
Doppia top ten azzurra nel torneo di punta del DP World Tour. Filippo Celli chiude il BMW PGA Championship 2026 al sesto posto con 274 colpi (68 66 69 71, -14). Il romano aveva finito da leader il moving day alla pari con Manuel Elvira. Guido Migliozzi è decimo con 275 (70 69 69 67, -13). Il successo va all’americano J.J. Spaun.
La gara di Filippo Celli
Per Filippo Celli era la grande occasione. Aveva iniziato il round conclusivo al comando insieme a Manuel Elvira, ma le prime nove buche (due birdie e tre bogey) lo hanno fatto rallentare. L’azzurro non ha comunque mollato e ha chiuso con due birdie, per un 71 (-1) che vale un risultato di peso in un field da Rolex Series, con McIlroy, Scott e Rai in alta classifica.
Il tentativo di conquistare il primo titolo sul circuito europeo è rimandato, ma la prestazione conferma la crescita dell’azzurro, oggi numero 284 del mondo e 80esimo nella Race to Dubai.
La rimonta di Guido Migliozzi
Ancora più vivace la rimonta di Migliozzi. Il vicentino ha firmato domenica un 67 (-5) con sette birdie e due bogey, risalendo di undici posizioni nell’ultimo giro. Un finale in crescendo che lo porta a un passo dal podio virtuale dei primi cinque e completa una domenica positiva per il golf italiano. Il Miglio oggi è il 69esimo nella Race to Dubai.
Il quarto giro degli italiani si completa con Francesco Laporta, 62esimo a -4 e Francesco Molinari, 68esimo a -3.
J.J. Spaun, la rivincita dopo l’esclusione dalla Presidents Cup

A prendersi il “quinto Major” è J.J. Spaun, che risponde nel modo migliore alla delusione di essere stato lasciato fuori dalla squadra americana di Presidents Cup. Il californiano, vincitore dello U.S. Open 2025 a Oakmont, chiude con un 67 (-5) e 271 colpi complessivi (-17), due di vantaggio sui secondi. Alla prima partecipazione al BMW PGA, è il terzo americano a imporsi a Wentworth negli ultimi sei anni. Per lui è la seconda vittoria stagionale, dopo il Texas Open di aprile, e la quarta in carriera.
Il successo nasce da un finale di rara efficacia: tee shot finito a un metro dalla buca alla 14, due birdie da oltre quattro metri alla 15 e alla 16, poi un altro birdie alla 18 con due putt. “Ho giocato con un peso enorme sulle spalle” ha spiegato Spaun a proposito della mancata convocazione da parte del capitano Brandt Snedeker per la sfida di Chicago. “Avevo qualcosa da dimostrare, ma tutto accade per una ragione. Volevo dimostrare di meritare un posto in squadra. Ho fatto il mio lavoro».
Le ultime due wild card per la Presidents Cup sono andate a Jacob Bridgeman e al ventunenne Jackson Koivun. Bridgeman, tra l’altro, ha vinto nelle scorse ore il Biltmore Championship Asheville.
L’esclusione di J.J. Spaun aveva fatto rumore anche perché lui era stato tra i pochi a salvarsi nella Ryder Cup dell’anno scorso, con un bilancio di 2-1-0.
Per Spaun, che ora si avvicina alla top 10 mondiale, il bilancio è un misto di orgoglio e soddisfazione: “Sono diventato un giocatore che non pensavo di poter essere. Ho sempre voluto essere un giocatore globale”.
Manuel Elvira sbaglia tutto alla 18
Decisivo, per la vittoria di Spaun, l’epilogo di Manuel Elvira. Lo spagnolo, 30 anni, ha firmato un eagle da circa quasi tre metri alla 17 e si è portato in vetta a pari merito, ma alla 18 (par 5) ha scelto il ferro dal tee e poi il lay up dai 230 metri, finendo in bunker. Il resto è un doppio bogey per il 70 finale. “Devastante aver eseguito il colpo sbagliato nel momento sbagliato”, ha ammesso Elvira.
Con lui a -15 chiudono Rory McIlroy (68), Adam Scott (68) e il campione PGA Aaron Rai (66).

