
In conclusione, la Circolare 19 appare come un tentativo di “copertura” argomentativa della Circolare 18. Invece di semplificare, chiarire e rassicurare sul piano pratico, moltiplica le spiegazioni teoriche e il linguaggio tecnico, dando l’impressione che la Federazione senta il bisogno di difendersi più che di informare. Da qui la sensazione diffusa che, ancora una volta, la pezza sia peggio del buco.
Franco Cinel – “Mi sembra però che al golf in Italia principalmente per profonda ignoranza della politica vengano dedicate ridicole risorse. Lo stato Italiano dedica risorse non per chi pratica un’ attività sportiva salutare, ma invece per le società sportive capaci di accontentare tifosi seduti sugli spalti che le attività sportive le praticano prima e dopo la partita di calcio creando disordini.”
Clicca e lascia il tuo commento qua

