
Un addio improvviso, al termine delle 18 buche del sabato, e un giocatore di golf costretto a cercarsi un altro caddie. E’ quanto accaduto a David Lipsky, professionista 38enne statunitense piantato in asso durante il Baycurrent Classic, in Giappone. Il suo caddie, l’esperto Darren Woolard, ha perso la pazienza dopo il moving day, consigliando all’ormai ex datore lavoro di trovarsi qualcun altro per il quarto giro.
Dal PGA Tour hanno confermato il cambio di caddie: domenica David Lipsky è sceso in campo con il suo allenatore nel ruolo di caddie allo Yokohama Country Club, a circa 30 chilometri a sud di Tokyo.
Il secondo caso in poche settimane: Alejandro Tosti
L’episodio giapponese segue di poco quello di Alejandro Tosti. Al Biltmore Championship del mese scorso il suo caddie, Cliff Ellis, fece ancora peggio, mollando la sacca del professionista sul fairway durante il primo giro e andandosene senza salutare. Anche in quel caso la collaborazione si è chiusa all’improvviso.
Due addii clamorosi in due mesi consecutivi, qualcosa di molto raro in un mondo dove il rapporto tra giocatore e caddie si fonda sulla fiducia.
Una settimana difficile per David Lipsky

Lipsky, 38 anni, aveva iniziato bene il Baycurrent Classic con un giro in 66 colpi giovedì. Poi era sceso a 72 e 73. Domenica ha marcato quattro bogey nelle prime cinque buche, per poi recuperare e chiudere con un 70, un colpo sotto il par. La stagione è stata altalenante: a marzo il secondo posto al Valspar Championship, dietro Matt Fitzpatrick, è rimasto il suo unico piazzamento nei primi dieci. Prima del Giappone aveva mancato il taglio in sei degli ultimi dieci tornei. Tutta colpa del caddie?
Woolard, da parte sua, ha una lunga esperienza sul circuito. Ha lavorato con Scott Piercy, Taylor Montgomery, KH Lee e con il compianto Jarrod Lyle.
Quando il legame dura una vita
Episodi così fanno ancora più rumore se si guarda alle coppie più longeve del golf. Come sappiamo, il caddie è molto più di un collaboratore per un professionista. E’ un’ombra e una certezza. Con lui condividi voli, alberghi, campi da golf e settimane intere lontano da casa. Ne sa qualcosa Phil Mickelson che ha avuto al suo fianco Jim “Bones” Mackay per 25 anni. Bruce Edwards ha affiancato Tom Watson per anni, fino alla morte per SLA nel 2004.

Steve Williams ha lavorato con Tiger Woods dal 1999 al 2011, dodici stagioni che hanno segnato un’epoca. Ted Scott, dopo quindici anni al fianco di Bubba Watson, dal 2022 lavora con Scottie Scheffler, insieme al quale ha conquistato diversi Major, dominato il ranking mondiale e incrementato il proprio conto corrente bancario. Pat Perez ha, da sempre, Mike Hartford.
Episodi come quello di Lipsky o Tosti sono così rari proprio perché il rapporto tra giocatore e caddie va ben oltre il semplice lavoro. Sul PGA Tour e sul DP World Tour il caddie non è obbligatorio per regolamento, ma quasi tutti i professionisti ne hanno uno. E’ un ruolo delicatissimo. Per questo quando quel rapporto si interrompe in malo modo fa parecchio rumore.
