Lake Como Golf Club a Dervio, una storia dimenticata

Lake Como Golf Club, una foto d’epoca (Fonte Internet)

Quando si parla delle origini del golf in Italia, i nomi che vengono in mente sono quasi sempre Sanremo, Firenze, Varese o Menaggio. Eppure c’è un circolo oggi quasi dimenticato che merita un posto nella storia: il Lake Como Golf Club, nato a Dervio nel maggio del 1905.

L’abbiamo scoperto grazie alla segnalazione di un lettore, Roberto Volontieri. E poi ne abbiamo trovato traccia su La storia del golf in Italia scritto da Luca Ravinetto: il libro conferma come il club sia stato uno dei pionieri del golf italiano.

Lake Como Golf Club, una questione di famiglia

Dietro la nascita del circolo c’è una figura straordinaria: Margaret Scott, vincitrice delle prime tre edizioni del British Ladies Amateur (1893, 1894 e 1895), considerata una delle prime donne ad aver contribuito concretamente alla diffusione del golf in Italia.

Secondo Ravinetto, fu proprio Margaret Scott, insieme al marito Frederick Gustavus Hamilton Russell, indicato come capitano del club, a volere la realizzazione del campo sulle rive del lago di Como. Una scelta tutt’altro che casuale. All’inizio del Novecento il Lario era una delle mete preferite dell’aristocrazia britannica, che portò con sé anche la passione per il golf.

Il campo venne progettato da John Henry Taylor, uno dei più grandi golfisti della sua epoca e cinque volte vincitore dell’Open Championship.

L’edificio che sorge laddove c’era la clubhouse

Il percorso del Lake Como Golf Club aprì nella prima settimana di maggio del 1905 con nove buche e una lunghezza iniziale di circa 2,1 chilometri, destinata a subire piccoli adeguamenti negli anni successivi.

Il percorso veniva così descritto da una delle prime guide internazionali ai campi da golf.

“Questo percorso ha la fortuna di avere un terreno sabbioso e leggero e green eccellenti. Pur essendo relativamente corto, con i suoi 2,121 chilometri ogni buca è resa interessante dai bunker. Non mancano nemmeno gli ostacoli naturali, il principale dei quali è il fiume Varrone, che attraversa il campo in diagonale, in particolare davanti al tee della buca 9, e rende più interessanti una o due altre buche.”

Per accogliere i soci inglesi fu costruita una clubhouse, struttura che, pur trasformata in residenza privata, è ancora oggi esistente.

Il maestro del circolo era Giacomo “James” Olgiati. Il record del percorso apparteneva a H.L. Gair, autore di un giro in 73 colpi.

Il torrente Varrone cambiò corso per il golf

Uno degli episodi più curiosi riguarda il torrente Varrone.

Nel 1908 Hamilton Russell ottenne infatti l’autorizzazione a modificarne l’ultimo tratto, rendendolo più rettilineo e accorciandone il percorso affinché attraversasse il campo da golf. Un intervento che oggi sarebbe impensabile, ma che testimonia quanto fosse importante il progetto per la comunità inglese residente e villeggiante sul lago.

La fine del circolo e l’eredità storica

Il Lake Como Golf Club a Dervio rimase sempre un circolo d’élite. Gli archivi raccontano che i soci erano 37 nel 1906, salirono a 40 nel 1908 e nel 1909, per poi tornare a 37 nel 1912. Numeri contenuti, ma significativi per un’epoca in cui il golf era uno sport riservato quasi esclusivamente alla nobiltà e all’alta borghesia internazionale.

Il club continuò la propria attività fino ai primi anni Venti. Risulta ancora attivo nel 1921, mentre nel febbraio 1922 parte dei terreni venne ceduta alla ditta Vincenzo Pensa, sancendo di fatto la chiusura del circolo.

Oggi del Lake Como Golf Club rimangono poche testimonianze materiali. La vecchia clubhouse è ancora visibile e la documentazione storica permette di ricostruire quello che fu uno dei primi esperimenti golfistici italiani. A oltre 120 anni dalla sua inaugurazione, il campo di Dervio rappresenta comunque un tassello importante della storia del golf nel nostro Paese.