Matteo Cristoni, il golf tra sogno e realtà: “Ho imparato da Chicco Molinari”

Matteo Cristoni durante la 83sima edizione degli Open d’Italia di golf (ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)

Di storie l’Open d’Italia 2026 di golf ne ha offerte più di una. Dalla splendida vittoria di Chacarra al record del campo “scippato” da Matt Wallace, aspirante giocatore di Ryder Cup, proprio al vicecapitano di Team Europe Dodo Molinari. Dalla prima volta tra i professionisti dell’amateur Filippo Ponzano al sogno diventato realtà di Matteo Cristoni.

di Sauro Legramandi

A dire il vero, il sogno di questo 24enne di Modena si è realizzato ancora prima dell’apertura della gara alla Mandria. “Il mio idolo è Chicco Molinari – ammette candidamente Matteo Cristoni – e l’ho conosciuto proprio qui a Torino. L’altro giorno abbiamo provato il campo insieme. Io e lui per nove buche. E’ stato molto gentile, ho imparato tanto da un campione così”. Difficile dargli torto: quando Francesco ha toccato il vertice della sua carriera, Matteo aveva 16 anni. Facile immaginarlo incantato dalla vittoria dell’Open Championship a Carnoustie o dal trionfo europeo nella Ryder Cup di Parigi.

All’Open d’Italia Matteo Cristoni ha dimostrato di imparare in fretta. Il professionista emiliano ha messo in pratica gli insegnamenti ricevuti da Molinari: primi due giri in 68 e 71 colpi, taglio superato e accelerazione nel weekend.

 Il 67 di sabato e soprattutto il 65 di domenica lo hanno reso il miglior golfista italiano nella classifica. Un undicesimo posto alla pari di colleghi esperti come Eddie Pepperell e Dylan Frittelli, addirittura meglio di Patrick Reed (-8). Per Cristoni significa sfiorare la top ten, incassare un assegno da circa 40 mila dollari e compiere un balzo nel ranking mondiale, passando dalla posizione numero 1.139 alla numero 814.

Matteo Cristoni: “Ho imbucato i putt giusti”

Non chiedetegli il segreto di una domenica così bella. Se lo sa non ve lo dirà. “Per essere la mia prima volta sul DP World Tour – dice – è andata bene. Ho tirato tanti buoni colpi, la pallina è andata molto vicina a dove volevo. Ho imbucato i putt giusti. Solo sulla buca 17 ho sbagliato col driver e ho dovuto fare un lay up”.

Adesso, però, è già tempo di tornare con i piedi per terra. A poche ore dalla conclusione dell’Open d’Italia è volato in Francia, a Le Vaudreuil, dove giovedì sarà impegnato in un torneo dell’HotelPlanner Tour. “Cerco di concentrarmi su una cosa per volta – spiega – e quest’anno devo mantenere la carta sul HotelPlanner Tour. Sono 53esimo e devo restare nei primi settanta”.

Dal Golf Modena all’Arkansas


La storia di Matteo Cristoni comincia al Golf Modena, dove prende in mano un bastone a sette anni grazie al padre. Dopo le prime gare giovanili entra nel giro delle Nazionali. Nel 2018 conquista lo Scottish Boys Under 16 Open Championship e il titolo italiano Cadetti. L’anno successivo vince il Campionato Italiano Ragazzi e raggiunge la finale degli Internazionali di Francia Boys.

Poi arriva il grande salto negli Stati Uniti, in Arkansas. A Little Rock, la città legata alla figura dell’ex presidente Bill Clinton, si laurea in Economia, cresce nel college golf americano e matura come giocatore. Nel 2026 arriva il primo grande squillo tra i professionisti con la vittoria del First Stage della Qualifying School in Austria.

Il resto, dopo l’Open d’Italia, è una storia che sembra appena cominciata.