La email: ecco perché il golf può essere asociale

Ricevo e pubblico questa email di una giocatrice che credo possa essere uno spunto di riflessione sul golf amateur. Vi è mai capitato qualcosa di simile?

Adoro il golf ma…

Ciao golfisti della domenica e non,
adoro il golf e se non fosse che il gioco della socializzazione è asociale.

Costretta a cambiare circolo per distanza da casa, ho optato per un club più vicino. Ma purtroppo sono costretta a fare tutte (o quasi tutte) le gare individuali perché non ho compagne o compagni disposti a fare allenamento in campo. Quelli che lo fanno giocano solo con i loro amici senza invitarmi se sono in tre.

Conclusione: in campo sempre da sola senza confrontarmi. Mi piacerebbe farlo con le signore che la sollevano oppure con donne con spirito sportivo e con un buon handicap. In questo nuovo club non mi risulta che ci siano e quindi faccio quasi tutte le gare, pagando un prezzo alto.

Non solo: data la lentezza dei giocatori viene a mancare il ritmo e questo accade anche con ragazzi che tirano molto lungo. Loro prima di fare un colpo aspettano che il team avanti sia già in green per poi mandarla storta, fare la provvisoria e chi più ne ha più ne metta: il mio gioco ne risente. I giocatori modesti di testa e di gioco fanno “campo pratica” ad ogni colpo e se lo fai notare, dicono a me di imparare a stare in campo. Così, alla fine non vedo l’ora di finire la gara, anche perché sotto il sole è dura stare in campo oltre le cinque ore e portare a casa risultati decenti.

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6 risposte a “La email: ecco perché il golf può essere asociale

  1. Buongiorno a tutti…credevo di averla scritta io questa mail !! Concordo su tutto .
    Il mio circolo si sta impegnando contro il gioco lento ma non c’è niente da fare.
    40 secondi per fare un colpo a molti non bastano mai. quando è il loro turno cominciano ad ispezionare la sacca per scegliere il club giusto; sono sul green da 5 minuti e solo quando è il loro turno si sfilano il guantino prima di scegliere la linea. Il Marshall ci avvisa che abbiamo perso una buca e in due cominciamo a “correre” e gli altri continuano imperterriti a sentirsi in campo pratica. Purtroppo è un vizio tutto italiano . Handicap alto e col telemetro misurano la distanza per andare fuori limite. Scusate lo sfogo ma ho giocato sia sabato che domenica con dei lumaconi.
    Grazie per aver sollevato il problema.

  2. pienamente d’accordo con la signora. succede esattamente la stessa cosa nel mio circolo; io non ho problemi perchè gioco in coppia ma ci sono gruppi “ristretti” (sopratutto di anziani) che non ti permettono di giocare insieme a loro, saltabeccano da una buca all’altra senza rispettate il regolare sviluppo del campo, sono lenti e maleducati. In gara spesso trovo giocatori di basso/medio livello che studiano il colpo (orologio, cannocchiale per la distanza, linee e pendenze del putt e prova estenuante del colpo) per poi “flappare” o sparare fuori dal percorso. I ragazzini, nella maggior parte dei casi, si sentono piccoli Tiger ed aspettano per tirare i legni a 300 mt per beccare il green una volta su dieci.
    Ho imparato, da quando gioco, che il golf non è certo socializzazione ma nella maggior parte dei casi invidie, cattiverie e ripicche da bimbi dell’asilo.

  3. Stessa cosa dico io. Sono un professionista che si allena regolarmente in campo da solo. Non c’è una volta che sia una che riceva una gentilezza da parte di giocatori ,con rispetto parlando , “meno esperti” di me. Il 99% delle volte anche se sono in 3 , non mi invitano ad unirmi a loro , nè tanto meno cedono il passo nonostante si sentano pressati dal mio giocare spesse volte sotto il par. Di solito testa bassa e , facendo finta di non avermi visto , cercano imperterriti di proseguire il loro gioco nonostante (lo vedo dagli swing che diventano velocissimi e cortissimi di colpo) siano chiaramente disturbati e distratti dalla mia presenza dietro di loro. Invitare qualcuno a giocare o anche , banalmente , cedere il passo ad un giocatore solitario più veloce non è un disonore! Sinceramente mi rammarico di riscontrare questo comportamento molto più nei sedicenti beneducati e rispettosi anziani, piuttosto che nei maleducati ragazzi. Sinceramente ritengo che bisognerebbe cercare di sensibilizzare alla socializzazione nei circoli e i maestri di golf dovrebbero concentrare le proprie lezioni anche sul comportamento da tenere in campo invece che soltanto sul gioco in sè…

  4. Cara Signora, io ho il tuo stesso problema e pur essendo un “single digit” non mi piace particolarmente fare le gare, più che altro per la lentezza, ma il golf è uno sport individuale dove si gioca contro i campo per cui gioco da solo e risolvo. Certo, avere qualcuno che si complimenta per un colpo fatto bene è meglio, ma se uno riesce a guardare oltre al proprio narcisismo giocare da soli o in team non cambia nulla nello spirito del gioco, ci si allena bene anche da soli e si finisce prima.

    • certo, peròse giochi da solo, anche se la regola del giocatore singolo che non ha la precedenza non è più valida, non ti fanno passare neanche morto. Sono in quattro e fanno finta di non vederti. per 18 buche non è simpatico. li vediamo green e vedi togliere la bandiera, rimettere la bandiera, ritoglierla… può diventare un incubo. per fortuna che ho installato il golf sul telefonino…

  5. Dimenticavo: non lamentiamoci di chi aspetta la gente in green per tirarla storta, perché il giorno che la tira dritta e prende qualcuno nel capo sono dolori in tutti sensi. Comunque una buona dose di pazienza non guasta quando si va in campo … si vive meglio.

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