
Per chi non gioca è soltanto un cartoncino pieno di numeri scritti di corsa. Per chi gioca a golf, invece, lo scorecard è molto di più. È un diario, un ricordo, una testimonianza. A volte perfino una piccola ossessione.
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Per chi non gioca è soltanto un cartoncino pieno di numeri scritti di corsa. Per chi gioca a golf, invece, lo scorecard è molto di più. È un diario, un ricordo, una testimonianza. A volte perfino una piccola ossessione.
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Si chiama Garrick Higgo il protagonista, suo malgrado, del primo round del PGA Championship 2026 in Pennsylvania. Il sudafricano è infatti riuscito a presentarsi in ritardo alla partenza della buca 1 dell’Aronimink Golf Club di Newtown Square. E, come prevede la Regola 5.3 del golf, a Higgo sono stati inflitti due colpi di penalità.
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Di certo Gregorio De Leo non si dimenticherà mai del Turkish Airlines Open 2026. A Belek, il 26enne di Biella ha chiuso al settimo posto finale, suo miglior piazzamento sinora sul Tour. L’azzurro avrebbe però potuto sognare in grande se non fosse stato penalizzato di un colpo per gioco lento.
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A nove anni dallo storico trionfo al Masters, Sergio Garcia torna protagonista all’Augusta National, ma non per il gioco. Un violento scatto d’ira alla buca 2 gli è costato il primo warning disciplinare. Mai prima d’ora i giudici erano ricorsi a tanto in Georgia.
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Per un ombelico in bella vista Annabell Fuller sta facendo il giro del mondo. Lei, golfista professionista numero 234 nel ranking mondiale, avrebbe preferito far parlare di sé per meriti guadagnati ma per ora c’è finita per un crop top, vale a dire un top corto indossato in Australia. Un indumento teoricamente vietato dal dress code dell’LPGA Tour.
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Quello appena concluso e vinto da Cameron Young è uno degli appuntamenti più spettacolari e attesi della stagione del PGA Tour. Il Tournament Players Club Sawgrass è uno dei campi a stelle e strisce più pittoreschi e dal 1982 ospita il The Players Championship. Parte del suo successo è dovuto all’ingiocabile buca 17, un par 3 che seduce e abbandona.
di Sauro LegramandiContinua a leggere

Nel golf professionistico si parla spesso di tecnica, ranking e milioni di dollari. In quello amateur di handicap, attrezzatura e pratica. In entrambi i casi, molto raramente si parla di etica, ossia quella regola non scritta che rende il golf diverso da tutti gli altri sport. Eppure proprio da un air shot di Muñoz arriva una delle lezioni più belle degli ultimi tempi.
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A cinque mesi dal fattaccio la Commissione Disciplina dell’HotelPlanner Tour ha punito Cedric Gugler. Il 25enne svizzero è stato sospeso per dieci tornei sul secondo circuito continentale europeo. Il motivo è da ricercare in una grave violazione alle regole commessa a giugno durante il Raiffeisenbank Golf Challenge in Repubblica Ceca.
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E’ finita… prima del tempo la partecipazione di Changwoo Lee al Moutai Singapore Open, tappa delle International Series in calendario sull’Asian Tour. Il golfista sudcoreano è stato squalificato per essersi presentato sul tee di partenza con un ritardo di 5 minuti e 23 secondi. Quei 23 secondi oltre il limite gli sono costati carissimo: l’addio a una gara che poteva segnare la svolta della sua stagione.
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Alzi la mano chi, una o più volte, non ha discusso a fine giro delle regole del golf. Qualcuno le trova eccessivamente punitive, altri troppo cervellotiche. E molti, semplicemente, troppe.
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